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Giovedì, 18 luglio 2024 - Numero 331

Ora e sempre Resistenza: gli esempi di Michela Murgia e Carole Cadwalladr

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(al.br.) Resistenza non è solamente un concetto che appartiene alla Storia. Non attiene esclusivamente ai Partigiani e alla Liberazione del nostro Paese. C’è anche una resistenza che, tutti noi, possiamo e dobbiamo mettere in atto giorno dopo giorno. Quella che si fa rispetto al pensiero omologato, al potere prepotente e vuoto di contenuti, alla propaganda, alla violenza verbale, all’appiattimento, alle fake news. A tutto ciò che tenta di lobotomizzarci, di azzerare il nostro pensiero.
Il più grande inganno del giorno d’oggi è pensare che il fascismo e le dittature non possano mai più ritornare. Perché significa aver già abbassato la guardia. Per questo, ‘Piazza Levante’ prende ad esempio e riporta due degli interventi che più hanno fatto discutere nei giorni scorsi.
Il post con cui la scrittrice Michela Murgia replica al vicepremier Matteo Salvini che l’aveva accusata di essere una intellettuale radical chic (la Murgia ha da poco dato alle stampe il suo libro, tra il provocatorio e l’ironico, ‘Istruzioni per diventare fascisti’), e lo speech, pronunciato al Ted di Vancouver, da Carole Cadwalladr, la cronista dell’Observer che ha scoperchiato lo scandalo di Cambridge Analityca (e che è stata bannata a vita da Facebook per questo) e che ha spiegato come i social hanno influito sulla Brexit.

Michela Murgia: “Caro Ministro, confrontiamoci i curricula” (17 aprile 2019)

Ieri il ministro degli interni Matteo Salvini ha pensato bene di fare l’ennesimo tweet contro di me virgolettandomi come intellettuale radical chic e snob. È il suo giochetto preferito quello di far passare chiunque lo critichi per un ricco altolocato che non ha contatto con la gente e con la realtà, che non conosce i problemi veri e che non sa cosa sia la fatica del lavoro, ambiti in cui lui invece si presenta come vero esperto. Le propongo un gioco, signor Ministro: si chiama “sinossi dei curriculum”.

Nel 91, anno in cui mi diplomavo come perito aziendale, mi pagavo l’ultimo anno di studi lavorando come cameriera stagionale in una pizzeria. Purtroppo feci quasi due mesi di assenza perché la domenica finivo di lavorare troppo tardi e il lunedì mattina non sempre riuscivo ad alzarmi in tempo per prendere l’autobus alle 6:30 per andare a scuola. A causa di quelle assenze, alla maturità presi 58/60esimi.
Nel 92, mentre lavoravo in una società di assicurazioni per sostenermi gli studi all’istituto di scienze religiose, lei prendeva 48/60 alla maturità classica in uno dei licei di Milano frequentati dai figli della buona borghesia. Sono contenta che non abbia dovuto lavorare per finire il liceo. Nessuno dovrebbe.

Nel 93 iniziavo a insegnare nelle scuole da precaria, lavoro che ho fatto per sei anni. Nel frattempo lei veniva eletto consigliere comunale a Milano e iniziava la carriera di dirigente nella Lega Nord, diventando segretario cittadino e poi segretario provinciale. Non avendo mai svolto altra attività lavorativa, è lecito supporre che la pagasse il partito. Chissà se prendeva quanto me, che allora guadagnavo 900 mila lire al mese.

Nel 1999 per vivere consegnavo cartelle esattoriali a domicilio con un contratto co.co.pro. Ero pagata 4mila lire a cartella e solo se il contribuente moroso accettava di firmarla. Lei invece prendeva la tessera giornalistica facendo pratica alla Padania e a radio Padania, testate di partito che si reggevano sui finanziamenti pubblici, ai quali io non ho nulla in contrario, ma contro i quali lei ha invece costruito la sua retorica.

Nel 2000 ho iniziato a lavorare in una centrale termoelettrica, dove sono rimasta fino al 2004. Mi sono licenziata perché ho scelto di testimoniare in tribunale contro il mio datore di lavoro per un grave caso di inquinamento ambientale. Mentre lasciavo per coscienza l’unico lavoro stabile che avessi trovato vicino a casa, lei era segretario provinciale della lega Nord, suppongo sempre pagato dal partito, dato che anche allora non faceva mestieri.

