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Giovedì, 29 Febbraio 2024 - Numero 311

Ora e sempre Resistenza: gli esempi di Michela Murgia e Carole Cadwalladr

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(al.br.) Resistenza non è solamente un concetto che appartiene alla Storia. Non attiene esclusivamente ai Partigiani e alla Liberazione del nostro Paese. C’è anche una resistenza che, tutti noi, possiamo e dobbiamo mettere in atto giorno dopo giorno. Quella che si fa rispetto al pensiero omologato, al potere prepotente e vuoto di contenuti, alla propaganda, alla violenza verbale, all’appiattimento, alle fake news. A tutto ciò che tenta di lobotomizzarci, di azzerare il nostro pensiero.
Il più grande inganno del giorno d’oggi è pensare che il fascismo e le dittature non possano mai più ritornare. Perché significa aver già abbassato la guardia. Per questo, ‘Piazza Levante’ prende ad esempio e riporta due degli interventi che più hanno fatto discutere nei giorni scorsi.
Il post con cui la scrittrice Michela Murgia replica al vicepremier Matteo Salvini che l’aveva accusata di essere una intellettuale radical chic (la Murgia ha da poco dato alle stampe il suo libro, tra il provocatorio e l’ironico, ‘Istruzioni per diventare fascisti’), e lo speech, pronunciato al Ted di Vancouver, da Carole Cadwalladr, la cronista dell’Observer che ha scoperchiato lo scandalo di Cambridge Analityca (e che è stata bannata a vita da Facebook per questo) e che ha spiegato come i social hanno influito sulla Brexit.

Michela Murgia: “Caro Ministro, confrontiamoci i curricula” (17 aprile 2019)

Ieri il ministro degli interni Matteo Salvini ha pensato bene di fare l’ennesimo tweet contro di me virgolettandomi come intellettuale radical chic e snob. È il suo giochetto preferito quello di far passare chiunque lo critichi per un ricco altolocato che non ha contatto con la gente e con la realtà, che non conosce i problemi veri e che non sa cosa sia la fatica del lavoro, ambiti in cui lui invece si presenta come vero esperto. Le propongo un gioco, signor Ministro: si chiama “sinossi dei curriculum”.

Nel 91, anno in cui mi diplomavo come perito aziendale, mi pagavo l’ultimo anno di studi lavorando come cameriera stagionale in una pizzeria. Purtroppo feci quasi due mesi di assenza perché la domenica finivo di lavorare troppo tardi e il lunedì mattina non sempre riuscivo ad alzarmi in tempo per prendere l’autobus alle 6:30 per andare a scuola. A causa di quelle assenze, alla maturità presi 58/60esimi.
Nel 92, mentre lavoravo in una società di assicurazioni per sostenermi gli studi all’istituto di scienze religiose, lei prendeva 48/60 alla maturità classica in uno dei licei di Milano frequentati dai figli della buona borghesia. Sono contenta che non abbia dovuto lavorare per finire il liceo. Nessuno dovrebbe.

Nel 93 iniziavo a insegnare nelle scuole da precaria, lavoro che ho fatto per sei anni. Nel frattempo lei veniva eletto consigliere comunale a Milano e iniziava la carriera di dirigente nella Lega Nord, diventando segretario cittadino e poi segretario provinciale. Non avendo mai svolto altra attività lavorativa, è lecito supporre che la pagasse il partito. Chissà se prendeva quanto me, che allora guadagnavo 900 mila lire al mese.

Nel 1999 per vivere consegnavo cartelle esattoriali a domicilio con un contratto co.co.pro. Ero pagata 4mila lire a cartella e solo se il contribuente moroso accettava di firmarla. Lei invece prendeva la tessera giornalistica facendo pratica alla Padania e a radio Padania, testate di partito che si reggevano sui finanziamenti pubblici, ai quali io non ho nulla in contrario, ma contro i quali lei ha invece costruito la sua retorica.

