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Giovedì 15 ottobre 2026 - Numero 448

Metaverso, questo sconosciuto. Incontro a Chiavari con Edoardo Di Pietro, il primo laureato al mondo con una tesi sul (e nel) metaverso stesso

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(r.p.l.) Se cercate su Google la parola ‘metaverso’ vi appariranno quasi 33 milioni di risultati. Nella maggior parte dei casi si tratta di articoli o video che provano a spiegarvi di cosa si tratta. Tutta questa esigenza di chiarirne i tratti rivela la realtà: il metaverso non esiste. O meglio, non esiste ancora, al di là di alcune versioni rudimentali prevalentemente legate al mondo dei videogiochi.

Questo non ha impedito alle big tech di scommettere pesantemente sul metaverso come prossimo capitolo dello ‘stare su internet’. Il caso più eclatante, e forse l’episodio che ha reso mainstream il concetto stesso di metaverso, è stato il cambio di nome della società di Zuckerberg da Facebook a Meta.

Se le nostre vite si sono già spostate online, con la pandemia ad accelerare questo processo, la sfida per i giganti tecnologici è ora quella di rendere queste esperienze ‘virtuali’ veramente coinvolgenti. In questo futuro ancora tutto da costruire e di difficile immaginazione c’è chi, nel metaverso, si è laureato.

Edoardo Di Pietro, studi magistrali in Information Technology, è stato il primo al mondo a discutere la sua tesi non solo in un’aula tradizionale ma anche in un’aula virtuale nel metaverso.

Venerdì 3 febbraio, la sala Ghio Schiffini della Società Economica ha proprio ospitato il meta-dottore Di Pietro per il convegno ‘Le nuove frontiere della realtà virtuale’, organizzato da ‘La Rinascita’, un’associazione culturale senza scopo di lucro nata nel febbraio 2022 sulle orme dell’associazione Arcobaleno.

“Da qualche anno si parla di questo tema – ci spiega Federica Gazzolo – ma si fa fatica a capire di cosa si tratta. Per questo abbiamo invitato Edoardo Di Pietro, che non solo è stato il primo a discutere la tesi nel metaverso, ma se ne occupa a livello professionale”.

Oggetto del convegno anche gli NFT, banalizzando, certificati di proprietà su opere digitali. A parlarne Federico Garibaldi, chiavarese di origine, fotografo e artista visuale pluripremiato che ha esibito i suoi NFT all’ultima Biennale di Venezia.

“Non sono un nativo digitale, la tecnologia ho imparato a usarla, è stato un avvicinamento lento – racconta – Fin dalle prime forme di arte c’è sempre stato un desiderio da parte dell’uomo di interagire con l’arte stessa. Le possibilità aperte oggi dalla tecnologia sono sì nuove da un punto di vista tecnico, ma non da un punto di vista relazionale”.

Daniela Baiardo, psicologa clinica e del benessere, ha infine sollevato alcune riflessioni sulle possibili ripercussioni psicologiche che questa realtà virtuale può provocare nelle persone.

Un convegno partecipato e ricco di spunti di riflessione da cui è nato anche un progetto rivolto alle scuole. Gazzolo: “Su un tema così attuale ci piaceva l’idea di coinvolgere i licei del territorio. Gli studenti dovranno realizzare un racconto breve a tema metaverso e una commissione eleggerà il vincitore che sarà premiato con una sterlina d’oro”. I membri della commissione saranno il professor Daniele Lazzarin, la bibliotecaria Ivana Avanti, la professoressa Elvira Landò e due socie dell’Associazione La Rinascita e le iscrizioni chiuderanno il 15 di febbraio.

Presente o futuro? Marketing o realtà concreta? Il dibattito sul metaverso continua a tenere banco.

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