Nel 2004 ho lasciato la Sardegna per lavorare come cameriera in un albergo al passo dello Stelvio, in mezzo alla neve, con un contratto stagionale a poco più di mille euro. Mentre io da precaria rifacevo letti lei si faceva eleggere al parlamento europeo a 19.000 euro al mese.

Nel 2005 ho lavorato un mese e mezzo in un call center vendendo aspirapolveri al telefono ed ero pagata 230 euro lordi al mese più 8 euro per ogni appuntamento che riuscivo a fissare. Durante quella esperienza ho scritto un blog che ha attirato l’attenzione di un editore. Nello stesso periodo lei a Bruxelles bruciava un quarto delle sedute del parlamento ed era già lo zimbello dei parlamentari stranieri, che nelle legislature successive le avrebbero poi detto in faccia quanto era fannullone. Io sono a favore della retribuzione dei politici, purché facciano quello per cui li paghiamo.

Nel 2006, mentre usciva il mio primo libro, io facevo la portiera notturna in un hotel, passando le notti in bianco per lavorare e riuscire anche a scrivere. Lei invece decadeva da deputato, ma atterrava in piedi come vicesegretario della Lega Nord e teneva comizi contro i terroni e Roma ladrona. Non facendo ancora altro mestiere che la politica, immagino che la politica le passasse uno stipendio. Chissà se somigliava al mio, che per stare sveglia mentre gli altri dormivano prendevo appena più di mille euro al mese.

Dal 2007 in poi ho vissuto delle mie parole, della fiducia degli editori e di quella dei lettori e delle lettrici. Negli stessi anni lei ha campato esclusivamente di rappresentanza politica e da dirigente in un partito da dove – tra il 2011 e il 2017 – sono spariti 49 milioni di soldi pubblici senza lasciare traccia.

Se adesso le è chiaro con chi è che sta parlando quando virgoletta il mio nome nei suoi tweet, forse le sarà altrettanto chiaro che è lei, signor Ministro, quello distaccato dalla realtà. Tra noi due è lei quello che non sa di cosa parla quando parla di vita vera, di problemi e di lavoro, dato che passa gran tempo a scaldare la sedia negli studi televisivi, travestirsi da esponente delle forze dell’ordine e far selfie per i social network a dispetto del delicatissimo incarico che ricopre a spese dei contribuenti. Lasci stare il telefonino e si metta finalmente a fare il ministro, invece che l’assaggiatore alle sagre. Io lavoro da quando avevo 14 anni e non mi faccio dare lezioni di realtà da un uomo che è salito su una ruspa in vita sua solo quando ha avuto davanti una telecamera.

Carole Cadwalladr: “La democrazia non è affatto scontata” (21 aprile 2019)

Il giorno dopo il voto sulla Brexit, quando la Gran Bretagna si è svegliata con lo choc di scoprire che stavamo davvero lasciando l’Unione Europea, il mio direttore al quotidiano Observer, mi ha chiesto di tornare nel Galles meridionale, dove sono cresciuta, e scrivere un reportage. E così sono arrivata in una città chiamata Ebbw Vale.

È nelle valli del Galles meridionale, che è un posto abbastanza speciale. Aveva questa sorta di cultura di classe operaia benestante, ed è celebre per i cori di  voci maschili gallesi, il rugby e il carbone. Ma quando ero adolescente, le miniere di carbone e le fabbriche di acciaio chiusero, e l’intera area ne è rimasta devastata. Ci sono tornata perché al referendum della Brexit era stata una delle circoscrizioni elettorali con la più alta percentuale di voti per il ‘Leave’. Sessantadue per cento delle persone qui hanno votato per lasciare l’Unione Europea. E io volevo capire perché.

Quando sono arrivata sono rimasta subito sorpresa perché l’ultima volta che era stata ad Ebbw Vale era così (mostra la foto di una fabbrica chiusa). E ora è così. (mostra altre foto). Questo è un nuovissimo college da 33 milioni di sterline che è stato in gran parte finanziato dall’Unione Europea. E questo nuovo centro sportivo fa parte di un progetto di rigenerazione urbana da 350 milioni di sterline, finanziato dall’Unione Europea. E poi c’è questo tratto stradale da 77 milioni di sterline, e una nuova linea ferroviaria e una nuova stazione, tutti progetti finanziati dall’Unione Europea. E non è che la cosa sia segreta. Perché ci sono grossi cartelli ovunque a ricordare gli investimenti della UE in Galles.