Nel 2000 ho iniziato a lavorare in una centrale termoelettrica, dove sono rimasta fino al 2004. Mi sono licenziata perché ho scelto di testimoniare in tribunale contro il mio datore di lavoro per un grave caso di inquinamento ambientale. Mentre lasciavo per coscienza l’unico lavoro stabile che avessi trovato vicino a casa, lei era segretario provinciale della lega Nord, suppongo sempre pagato dal partito, dato che anche allora non faceva mestieri.

Nel 2004 ho lasciato la Sardegna per lavorare come cameriera in un albergo al passo dello Stelvio, in mezzo alla neve, con un contratto stagionale a poco più di mille euro. Mentre io da precaria rifacevo letti lei si faceva eleggere al parlamento europeo a 19.000 euro al mese.

Nel 2005 ho lavorato un mese e mezzo in un call center vendendo aspirapolveri al telefono ed ero pagata 230 euro lordi al mese più 8 euro per ogni appuntamento che riuscivo a fissare. Durante quella esperienza ho scritto un blog che ha attirato l’attenzione di un editore. Nello stesso periodo lei a Bruxelles bruciava un quarto delle sedute del parlamento ed era già lo zimbello dei parlamentari stranieri, che nelle legislature successive le avrebbero poi detto in faccia quanto era fannullone. Io sono a favore della retribuzione dei politici, purché facciano quello per cui li paghiamo.

Nel 2006, mentre usciva il mio primo libro, io facevo la portiera notturna in un hotel, passando le notti in bianco per lavorare e riuscire anche a scrivere. Lei invece decadeva da deputato, ma atterrava in piedi come vicesegretario della Lega Nord e teneva comizi contro i terroni e Roma ladrona. Non facendo ancora altro mestiere che la politica, immagino che la politica le passasse uno stipendio. Chissà se somigliava al mio, che per stare sveglia mentre gli altri dormivano prendevo appena più di mille euro al mese.

Dal 2007 in poi ho vissuto delle mie parole, della fiducia degli editori e di quella dei lettori e delle lettrici. Negli stessi anni lei ha campato esclusivamente di rappresentanza politica e da dirigente in un partito da dove – tra il 2011 e il 2017 – sono spariti 49 milioni di soldi pubblici senza lasciare traccia.

Se adesso le è chiaro con chi è che sta parlando quando virgoletta il mio nome nei suoi tweet, forse le sarà altrettanto chiaro che è lei, signor Ministro, quello distaccato dalla realtà. Tra noi due è lei quello che non sa di cosa parla quando parla di vita vera, di problemi e di lavoro, dato che passa gran tempo a scaldare la sedia negli studi televisivi, travestirsi da esponente delle forze dell’ordine e far selfie per i social network a dispetto del delicatissimo incarico che ricopre a spese dei contribuenti. Lasci stare il telefonino e si metta finalmente a fare il ministro, invece che l’assaggiatore alle sagre. Io lavoro da quando avevo 14 anni e non mi faccio dare lezioni di realtà da un uomo che è salito su una ruspa in vita sua solo quando ha avuto davanti una telecamera.

Carole Cadwalladr: “La democrazia non è affatto scontata” (21 aprile 2019)

Il giorno dopo il voto sulla Brexit, quando la Gran Bretagna si è svegliata con lo choc di scoprire che stavamo davvero lasciando l’Unione Europea, il mio direttore al quotidiano Observer, mi ha chiesto di tornare nel Galles meridionale, dove sono cresciuta, e scrivere un reportage. E così sono arrivata in una città chiamata Ebbw Vale.

È nelle valli del Galles meridionale, che è un posto abbastanza speciale. Aveva questa sorta di cultura di classe operaia benestante, ed è celebre per i cori di  voci maschili gallesi, il rugby e il carbone. Ma quando ero adolescente, le miniere di carbone e le fabbriche di acciaio chiusero, e l’intera area ne è rimasta devastata. Ci sono tornata perché al referendum della Brexit era stata una delle circoscrizioni elettorali con la più alta percentuale di voti per il ‘Leave’. Sessantadue per cento delle persone qui hanno votato per lasciare l’Unione Europea. E io volevo capire perché.

