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Giovedì 4 giugno 2026 - Numero 429

Pro Recco Judo, 50 anni tra rigore e gentilezza

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‘La forza della gentilezza. La via della cedevolezza’, la traduzione dei due caratteri han che si pronunciano ‘Ju’ e ‘Do’, campeggia in cima alla home page del sito della Pro Recco Judo. È una sottile spiegazione di come abbia attraversato i suoi primi cinquant’anni senza accusare battute d’arresto. È stata questa resistente cedevolezza, la forza nella gentilezza appunto, che ha permesso al club festeggiato dal comune di Recco due settimane fa di crescere in modo costante nei cinque decenni arrivando a conquistare un posto importante tra i club nazionali. Dalla fondazione ad oggi si è tenuto fede alla filosofia di quella che tra le arti marziali è la meno violenta e fracassona, quella in cui si fa leva soprattutto sulle forze (e l’irruenza poco controllata) dell’avversario per guadagnare una posizione di vantaggio. Attendere, restare vigili, agire quando serve senza sprecare energie.

La Pro Recco Judo ha il passo controllato e costante del club maratoneta che arriva e vuole andare lontano. Incarna in maniera perfetta i suoi ideali il maestro Giuseppe ‘Rudy’ Figari. Diplomato all’Accademia Nazionale Judo nel 1976, Stella di bronzo del Coni al merito sportivo, Maestro di Judo – Cintura Nera 6° Dan Fijlkam, Allenatore Metodo Mia (Metodo globale Autodifesa) adottato dalle Forze di Polizia dello Stato e riconosciuto dal Ministero degli Interni. È il Direttore tecnico della Pro Recco da 43 anni. È inoltre abilitato alla conduzione C.A.S. È consigliere del Comitato Regionale Ligure del settore Judo Fijlkam, è stato Direttore Tecnico Regionale Ligure dal 2005 al 2016.
Il mese scorso era emozionato e orgoglioso nell’aprire la festa per il Cinquantenario tenutasi nella piazza del Comune di Recco alla presenza del sindaco Gandolfo, di grandi amici come Eraldo Pizzo della Pro Recco pallanuoto, del presidente regionale Coni Micillo e della guest star Matteo Marconcini, aretino, quarto alle Olimpiadi 2016 e argento ai Mondiali di Budapest 2017.

Rudy Figari ai microfoni di Marco Callai di Liguriasport, autore di un lungo reportage sulla festa, spiegava cosa ha imparato nella cavalcata attraverso le stagioni, sempre con il marchio Pro Recco addosso: “È giusto voltarsi indietro, ma solo per un momento, poi si torna a guardare in avanti. Questa celebrazione l’abbiamo pensata per i giovani, che sappiano da dove veniamo. Ricordi? Impossibile sceglierne uno in particolare, per fortuna sono tanti belli, molti bellissimi, impossibile ricordarli tutti. Purtroppo tornano in mente più agevolmente i momenti negativi, la scomparsa lungo la strada di colonne come Tino Zeni, uno dei fondatori, e il mio maestro al quale rivolgo sempre un pensiero riconoscente”.

La malinconia viene scacciata dall’annuncio del Coni: la concessione della Stella d’Argento al merito sportivo e l’attribuzione a Massimo Mancioppi della Palma di bronzo al merito tecnico dalla Filpj. Torna l’entusiasmo, c’è un’altra stagione da costruire, i presupposti sono più che incoraggianti: “Sono partiti i corsi per tutte le età nella nostra palestra, in piazzale Olimpia a lato del campo di rubgy ‘Androne’, pronti a tirare un’altra generazione. Non possiamo certo dormire sugli allori, abbiamo circa 110 tesserati, ogni stagione ne arrivano dei nuovi, una squadra di 30-35 agonisti che ci consente di difenderci in ogni categoria di età e di peso. Da un paio di anni stazioniamo in pianta stabile tra le prime venti società nella classifica italiana. E sto parlando, si badi bene, di una sezione di federazione (il settore Judo della Fijlkam) che conta circa 900 club lungo la Penisola”.
Un mezzo miracolo tenendo conto del bacino di utenza, del fatto che in una città super sportiva come Recco la concorrenza sia fortissima. Basta solo pensare alle altre Pro Recco, dalla pallanuoto al rugby passando per calcio, tennis, volley. “Noi ci mettiamo tanta passione – spiega “Rudy” – e cerchiamo di non sentire il passare degli anni. E poi c’è il senso collettivo di appartenenza a sorreggere. Ci tengo a sottolineare che nessuno qui da noi, dirigenti, tecnici, personale di segreteria – che pure assicurano un’assistenza e un seguito sette giorni su sette, cinque di lezioni e due passati a portare gli atleti in giro per sostenere le varie prove – percepisce un solo euro. Puro volontariato, passione senza ombre”.