Camminando per la città, ho avvertito una strana sensazione di irrealtà. E me ne sono davvero resa conto quando ho incontrato un giovane davanti al centro sportivo che mi ha detto di aver votato per il Leave, perché l’Unione Europea non aveva fatto nulla per lui. E ne aveva abbastanza di questa situazione. E in tutta la città le persone mi dicevano la stessa cosa. Mi dicevano che volevano riprendere il controllo, che poi era uno degli slogan della campagna per la Brexit. E mi dicevano che non ne potevano più di immigranti e rifugiati. Erano stufi.

Il che era abbastanza strano. Perché camminando per la città, non ho incontrato un solo immigrato o rifugiato. Ho incontrato una signora polacca che mi ha detto di essere l’unica straniera in paese. E quando ho controllato le statistiche, ho scoperto che Ebbw Vale ha uno dei più bassi tassi di immigrazione del Galles. E quindi ero un po’ confusa, perché non riuscivo a capire da dove le persone avessero preso le informazioni su questo tema. Anche perché erano i tabloid di destra a sostenere questa tesi, ma questo è una roccaforte elettorale della sinistra laburista.

Ma poi, quando è uscito il mio articolo, questa donna mi ha contattato. Mi ha detto di abitare a Ebbw Vale e mi ha detto di tutta quella roba che aveva visto su Facebook durante la campagna elettorale. Io le ho chiesto, quale roba? E lei mi ha parlato di roba che faceva paura, sull’immigrazione in generale, e in particolare sulla Turchia. Allora ho provato a indagare, ma non ho trovato nulla. Perché su Facebook non ci sono archivi degli annunci pubblicitari o di quello ciascuno di noi ha visto sul proprio ‘news feed’. Non c’è traccia di nulla, buio assoluto.

Questo referendum avrà un profondo effetto per sempre sulla Gran Bretagna, lo sta già avendo: i produttori di auto giapponesi che vennero in Galles e nel nord est offrendo un lavoro a coloro che lo avevano perduto con la chiusura delle miniere di carbone, se ne sono già andati a causa della Brexit. Ebbene, l’intero referendum si è svolto nel buio più assoluto perché si è svolto su Facebook. E quello che accade su Facebook resta su Facebook. Perché soltanto tu sai cosa c’era sul tuo ‘news feed’, e poi sparisce per sempre, ma così è impossibile fare qualunque tipo di ricerca. Così non abbiamo idea di quali annunci ci siano stati, di quale impatto hanno avuto, o di quali dati personali sono stati usati per profilare i destinatari dei messaggi. O anche solo chi li ha pagati, quanti soldi ha investito, e nemmeno di quale nazionalità fossero questi investitori.

Noi non lo possiamo sapere ma Facebook lo sa. Facebook ha tutte queste risposte e si rifiuta di condividerle. Il nostro Parlamento ha chiesto numerose volte a Mark Zuckerberg di venire nel Regno Unito e darci le risposte che cerchiamo. Ed ogni volta, lui si è rifiutato. Dovete chiedervi perché. Perché io e altri giornalisti abbiamo scoperto che molti reati sono stati compiuti durante il referendum. E sono stati fatti su Facebook.

Questo è accaduto perché nel Regno Unito noi abbiamo un limite ai soldi che puoi spendere in campagna elettorale. Esiste perché nel diciannovesimo secolo le persone andavano in giro con letteralmente carriole cariche di soldi per comprarsi i voti. Per questo venne votata una legge che lo vieta e mette dei limiti. Ma questa legge non funziona più. La campagna elettorale del referendum infatti si è svolta soprattutto online. E tu puoi spendere qualunque cifra su Facebook, Google o YouTube e nessuno lo saprà mai, perché queste aziende sono scatole nere. Ed è esattamente quello che è accaduto.