Quando sono arrivata sono rimasta subito sorpresa perché l’ultima volta che era stata ad Ebbw Vale era così (mostra la foto di una fabbrica chiusa). E ora è così. (mostra altre foto). Questo è un nuovissimo college da 33 milioni di sterline che è stato in gran parte finanziato dall’Unione Europea. E questo nuovo centro sportivo fa parte di un progetto di rigenerazione urbana da 350 milioni di sterline, finanziato dall’Unione Europea. E poi c’è questo tratto stradale da 77 milioni di sterline, e una nuova linea ferroviaria e una nuova stazione, tutti progetti finanziati dall’Unione Europea. E non è che la cosa sia segreta. Perché ci sono grossi cartelli ovunque a ricordare gli investimenti della UE in Galles.

Camminando per la città, ho avvertito una strana sensazione di irrealtà. E me ne sono davvero resa conto quando ho incontrato un giovane davanti al centro sportivo che mi ha detto di aver votato per il Leave, perché l’Unione Europea non aveva fatto nulla per lui. E ne aveva abbastanza di questa situazione. E in tutta la città le persone mi dicevano la stessa cosa. Mi dicevano che volevano riprendere il controllo, che poi era uno degli slogan della campagna per la Brexit. E mi dicevano che non ne potevano più di immigranti e rifugiati. Erano stufi.

Il che era abbastanza strano. Perché camminando per la città, non ho incontrato un solo immigrato o rifugiato. Ho incontrato una signora polacca che mi ha detto di essere l’unica straniera in paese. E quando ho controllato le statistiche, ho scoperto che Ebbw Vale ha uno dei più bassi tassi di immigrazione del Galles. E quindi ero un po’ confusa, perché non riuscivo a capire da dove le persone avessero preso le informazioni su questo tema. Anche perché erano i tabloid di destra a sostenere questa tesi, ma questo è una roccaforte elettorale della sinistra laburista.

Ma poi, quando è uscito il mio articolo, questa donna mi ha contattato. Mi ha detto di abitare a Ebbw Vale e mi ha detto di tutta quella roba che aveva visto su Facebook durante la campagna elettorale. Io le ho chiesto, quale roba? E lei mi ha parlato di roba che faceva paura, sull’immigrazione in generale, e in particolare sulla Turchia. Allora ho provato a indagare, ma non ho trovato nulla. Perché su Facebook non ci sono archivi degli annunci pubblicitari o di quello ciascuno di noi ha visto sul proprio ‘news feed’. Non c’è traccia di nulla, buio assoluto.

Questo referendum avrà un profondo effetto per sempre sulla Gran Bretagna, lo sta già avendo: i produttori di auto giapponesi che vennero in Galles e nel nord est offrendo un lavoro a coloro che lo avevano perduto con la chiusura delle miniere di carbone, se ne sono già andati a causa della Brexit. Ebbene, l’intero referendum si è svolto nel buio più assoluto perché si è svolto su Facebook. E quello che accade su Facebook resta su Facebook. Perché soltanto tu sai cosa c’era sul tuo ‘news feed’, e poi sparisce per sempre, ma così è impossibile fare qualunque tipo di ricerca. Così non abbiamo idea di quali annunci ci siano stati, di quale impatto hanno avuto, o di quali dati personali sono stati usati per profilare i destinatari dei messaggi. O anche solo chi li ha pagati, quanti soldi ha investito, e nemmeno di quale nazionalità fossero questi investitori.

Noi non lo possiamo sapere ma Facebook lo sa. Facebook ha tutte queste risposte e si rifiuta di condividerle. Il nostro Parlamento ha chiesto numerose volte a Mark Zuckerberg di venire nel Regno Unito e darci le risposte che cerchiamo. Ed ogni volta, lui si è rifiutato. Dovete chiedervi perché. Perché io e altri giornalisti abbiamo scoperto che molti reati sono stati compiuti durante il referendum. E sono stati fatti su Facebook.

