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Giovedì 16 luglio 2026 - Numero 435

Porto, logistica, industria e turismo trainano l’economia di Genova e della provincia: il rapporto di Ambrosetti che genera ottimismo

L’evento conclusivo di restituzione al territorio dell’ottava edizione del Forum Ambrosetti si terrà lunedì 1º luglio all’Hotel Excelsior di Rapallo
Il porto di Genova è il principale scalo italiano
Il porto di Genova è il principale scalo italiano
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(r.p.l.) Sistema portuale e logistico, cantieristica navale, nautica da diporto, hi-tech, blue & silver economy, turismo, artigianato, commercio, cultura e agroalimentare. Questi i settori trainanti dell’economia genovese emersi dal quarto, e ultimo, tavolo territoriale di TEHA – The European House Ambrosetti, tenutosi ieri presso la Camera di Commercio di Genova ed incentrato sul capoluogo ligure. A prender parte, alla presenza del presidente regionale ad interim Alessandro Piana e dell’assessore regionale allo Sviluppo economico Alessio Piana, istituzioni e stakeholder locali.

La provincia di Genova genera la quota più alta di valore aggiunto a livello regionale, pari al 60% del totale (28,6 miliardi di euro) e per valore aggiunto pro-capite (34,9). Genova genera il 61,3% delle esportazioni regionali. I primi quattro settori (mezzi di trasporto, macchinari e apparecchi, coke e prodotti petroliferi, metalli e prodotti in metallo) rappresentano più del 70% dell’export provinciale (pari a 4,7 miliardi di euro). Il primo settore, quello dei mezzi di trasporto (2,1 miliardi di euro), riguarda prevalentemente navi e imbarcazioni (1,9 miliardi di euro). Quello del Mar Ligure Occidentale è il primo Sistema Portuale in Italia per movimentazione merci (48,1 mln tonnellate), secondo per TEU movimentate (2.073,5 migliaia di tonnellate) e per il trasporto passeggeri (1.817,6 – valori in migliaia). Porto che genera un indotto economico notevole, creando posti di lavoro diretti e indiretti in settori come la logistica, la movimentazione merci, lo spedizioniere, i servizi portuali, la nautica da diporto e la pesca. La manifattura genera il 92,5% dell’export provinciale. 

A fine 2022, Genova registra un tasso di crescita dell’occupazione (3,6) rispetto al periodo pre-Covid superiore alla media regionale (2,4), del Nord-Ovest (-0,6) e nazionale (-0,04). In particolare, il tasso di occupazione femminile risulta il più alto a livello regionale e con la maggiore crescita rispetto al periodo pre-Covid (+5,1 punti percentuali: 57,2% nel 2019; 62,3% nel 2022). Cala anche la percentuale di NEET, la più bassa tra le province liguri, riportando la riduzione più alta rispetto al pre-Covid (-5,5 punti percentuali: 17,6% nel 2019; 12,1% nel 2022). In crescita anche la popolazione laureata o in possesso di un altro titolo di studio terziario rispetto al periodo pre-Covid (+1 punto percentuale: 32,5% nel 2019; 33,5% nel 2022).

L’evento conclusivo di restituzione al territorio dell’ottava edizione del Forum Ambrosetti si terrà lunedì 1º luglio all’Hotel Excelsior di Rapallo.

“È una Liguria che cresce quella che viene fotografata nel rapporto annuale del Forum Ambrosetti – ha sottolineato il presidente ad interim della Regione Liguria Alessandro Piana – Si guardi ad esempio al PIL, all’economia del mare, alle infrastrutture, al turismo, a diversi comparti produttivi fino ad arrivare al crescente posizionamento della Liguria negli ambiti di innovazione tecnologica, sia tramite start-up, sia con lo sviluppo di centri di eccellenza. E lo dicono dei dati oggettivi e le dinamiche socio-economiche sul territorio. Una visione importante improntata sul lavoro e sullo sviluppo, che pone la Liguria al centro dello sviluppo del Paese per ricchezza e competitività”.

“Dopo Imperia, La Spezia e Savona si chiude con Genova il percorso di ascolto del territorio che abbiamo avviato per l’ottava edizione del Forum Ambrosetti – spiega l’assessore regionale allo Sviluppo economico Alessio Piana – Genova non è soltanto strategica per la sua posizione geografica, che la porta a essere punto d’incontro tra Europa e Mediterraneo, ma è snodo cruciale per la logistica italiana, cuore pulsante della movimentazione di merci e persone e testimone di una tradizione marittima e industriale che dobbiamo salvaguardare, valorizzare e reinterpretare in chiave moderna. I qualificati interventi delle categorie economiche e degli imprenditori a cui abbiamo assistito hanno posto l’accento sulla necessità di accompagnare questi punti di forza con infrastrutture adeguate – come la nuova Diga di Genova, la Gronda, il Terzo Valico, Tunnel della Fontanabuona, il Tunnel subportuale – che potranno portare un’ulteriore spinta propulsiva allo sviluppo logistico economico dell’intero territorio regionale”.

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