Noi non abbiamo idea delle dimensioni, ma sappiamo con certezza che nei giorni immediatamente precedenti il voto, la campagna ufficiale per il Leave ha riciclato quasi 750 mila sterline attraverso un’altra entità che la commissione elettorale aveva giudicato illegale, e questo sta nei referti della polizia. E con questi soldi illegali, ‘Vote Leave’ ha scaricato una tempesta di disinformazione. Con annunci come questi (si vede un annuncio che dice che 76 milioni di turchi stanno per entrare nell’Unione Europea). E questa è una menzogna. Una menzogna assoluta. La Turchia non sta per entrare nell’Unione Europea. Non c’è nemmeno una discussione in corso nella UE. E la gran parte di noi, non ha mai visto questi annunci perché non eravamo il target scelto. E l’unico motivo per cui possiamo vederli oggi è perché il Parlamento ha costretto Facebook a darceli.

Forse a questo punto potreste pensare, “in fondo parliamo soltanto di un po’ di soldi spesi in più, e di qualche bugia”. Ma questa è stata la più grande frode elettorale del Regno Unito degli ultimi cento anni. Un voto che ha cambiato le sorti di una generazione deciso dall’uno per cento dell’elettorato. E questo è soltanto uno dei reati che ci sono stati in occasione del referendum.

C’era un altro gruppo, che era guidato da quest’uomo (mostra una foto), Nigel Farage, quello alla sua destra è Trump. E anche questo gruppo, ‘Leave EU’, ha infranto la legge. Ha violato le norme elettorali e quelle sulla gestione dei dati personali, e anche queste cose sono nei referti della polizia. Quest’altro uomo (sempre nella stessa foto), è Arron Banks, è quello che ha finanziato la loro campagna. E in una vicenda completamente separata, è stato segnalato alla nostra Agenzia Nazionale Anticrimine, l’equivalente dell’FBI, perché la commissione elettorale ha concluso che era impossibile sapere da dove venissero i suoi soldi. E anche solo se la provenienza fosse britannica. E non entro neppure nella discussione sulle menzogne che Arron Banks ha detto a proposito dei suoi rapporti segreti con il governo russo. O la bizzarra tempestività degli incontri di Nigel Farage con Julian Assange e il sodale di Trump, Roger Stone, ora incriminato, subito prima dei due massicci rilasci di informazioni riservate da parte di Wikileaks, entrambi favorevoli a Donald Trump. Ma quello che posso dirvi è che la Brexit e l’elezione di Trump sono strettamente legati. Ci sono dietro le stesse persone, le stesse aziende, gli stessi dati, le stesse tecniche, lo stesso utilizzo dell’odio e della paura.

Questo è quello che postavano su Facebook. E non riesco neanche a chiamarlo menzogna perché ci vedo piuttosto il reato di instillare l’odio (si vede un post con scritto ‘l’immigrazione senza assimilazione equivale a un’invasione’).

Non ho bisogno di dirvi che odio e paura sono stati seminati in rete in tutto il mondo. Non solo nel Regno Unito e in America, ma in Francia, Ungheria, Brasile, Myanmar e Nuova Zelanda. E sappiamo che c’è come una forza oscura che ci collega tutti globalmente. E che viaggia sulle piattaforme tecnologiche. Ma di tutto questo noi vediamo solo una piccola parte superficiale.

Io ho potuto scoprire qualcosa solo perché ho iniziato a indagare sui rapporti fra Trump e Farage, e su una società chiamata Cambridge Analytica. E ho passato mesi per rintracciare un ex dipendente, Christopher Wiley. E lui mi ha rivelato che questa società, che aveva lavorato sia per Trump che per la Brexit, aveva profilato politicamente le persone per capire le paure di ciascuno di loro, per meglio indirizzare dei post pubblicitari su Facebook. E lo ha fatto ottenendo illecitamente i profili di 87 milioni di utenti Facebook. C’è voluto un intero anno per convincere Christopher a uscire allo scoperto. E nel frattempo mi sono dovuta trasformare da reporter che raccontava storie a giornalista investigativa. E lui è stato straordinariamente coraggioso, perché Cambridge Analytyca è di proprietà di Robert Mercer, il miliardario che ha finanziato Trump, e che ci ha minacciato moltissime volte per impedire che pubblicassimo tutta la storia. Ma alla fine lo abbiamo fatto lo stesso.

E quando eravamo al giorno prima della pubblicazione abbiamo ricevuto un’altra diffida legale. Non da Cambridge Analytica stavolta. Ma da Facebook. Ci hanno detto che se avessimo pubblicato la storia, ci avrebbero fatto causa. E noi l’abbiamo pubblicata.