Questo è accaduto perché nel Regno Unito noi abbiamo un limite ai soldi che puoi spendere in campagna elettorale. Esiste perché nel diciannovesimo secolo le persone andavano in giro con letteralmente carriole cariche di soldi per comprarsi i voti. Per questo venne votata una legge che lo vieta e mette dei limiti. Ma questa legge non funziona più. La campagna elettorale del referendum infatti si è svolta soprattutto online. E tu puoi spendere qualunque cifra su Facebook, Google o YouTube e nessuno lo saprà mai, perché queste aziende sono scatole nere. Ed è esattamente quello che è accaduto.

Noi non abbiamo idea delle dimensioni, ma sappiamo con certezza che nei giorni immediatamente precedenti il voto, la campagna ufficiale per il Leave ha riciclato quasi 750 mila sterline attraverso un’altra entità che la commissione elettorale aveva giudicato illegale, e questo sta nei referti della polizia. E con questi soldi illegali, ‘Vote Leave’ ha scaricato una tempesta di disinformazione. Con annunci come questi (si vede un annuncio che dice che 76 milioni di turchi stanno per entrare nell’Unione Europea). E questa è una menzogna. Una menzogna assoluta. La Turchia non sta per entrare nell’Unione Europea. Non c’è nemmeno una discussione in corso nella UE. E la gran parte di noi, non ha mai visto questi annunci perché non eravamo il target scelto. E l’unico motivo per cui possiamo vederli oggi è perché il Parlamento ha costretto Facebook a darceli.

Forse a questo punto potreste pensare, “in fondo parliamo soltanto di un po’ di soldi spesi in più, e di qualche bugia”. Ma questa è stata la più grande frode elettorale del Regno Unito degli ultimi cento anni. Un voto che ha cambiato le sorti di una generazione deciso dall’uno per cento dell’elettorato. E questo è soltanto uno dei reati che ci sono stati in occasione del referendum.

C’era un altro gruppo, che era guidato da quest’uomo (mostra una foto), Nigel Farage, quello alla sua destra è Trump. E anche questo gruppo, ‘Leave EU’, ha infranto la legge. Ha violato le norme elettorali e quelle sulla gestione dei dati personali, e anche queste cose sono nei referti della polizia. Quest’altro uomo (sempre nella stessa foto), è Arron Banks, è quello che ha finanziato la loro campagna. E in una vicenda completamente separata, è stato segnalato alla nostra Agenzia Nazionale Anticrimine, l’equivalente dell’FBI, perché la commissione elettorale ha concluso che era impossibile sapere da dove venissero i suoi soldi. E anche solo se la provenienza fosse britannica. E non entro neppure nella discussione sulle menzogne che Arron Banks ha detto a proposito dei suoi rapporti segreti con il governo russo. O la bizzarra tempestività degli incontri di Nigel Farage con Julian Assange e il sodale di Trump, Roger Stone, ora incriminato, subito prima dei due massicci rilasci di informazioni riservate da parte di Wikileaks, entrambi favorevoli a Donald Trump. Ma quello che posso dirvi è che la Brexit e l’elezione di Trump sono strettamente legati. Ci sono dietro le stesse persone, le stesse aziende, gli stessi dati, le stesse tecniche, lo stesso utilizzo dell’odio e della paura.

Questo è quello che postavano su Facebook. E non riesco neanche a chiamarlo menzogna perché ci vedo piuttosto il reato di instillare l’odio (si vede un post con scritto ‘l’immigrazione senza assimilazione equivale a un’invasione’).

Non ho bisogno di dirvi che odio e paura sono stati seminati in rete in tutto il mondo. Non solo nel Regno Unito e in America, ma in Francia, Ungheria, Brasile, Myanmar e Nuova Zelanda. E sappiamo che c’è come una forza oscura che ci collega tutti globalmente. E che viaggia sulle piattaforme tecnologiche. Ma di tutto questo noi vediamo solo una piccola parte superficiale.

