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Giovedì 4 giugno 2026 - Numero 429

Miniera di Gambatesa, la riapertura è ancora in altissimo mare, nonostante le ripetute promesse

A inizio anno il Comune di Ne ha ricevuto un finanziamento dalla Città Metropolitana di Genova per riqualificare il sentiero del minatore con cartelli informativi ed altre migliorie
La Miniera di Gambatesa rimane ancora chiusa senza alcuna prospettiva di ripartenza
La Miniera di Gambatesa rimane ancora chiusa senza alcuna prospettiva di ripartenza
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di ALESSANDRA FONTANA

Gli anni passano ma le porte chiuse della Miniera di Gambatesa restano sigillate. Il 2023 è ormai agli sgoccioli e nonostante le ripetute promesse – “Riaprirà entro il 2022”, aveva annunciato l’assessore regionale Alessandro Piana – la miniera non ospita visitatori dal lontano 2020, anno di chiusura. Lo sa molto bene il consigliere Luca Garibaldi, che ciclicamente torna sull’inspiegabile questione: “Sulla riapertura della Miniera di Gambatesa è ancora tutto fermo: la Regione non riesce neppure a far valere gli investimenti stanziati. La Val Graveglia e tutto il comprensorio del Tigullio attendono la riapertura di una attrazione economica e turistica come il Museo di Gambatesa da tanti, troppi anni, durante i quali si sono sempre susseguite date sempre smentite dai fatti”.

Dopo la chiusura nel 2020, la procedura di gara per affidare il sito è stata curata dalla Stazione Appaltante Unica Regionale per conto dell’Ente Parco. L’offerta è arrivata ma non è così automatico procedere con l’affidamento (o con il rifiuto): è stata infatti nominata la commissione che dovrà valutare l’offerta e i tempi quest’estate sono slittati ancora, mettendo fine ai sogni di riapertura in tempi brevi. Ma la verità è che nulla si è mosso negli ulteriori sei mesi trascorsi.

Durante la prima chiusura sono stati effettuati dei lavori per ampliare il grande vuoto (una parte molto suggestiva della miniera) ma da allora, escluso qualche evento eccezionale, le novità sono rimaste sconosciute al pubblico.

A inizio anno il Comune di Ne ha ricevuto un finanziamento dalla Città Metropolitana di Genova per riqualificare il sentiero del minatore con cartelli informativi ed altre migliorie, ma il sito principale, il volano del turismo, non ha mai riaperto i battenti.

Il capogruppo del Partito Democratico Garibaldi ha portato recentemente in consiglio la questione: “Ho presentato un’interrogazione, dalla quale si è appreso che vi siano ulteriori approfondimenti sul piano economico finanziario presentato dall’unico soggetto che ha risposto alla gara. Soggetto su cui manteniamo i dubbi in merito, sia di opportunità, sia rispetto alla reale capacità di gestire un Museo, visto che non ha competenze in materia”. Nonostante le rassicurazioni di Piana il ritardo nel pronunciarsi da parte della commissione è inspiegabile: “È passato più di un anno e mezzo da quando è iniziata la procedura, questo tipo di iter solitamente impiega non più di sei mesi, e invece è ancora tutto fermo: forse perché il bando fa acqua da tutte le parti, come sosteniamo da due anni? Il rischio è quello di perdere ancora ulteriore tempo: la Regione faccia valere il suo peso e decida rapidamente”.

Nell’ipotesi in cui l’offerta venisse rifiutata, bisognerebbe realizzare un nuovo bando e ricominciare da capo la procedura, e no, un altro anno e mezzo di attesa non è un’opzione per il Parco dell’Aveto, tantomeno per la Val Graveglia.

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