Facebook, stavate dalla parte sbagliata della storia in questa vicenda. E lo siete quando vi rifiutate di dare le risposte che ci servono. Ed è per questo che sono qui. Per rivolgermi a voi direttamente, dei della Silicon Valley… Mark Zuckerberg… E Sheryl Sandberg, e Larry Page e Sergey Brin e Jack Dorsey, ma mi rivolgo anche ai vostri dipendenti e ai vostri investitori. Cento anni fa il più grande pericolo nelle miniere di carbone del Galles meridionale era il gas. Silenzioso, mortale e invisibile. Per questo facevano entrare prima i canarini, per controllare l’aria. In questo esperimento globale e di massa che stiamo tutti vivendo con i social network, noi britannici siamo i canarini. Noi siamo la prova di quello che accade in una democrazia occidentale quando secoli di norme elettorali vengono spazzate via dalla tecnologia.

La nostra democrazia è in crisi, le nostre leggi non funzionano più, e non sono io a dirlo, è un report del nostro parlamento ad affermarlo. Questa tecnologia che avete inventato è meravigliosa. Ma ora è diventata la scena di un delitto. E voi ne avete le prove. E non basta ripetere che in futuro farete di più per proteggerci. Perché per avere una ragionevole speranza che non accada di nuovo, dobbiamo sapere la verità.

Magari adesso pensate, “beh, parliamo solo di alcuni post pubblicitari, le persone sono più furbe di così, no?”. Se lo faceste vi risponderei: “Buona fortuna, allora”. Perché il referendum sulla Brexit dimostra che la democrazia liberale non funziona più. E voi l’avete messa fuori uso. Questa non è più democrazia – diffondere bugie anonime, pagate con denaro illegale, dio sa proveniente da dove. Questa si chiama ‘sovversione’, e voi ne siete gli strumenti.

Il nostro Parlamento è stato il primo del mondo a provare a chiamarvi a rispondere delle vostre azioni, ma ha fallito. Voi siete letteralmente fuori dalla portata delle nostre leggi. Non solo quelle britanniche, in questa foto nove parlamenti, nove Stati, sono rappresentati, e Mark Zuckerberg si è rifiutato di venire a rispondere alle loro domande.

Quello che sembrate ignorare è che questa storia è più grande di voi. È più grande di ciascuno di noi. E non riguarda la destra o la sinistra, il Leave o il Remain, Trump o no. Riguarda il fatto se sia possibile avere ancora elezioni libere e corrette. Perché, stando così le cose, io penso di no.

E così la mia domanda per voi oggi è: è questo quello che volete? È così che volete che la storia si ricordi di voi? Come le ancelle dell’autoritarismo che sta crescendo in tutto il mondo? Perché voi siete arrivati per connettere le persone. E vi rifiutate di riconoscere che la vostra tecnologia ci sta dividendo.

La mia domanda per tutti gli altri è: è questo che vogliamo? Che la facciano franca mentre noi ci sediamo per giocare con i nostri telefonini, mentre avanza il buio?

La storia delle valli del Galles meridionale è la storia di una battaglia per i diritti. E quello che è accaduto adesso non è semplicemente un incidente, è un punto di svolta. La democrazia non è scontata. E non è inevitabile. E dobbiamo combattere, dobbiamo vincere e non possiamo permettere che queste aziende tecnologiche abbiano un tale potere senza controlli. Dipende da noi: voi, me, tutti noi. Noi siamo quelli che devono riprendere il controllo.