Io ho potuto scoprire qualcosa solo perché ho iniziato a indagare sui rapporti fra Trump e Farage, e su una società chiamata Cambridge Analytica. E ho passato mesi per rintracciare un ex dipendente, Christopher Wiley. E lui mi ha rivelato che questa società, che aveva lavorato sia per Trump che per la Brexit, aveva profilato politicamente le persone per capire le paure di ciascuno di loro, per meglio indirizzare dei post pubblicitari su Facebook. E lo ha fatto ottenendo illecitamente i profili di 87 milioni di utenti Facebook. C’è voluto un intero anno per convincere Christopher a uscire allo scoperto. E nel frattempo mi sono dovuta trasformare da reporter che raccontava storie a giornalista investigativa. E lui è stato straordinariamente coraggioso, perché Cambridge Analytyca è di proprietà di Robert Mercer, il miliardario che ha finanziato Trump, e che ci ha minacciato moltissime volte per impedire che pubblicassimo tutta la storia. Ma alla fine lo abbiamo fatto lo stesso.

E quando eravamo al giorno prima della pubblicazione abbiamo ricevuto un’altra diffida legale. Non da Cambridge Analytica stavolta. Ma da Facebook. Ci hanno detto che se avessimo pubblicato la storia, ci avrebbero fatto causa. E noi l’abbiamo pubblicata.

Facebook, stavate dalla parte sbagliata della storia in questa vicenda. E lo siete quando vi rifiutate di dare le risposte che ci servono. Ed è per questo che sono qui. Per rivolgermi a voi direttamente, dei della Silicon Valley… Mark Zuckerberg… E Sheryl Sandberg, e Larry Page e Sergey Brin e Jack Dorsey, ma mi rivolgo anche ai vostri dipendenti e ai vostri investitori. Cento anni fa il più grande pericolo nelle miniere di carbone del Galles meridionale era il gas. Silenzioso, mortale e invisibile. Per questo facevano entrare prima i canarini, per controllare l’aria. In questo esperimento globale e di massa che stiamo tutti vivendo con i social network, noi britannici siamo i canarini. Noi siamo la prova di quello che accade in una democrazia occidentale quando secoli di norme elettorali vengono spazzate via dalla tecnologia.

La nostra democrazia è in crisi, le nostre leggi non funzionano più, e non sono io a dirlo, è un report del nostro parlamento ad affermarlo. Questa tecnologia che avete inventato è meravigliosa. Ma ora è diventata la scena di un delitto. E voi ne avete le prove. E non basta ripetere che in futuro farete di più per proteggerci. Perché per avere una ragionevole speranza che non accada di nuovo, dobbiamo sapere la verità.

Magari adesso pensate, “beh, parliamo solo di alcuni post pubblicitari, le persone sono più furbe di così, no?”. Se lo faceste vi risponderei: “Buona fortuna, allora”. Perché il referendum sulla Brexit dimostra che la democrazia liberale non funziona più. E voi l’avete messa fuori uso. Questa non è più democrazia – diffondere bugie anonime, pagate con denaro illegale, dio sa proveniente da dove. Questa si chiama ‘sovversione’, e voi ne siete gli strumenti.

Il nostro Parlamento è stato il primo del mondo a provare a chiamarvi a rispondere delle vostre azioni, ma ha fallito. Voi siete letteralmente fuori dalla portata delle nostre leggi. Non solo quelle britanniche, in questa foto nove parlamenti, nove Stati, sono rappresentati, e Mark Zuckerberg si è rifiutato di venire a rispondere alle loro domande.

Quello che sembrate ignorare è che questa storia è più grande di voi. È più grande di ciascuno di noi. E non riguarda la destra o la sinistra, il Leave o il Remain, Trump o no. Riguarda il fatto se sia possibile avere ancora elezioni libere e corrette. Perché, stando così le cose, io penso di no.