Le ultime due stagioni hanno portato grandi risultati, diverse medaglie, ma quello che conta è che negli ultimi dodici mesi è cresciuto il gruppo. “Prima c’era l’exploit del singolo, adesso abbiamo il gruppo, supportato da una struttura completa e uno staff all’altezza, dal medico al preparatore atletico. È molto importante questa organizzazione per essere presenti e competitivi a livello nazionale in ciascuna categoria”.
Ci sono i presupposti per altri 50 anni di crescita. “Perché solo 50? Scherzo, ma non troppo. Da quello che avete visto alla festa dove c’erano nonni, padri e nipoti la lunga linea bianca (dal colore della divisa ndr che ogni judoka indossa) capirete che abbiamo coperto diverse generazioni e intendiamo continuare a farlo”. Il Judo prevede tecniche di controllo, di colpo e di controllo finalizzate a neutralizzare la minaccia. Figari e i suoi discepoli sembrano applicarle anche lontano dal tatami.

LA STORIA. Martino Zeni, assicuratore e piemontese di origine, trasferitosi in Liguria è già judoka da anni, e decide di fondare un palestra di Judo anche a Recco. Con l’amico Giovanni Revello (costruttore e a sua volta judoka in quel di Rapallo), cerca e trova le persone giuste. A fine 1969, l’ingegner Alessandro Mantero, imprenditore edile e consigliere comunale, mette a disposizione il suo studio per le riunioni societarie, e gli uomini adatti ci sono: il sindaco di Recco Antonio Ferro, gli amici Sebastiano Bertagnon (costruttore, titolare di un’agenzia immobiliare e consigliere comunale), Lorenzo Moltedo (commerciante, presidente dell’Ascom, e consigliere comunale), Giovanni Zanoni (impresario edile), Agostino Massone (costruttore e commerciante in materiale edilizio), Giuseppe Lavarello (pensionato), Vittorio Forti (pensionato), Luigi Lanata (lavoratore del porto) e Carlo Giommi (medico). Fu così che, il 27 ottobre 1969, alle ventuno, si formò la società Pro Recco Judo.

Alla fine del primo anno di attività della società, arriva un nuovo atleta: è cintura arancione, ha mosso i suoi primi passi da judoka nel Cef Rapallo, ed ora che a Recco è stata fondata una società di Judo, si inserisce tra gli agonisti della Pro Recco, sotto la guida dell’istruttore Tino. È Giuseppe Figari, per tutti Rudy. Rudy partecipa alle prime gare, che per ragioni economiche si svolgono solo a livello regionale, guardando le società della grande Genova come unico obiettivo da raggiungere. Il sodalizio tra Tino e Rudy si fa sempre più forte, e i primi articoli di giornale danno grandi emozioni; i podi iniziano a colorarsi di bianco-celeste, i colori della Pro Recco Judo.

Nel 1976 la cintura nera Rudy Figari è costretto a prendere una decisione: abbandonare l’agonismo per entrare in accademia. I termini di età rendono improrogabile questa scelta, e Rudy decide di mettere al servizio dei giovani judoka l’esperienza acquisita: diventa istruttore. Nel 2003, grazie al gruppo di agonisti creato da Massimo Mancioppi e Rudy Figari, arriva dopo tanti anni la prima medaglia a livello giovanile, che sarà la prima di una lunga serie.

Oggi la società può vantarsi di essere tra le prime 20 italiane. Gli agonisti, suddivisi nelle classi Esordienti A (12 anni), Esordienti B (13-14 anni), Cadetti (15-16-17), Juniores (18-19-20 anni), Seniores (21 anni- 35 anni) e Master (over 34), sono seguiti da Gabriele e Giorgia Mancioppi, Ciccio Casareto, Stefano Musso, Matteo Figari, Enrico Graffione e Massimo Mancioppi.

(d.s.)

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