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Lavagna verso le elezioni amministrative - Intervista al candidato sindaco Claudio Lapetina
È a capo della lista "Lavagna Insieme": “Significa insieme per trovare le risposte ai problemi della città. A breve presenteremo l’intera squadra"
Chiavari, il consigliere Nicola Orecchia: "Emergenza abitativa, ancora tante domande senza risposte concrete"
"L’elenco senza fine della graduatoria rappresenta la distanza siderale tra gli alloggi necessari e quelli messi a disposizione dal Comune”
"Bettina Defilla: Poesia nell'arte”: alla Galleria G.F. Grasso a Chiavari le opere dell’artista
Si tratta del primo evento del programma annuale della rassegna “L’Arte in Economica”. Il figlio Andrea Copello: “Ho selezionato le sue ultime produzioni informali”
Cantero, si parte? C’è il progetto donato da Duferco, la Regione finanzierà l’acquisto
L’appello ai chiavaresi di Antonio Gozzi: “Le iniziative devono essere in grado di stare in piedi, non possiamo costruire cattedrali nel deserto”
Gian Alberto Mangiante si ricandida ad amministrare Lavagna. "La mia lista? Di lavagnesi, coesi nell’impegno per Lavagna"
Le dichiarazioni programmatiche del nuovo impegno per la città: “Guardare al futuro con le prerogative ed il rispetto che il territorio chiede”
"Alberto Salietti, pittore” e “Diari Pittorici”. Ravenna/Chiavari e ritorno 1892–1961. Le due città celebrano l’eredità dell’artista
Claudio Castellini, presidente di Tecnica Mista e co-curatore della mostra ravennate, ci racconta le fasi del progetto realizzato in collaborazione con la Società Economica di Chiavari
Tutti contrari al depuratore in colmata a Chiavari. La politica si compatta durante l’incontro pubblico
I consiglieri regionali prendono posizione. Sandro Garibaldi: “Non c’è chiarezza nelle carte". Gianni Pastorino: “Tutti insieme vincoleremo la volontà della Giunta Regionale”
A sei mesi dallo spostamento del capolinea Amt a Chiavari, i servizi ai capolinea e la sicurezza restano un miraggio
Federico Bairo - Rsa Usb di Amt: “Il trasporto pubblico è una risorsa, non un ingombro, ma l’amministrazione lo sposta nelle zone periferiche”
Continua l’ostinato silenzio dell’amministrazione sul degrado della collina di N.S. delle Grazie a Chiavari
Massimo Maugeri di Legambiente: “Il degrado è complice dell’abbandono, ma manca l’impegno, non solo le risorse economiche”
Emanuele Cozzio annuncia la sua candidatura a Sindaco di Santa Margherita Ligure
“Dopo 10 anni di impegno amministrativo, nel prendere questa decisione sento una grande responsabilità. Tradurrò l'esperienza vissuta in una prospettiva evolutiva, rivolta anche al mondo della società civile, con cui ho avuto modo di maturare un forte legame"
Cresce l’attesa per l’incontro pubblico organizzato dal Comitato No al depuratore in colmata
Appuntamento il 9 marzo a Casa Charitas a Chiavari. I dubbi e gli interrogativi dei cittadini al microfono di 'Piazza Levante' sulla scelta che riguarda il futuro
Lavagna, domenica 10 marzo “Giornata internazionale della donna, voci e danze: storie di donne dal mondo”
Un girotondo di interventi e danze, un appello per denunciare gli eventi che hanno riportato indietro le lancette dell’orologio delle conquiste civili delle donne
Alla Società Economica è andata in scena la presentazione del nuovo progetto di ristrutturazione del Teatro Cantero
Premesse e conclusioni dell’intervento di Antonio Gozzi, presidente del Gruppo Duferco. “Un regalo alla città, ai chiavaresi, sapendo che non siamo soli”
No al Depuratore: il 9 marzo al Teatro Charitas incontro pubblico con cittadini e politici
Il presidente del Comitato Andrea Sanguineti: “Trattati come sudditi, chi amministra deve delle risposte. Restano ancora aperti tutti gli interrogativi”
Asl4 costretta dal difensore civico ad anticipare visite ed esami
Nasce lo sportello a tema sanità pubblica e registra la prima, significativa, vittoria per il Comitato Impegno Comune promosso da Davide Grillo: “Un percorso che riduce le liste d’attesa”
A tre mesi dal crollo della soletta dell’asilo infantile a Chiavari, arriva il dissequestro dell’immobile
Parla Alberto Sivori, presidente dell’Associazione Asilo Infantile Della Torre: “Siamo sulla buona strada”