E così la mia domanda per voi oggi è: è questo quello che volete? È così che volete che la storia si ricordi di voi? Come le ancelle dell’autoritarismo che sta crescendo in tutto il mondo? Perché voi siete arrivati per connettere le persone. E vi rifiutate di riconoscere che la vostra tecnologia ci sta dividendo.

La mia domanda per tutti gli altri è: è questo che vogliamo? Che la facciano franca mentre noi ci sediamo per giocare con i nostri telefonini, mentre avanza il buio?

La storia delle valli del Galles meridionale è la storia di una battaglia per i diritti. E quello che è accaduto adesso non è semplicemente un incidente, è un punto di svolta. La democrazia non è scontata. E non è inevitabile. E dobbiamo combattere, dobbiamo vincere e non possiamo permettere che queste aziende tecnologiche abbiano un tale potere senza controlli. Dipende da noi: voi, me, tutti noi. Noi siamo quelli che devono riprendere il controllo.

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L'evento atmosferico assai violento abbattutosi su Lavagna ferisce e lascia ovunque i segni del suo passaggio. L'appello dei residenti: “Venite ad aiutarci”
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“Dai contratti di fiume al parco fluviale", il titolo dell’incontro che vedrà la partecipazione di esperti e sindaci
A Chiavari vietato mugugnare. I creatori del famoso gruppo di Facebook gettano la spugna
Parlano gli amministratori, dopo le querele che sono partite da parte del Comune di Chiavari: "L'aria per noi è diventata pesante"
Italia Nostra sollecita Regione e Soprintendenza al rispetto del vincolo di tutela della Piana dell’Entella
Parla l’avvocato Daniele Rovelli: “Devono essere rispettati i criteri di vera ingegneria naturalistica”
Alla Società Economica di Chiavari un convegno per ricordare il biologo e naturalista Federico Delpino
L'iniziativa organizzata a 190 anni dalla nascita. Una figura fuori dagli schemi. E soprattutto ancora attuale
Chiavari: i cittadini dell’ex capolinea di piazza dell’Orto ringraziano il sindaco per averli liberati dai miasmi
E gli studenti di piazza Nassiriya e i residenti di piazza Roma chi ringrazieranno? Il caso non pare essersi placato
Via al patto anti-inflazione anche nei supermercati Gulliver: “Una scelta in linea con la nostra strategia"
"Mettiamo al centro l’attenzione e la vicinanza alle persone e ai territori che ci ospitano. Un impegno che vorremmo prolungare"
Alla Società Economica di Chiavari la Mostra "I 200 anni della Anatomia Universa di Paolo Mascagni"
Una esposizione che ripercorre i lavori e gli studi del Mascagni e ne analizza i risvolti sulla medicina moderna
Che fine hanno fatto le aule per il Centro provinciale per l’istruzione degli adulti di Chiavari? Lo chiede il consigliere Nicola Orecchia
“Questa Amministrazione va forte solo a parole”
Proprietari e operatori della piana dell’Entella accolgono il vincolo di tutela con moderato ottimismo
“Il disastro è stato fatto, chiediamo che venga ripristinato quello che è stato distrutto, anche se ci vorranno anni”
Due argini due misure? Sul vincolo della Piana dell’Entella interviene Massimo Maugeri di Legambiente
“Una vittoria dei cittadini, che non ferma lo scontro tra istituzioni“
Il segretario della Fimmg, Antonio Zampogna: "Ci sono ancora molte, troppe resistenze a vaccinarsi”
"Si registra una crescita dei contagi Covid. Forse da metà ottobre al via campagna vaccinale e antinfluenzale", annuncia il medico di base chiavarese
Arriva il decreto per salvare la Piana dell'Entella. Mangiante: "Restano ancora alcune problematiche"
Parla il sindaco di Lavagna: "Sulle procedure adottate, la battaglia non è finita. Continuiamo a sbattere contro un muro di gomma allucinante"
La geografa Claudia Vaccarezza: "Ma il vincolo è stato imposto con un netto ritardo"
Parla la precorritrice dell’iter della salvaguardia del sito della Piana dell’Entella: “Invalidati mille anni di storia identitaria e di biodiversità”
Zucchero Amaro, l’intervista alla neo presidente: “Il commercio equo e solidale è un patto tra produttori e consumatori"
Alessandra Governa: “Al centro c'è sempre la sostenibilità del pianeta e delle persone. Ottime le collaborazioni con i produttori locali"
Paola Salmoiraghi, dirigente del Marconi Delpino, al Zueni Festival torna sulla questione del capolinea di piazza Nassiriya
La preside del liceo chiavarese: "Siamo ancora in una fase di verifica e di confronto con l’amministrazione sulla sicurezza degli studenti"
Sabato 23 settembre partirà da Rapallo la marcia aperta a tutti, per dire “Sì al grande Parco Nazionale di Portofino”
Gli organizzatori: “Non esistono alternative al Parco a 7 comuni, è una questione di orgoglio e di dignità”
Si chiude con grande successo la tre giorni del Zueni Festival. Superate le aspettative
Idee, talenti e professionalità “in vetrina” per e con i giovani, per raccogliere le sfide del futuro locale
I sindaci di Leivi e Carasco sullo spostamento del capolinea bus a Chiavari: "È mancato il confronto"
Casaretto e Centanaro: "Ogni Comune è padrone nel suo territorio, ma sulle scelte che coinvolgono il comprensorio, sarebbe necessario confrontarsi”
Giulia Musso porta al Zueni Festival il suo esilarante spettacolo “A ognuno il suo”
L’inno all’ospitalità ligure partito dal panificio Rossetti arriva al Giardino dei Lettori della Società Economica venerdì 15 alle ore 21 (le zanzare sono avvisate)
Al Zueni Festival domenica 17, alle 18, “Chat Gpt vs creatività tradizionale"
La scrittura classica deve temere l’intelligenza artificiale? Nicola Peirano e Adamo Romano a confronto
Si scrive “Zueni” e si legge radici locali, visioni globali, l’energia dei giovani del Tigullio
Al via dal 15 al 17 settembre "Zueni Festival". I giovani della Società Economica di Chiavari invitano a condividere esperienze, idee e progetti
Posticipata al 2 ottobre la rivoluzione dei capolinea bus a Chiavari
Ancora incertezze sui locali tecnici per gli autisti. Nuovo incontro fissato per il 14 settembre
C’è amianto nei magazzini del Comune di Chiavari in via Pio X e lungo il viale cimiteriale?
Se lo chiede e lo chiede a Comune e Asl Davide Grillo. E parte un esposto ai Carabinieri
A Chiavari la 73° Settimana Liturgica nazionale. Il Cardinal Zuppi: “Ma la vita è sempre speranza"
Il presidente della Cei: "Dobbiamo ricucire quello che la violenza ha lacerato". Monsignor Tasca: “È bello essere qui, facciamo in modo che lo sia anche per i giovani della nostra regione”
“La corsa del triumvirato”. Silvia Garibaldi contro lo spostamento del capolinea dei bus
La consigliera comunale stigmatizza la decisione presa dall'amministrazione chiavarese di lasciare piazza Nostra Signora dell'Orto per un capolinea 'diffuso'
Arrivano le piogge. Paura e rabbia tra i residenti della sponda chiavarese del fiume Entella
“Siamo abbandonati e soli tra fiume e degrado, solo parole e rimpalli, ancora un anno di inerzia da parte dell’amministrazione”
I mille video di 'Piazza Levante' in un grazie. Interviste, testimonianze e documenti per raccontare, denunciare e approfondire
In cinque anni tante persone sono passate sotto la nostra pellicola virtuale, per raccontare problemi ed esporre i loro punti di vista. Uno spazio in totale libertà
A Chiavari continua il balletto tra nuovi stalli e nuovi capolinea. Dall’11 settembre la rivoluzione
Trasporto pubblico locale: incontro tecnico nei giorni scorsi tra Amt, Comune e sindacati. Davvero sono tutti contenti?