Massimo Maugeri di Legambiente: ”Alcuni sindaci sono soci di Iren"
"La sovrapposizione dei ruoli genera confusione sul tema della depurazione e sui relativi costi”. Prosegue la battaglia contro l'impianto alla Colmata
Chiavari - La difficile storia di Elena, da tre anni sfrattata e invalida dorme in macchina
L’appello al Comune: “Dov’è la casa che mi avete promesso? Sono stanca, non posso più stare per strada”
L’abbraccio dei pazienti al dottor Zampogna che ha condiviso con loro 42 anni
“Un lavoro bellissimo e complicato, che ho desiderato fare fin da bambino. Ho dato tanto, ma ho ricevuto moltissimo”
Cardiologie aperte anche in Asl 4. In campo il reparto di Cardiologia dell’ospedale di Lavagna, diretto dal professor Guido Parodi
Il team lavora sulla prevenzione di fattori di rischio modificabili, per ridurre i ricoveri e rendere i presidi locali più efficienti
Leivi, a dieci anni dall’alluvione riaperta via Gazzo. Il sindaco Centanaro: “Viabilità, fondamentale l’entroterra”
L'assessore regionale alla Difesa del suolo Giampedrone sulla tutela delle risorse idriche e le scelte dei progettisti
Lavagna, bilancio e affidamento in concessione del porto turistico: arroventato consiglio comunale
L’amministrazione opta per il Project Financing. Sarà la Regione a gestire la gara. Il sindaco Gian Alberto Mangiante: “Ho tutelato la città”
Palcoscenico all’aperto per la riapertura del Teatro Cantero di Chiavari
Successo dell’iniziativa dell’Associazione Impegno Comune che ha offerto ai cittadini un fuoriprogramma con musica e frammenti di storia
Al Liceo Artistico Luzzati si concretizza il progetto di un polo della creatività
Sarà orientato all’arte, alla fotografia, al cinema e alla comunicazione multimediale, competenze legate alle professioni del futuro
Pietro Armenante: ”La nostra agricoltura non viaggia sui trattori e neppure con le sovvenzioni"
Il titolare della Azienda Agricola “Tomato de Ma”: ”Chi produce cibo è anche responsabile della nostra salute e di quella dei nostri territori”
Intervista a Sandro Longo sugli aspetti critici della relazione di Iren sul nuovo depuratore di Chiavari
Parla il professore ordinario di Idraulica presso l'Università di Parma, che ha sollevato parecchie osservazioni in maniera documentale rispetto al progetto che fa discutere la città
Roberto Pettinaroli va in pensione e lascia il 'Secolo XIX' dopo 42 anni di carriera
Quindici anni sono stati spesi come responsabile nella redazione del Levante: “Rimarrò sempre un giornalista, un mestiere che, se fatto bene, non fa sconti”
L’asilo Della Torre / Delpino bene storico e patrimonio vitale per la comunità
Nato per volontà dei benefattori chiavaresi, ha svolto la sua opera ininterrottamente per 173 anni, anticipando l’evoluzione dei tempi
A due mesi dal crollo del pavimento, l’Asilo Delpino costretto a rinunciare all’avvio del prossimo anno scolastico
Restano la preoccupazione delle famiglie di trovare nuovi spazi per i bambini e l’amarezza di separarli dalle loro maestre
Il Liceo Marconi Delpino di Chiavari continua a mietere successi sia in campo culturale che sportivo
Intanto si prosegue la strada intrapresa della modernizzazione formativa negli spazi, nei contenuti e nelle modalità
Nasce a Chiavari “Impegno Comune”, associazione culturale e politica
Il fondatore Davide Grillo: ”Intendiamo proseguire con costante impegno l’incontro e il confronto con i cittadini e le istituzioni”
“Fermatevi, o le conseguenze saranno irrimediabili”: l'appello del Comitato No Depuratore
Presentato uno studio commissionato all’Università di Parma dai ricorrenti al Tar che ha portato alla luce numerose criticità nella relazione idraulica fornita da Iren
Gianni Bottino: “Apriamo alla ricerca e alla promozione di un prodotto 100% ligure, il basilico Dop”
Intervista al direttore del Consorzio di tutela del Basilico Genovese Dop: "Lo facciamo anche attraverso l'accordo con l’Unione Cuochi Liguri"
Anoressia e bulimia, Liguria tra regioni più colpite. Il Governo taglia i fondi per le cure
Il dottor Fabrizio Gallo, specialista nella cura dei disturbi alimentari: “Adolescenti i più colpiti”. Il 19 gennaio manifestazione anche a Genova