Tra storia, musica e gastronomia il sindaco di Recco ridisegna la geografia del vivere municipale
Successo della rassegna E-20/23, e a settembre ci saranno i fuochi. Nei giorni scorsi la storia della città raccontata da Serena Bertolucci
Liguria, a caccia con arco e frecce. Massimo Pigoni di Enpa: “Ennesima crudeltà ai danni degli animali"
Il parere dell'associazione: "È inaccettabile che vengano condannati ad una morte lenta e dolorosa”
Andrea Casaretto, tecnico apistico: "Per le api un altro nemico: la Vespa Velutina"
"Sta prendendo il sopravvento sulle api e gli insetti impollinatori autoctoni, creando disequilibri pericolosi anche nel Tigullio"
Borzonasca e l'invaso di Giacopiane, Giuseppino Maschio: "Cento anni, intreccio unico tra storia naturale e storia umana"
Il sindaco ripercorre la vicenda di questo lago artificiale: "Ricco di biodiversità, è risorsa preziosa per il tutto il territorio"
Maxi-depuratore in Colmata: dodici mesi per dire "no" al progetto di Iren
Ma il piano procede senza modifiche a salvaguardia del territorio. Notevoli gli impatti anche sul bacino del fiume Entella. Legambiente e Comitato: “Andiamo avanti”
Lavagna: oltre 2 milioni di euro finanziati dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr)
Cinque interventi di risanamento del territorio, dalla costa sulla diga soffolta, alla collina su cedimenti e percorsi naturalistici
La leggenda della Notte della Torta dei Fieschi diventa storia di tutti
Elena Avanzi ed Enrico Bonicelli sono i Conti della 73a edizione. Treno Storico speciale e manifestazioni collaterali
Lavagna, con l’astensione di Officina Lavagnese (Pd), impugna la delibera regionale “Salva Diga”
Una scelta contro gli appetiti speculativi e a tutela della piana dell’Entella. Il sindaco Mangiante contro la Regione: “Manfrine procedurali, eccesso di potere”
L’agronomo Consiglieri: "Cinipide sotto controllo grazie ai lanci dell’insetto antagonista"
"In Liguria la lotta biologica alla diffusione del parassita del castagno ha ricondotto i valori di soglia tollerabili. Ora il problema è la tropicalizzazione"
“Sestri è per me un’ancora sicura”: Maura Canepa torna a esporre a Sestri Levante, la sua città
La pittrice è ormai conosciuta in tutta Europa. La sua mostra personale è allestita nella centralissima via Colombo fino al 30 agosto
Il Capitano Burzio, prima donna al comando dei Carabinieri di Chiavari: "Mi sento in famiglia"
"L'obiettivo è garantire sicurezza e vicinanza alla popolazione in un territorio con un buon livello di qualità della vita"
I “capolinea” dell’amministrazione chiavarese. Scintille in Consiglio su trasporti e servizi
Frenata brusca sulle decisioni annunciate solo poche settimane fa, che di certo non soddisfano gli utenti e le maestranze
Poker di premiati e doppia edizione per l’Esculapio d’Oro del Comitato Assistenza Malati Tigullio
Il Presidente Mordini: "Serata in piazza dell'Orto il 27 luglio, anche per testimoniare il sostegno al Servizio Sanitario Nazionale”
Successo dell’iniziativa “La Terrazza sul mare”, il racconto sulla storia della Colmata
L'idea di Getto Viarengo: un momento di consapevolezza sull’unicità, sull’utilizzo del luogo e sulla necessità di recepire le bellezze del territorio
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L'imprenditore ed ex parlamentare: “Un omaggio a tutti coloro che hanno a cuore e amano gli animali e un ricordo del mio amato Ciccio”

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A presentare le azioni il referente Alessio Piana, il vicepresidente regionale Alessandro Piana, l’assessore Marco Scajola, il direttore di Anci Liguria Pierluigi Vinai e il sindaco di Cicagna Marco Limoncini