Asl 4, proroga di due anni per il dg Paolo Petralia, pronto a raccogliere le sfide del futuro
“La sanità di comunità è il vero cambiamento culturale, organizzativo e gestionale dove fare prevenzione”
Il Governo incentiva i pescatori a rottamare le barche, ma è polemica
Augusto Comes di Federcoopesca: “La riduzione della pesca a strascico avrà impatti negativi sull’occupazione e sulla filiera di pescato fresco"
La collina frana, il Santuario delle Grazie a Chiavari è in pericolo
Il parroco: ”Dal 2019 le mie segnalazioni sono state ignorate, l’ordinanza emanata soltanto oggi ci sorprende e ci danneggia, occorre intervenire urgentemente”
Chiavari, Silvia Garibaldi dai banchi dell'opposizione traccia il bilancio dell’attività dell'amministrazione
La consigliera comunale non ha dubbi: “È stato un anno inconcludente, solo annunci, una rappresentazione teatrale senza contenuti”
Italia Nostra: “Scongiurato l’ennesimo assalto alla diligenza Preli”
Così l'associazione commenta la sentenza del Consiglio di Stato che ha respinto anche l’appello intentato dal Comune di Chiavari condannandolo alla soccombenza delle spese
La mostra “Dialoghi informali” alla Galleria G. F. Grasso della Società Economica
Una visita alla collettiva del momento con Claudio Castellini, curatore dell’evento e presidente dell’Associazione Tecnica Mista
Chiavari, alla vigilia dell’ultimo consiglio comunale del 2023 il consigliere Nicola Orecchia pressa sull’autore del cartello diffamatorio
Il rappresentante di una delle liste di opposizione: "Se fosse una persona seria, invece di rimanere anonimo, chiederebbe scusa alla funzionaria diffamata e risarcirebbe il danno”
Nuove regole sull’Osservatorio regionale per la tutela degli animali, associazioni in rivolta contro Regione Liguria
Anna Bruzzone, presidente della LIDA Tigullio: “Stiamo valutando un ricorso al Tribunale amministrativo regionale"
Capodanno 2024, la tendenza: sempre più gente festeggia in piazza
Barbara Possagnolo di Tigullio Wedding & Events: “Dietro ogni evento pubblico ci sono mesi di lavoro e una vera cabina di regia per garantire la sicurezza”
Matteo Bassetti ospite a Chiavari per la conclusione del corso “Ufficio Stampa 2.0” di Wylab
Il direttore della Clinica di Malattie Infettive dell'ospedale San Martino di Genova: “Sono troppe le fonti improvvisate che diffondono fake news”
Smart Lab a Casarza Ligure, presentato il progetto del nuovo hub di innovazione per aziende e scuole
La struttura sarà intitolata a don Nando Negri, il fondatore del Villaggio del Ragazzo: una bella opportunità per tutto il territorio
Il pandolce, una tradizione ligure dalle origini leggendarie. Intervista a Luca Antonini
Parla il patron della Pasticceria Copello di Chiavari, erede di una storia pasticciera lunga duecento anni
A due mesi dallo spostamento del capolinea dei bus a Chiavari non si fermano le polemiche
L’RSA - USB trasporti denuncia: “Troppe criticità, nessuna visione di futuro. Il Comune non ha onorato gli impegni sottoscritti"
Il mitico presepe degli Amici du Brunzin ospitato a Palazzo Franzoni a Lavagna
Da oltre vent’anni raffigura gli abitanti della città. La storia unica di questa Natività continua. E nella sede del Comune si ricrea l’atmosfera del borgo
Anche il chiavarese Luiso Sturla è ospite alla mostra “Dialoghi Informali”
"L’arte è emozione e momenti di vita talvolta difficili da raccontare. La mia pittura è informale, ma con radici figurative ispirate alla natura”
Il Comitato 'No al depuratore in colmata': "Siamo stati ricevuti dal nuovo difensore civico della Liguria Francesco Cozzi, mentre Iren continua a negarsi"
Massimo Maugeri: "Scuola e depuratore sono temi distinti con iter differenti"

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Serviva coraggio, servivano più attenzione e riguardo, ma sin dal giorno del crollo la priorità della civica amministrazione è stata quella di ribadire la natura privata del problema

Wyscout Hudl, venti lavoratori dovranno lasciare. Partite le manovre per ricollocarli

La proprietà americana intende spostare in India parte del lavoro, ma ha già assicurato che manterrà la sede di Chiavari con gli altri cento dipendenti. Le complesse trattative sindacali