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Giovedì 4 dicembre 2025 - Numero 403

Quella ‘Maccaia’ che a Chiavari avvolge le menti degli amministratori

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di MICHELE SCANDROGLIO

Per chi in altri tempi ha praticato le aule e le stanze della amministrazione, la certezza della parola data e la stretta di mano valevano come un atto notorio. Forse non tutti erano avvocati o commercialisti ma era gente che conosceva il valore delle parole spese.

Oggi si stendono lenzuolate di programmi che lambiscono ogni ambito dello scibile, programmi cartacei e online sottoscritti in pubblica adunanza, inviati e distribuiti con tanto di simbolo della coalizione, lista o quant’altro, autografati pure dal candidato sindaco con i candidati consiglieri.

Poi una volta assisi, la ‘maccaia’ pare scendere e avvolgere le menti degli eletti e fare scomparire ‘tratti’ di memoria.

Sono nato a Chiavari, in piazza Roma, e ho sempre davanti agli occhi l’area del gas, vi si pagavano anche le bollette. Beh, su quell’area inquinata come poche si è consumata una battaglia surreale, che ha a lungo impegnato la pubblica opinione, per impedire alla Amministrazione di Chiavari di ‘autorizzare’ uno scempio urbanistico privo di ‘pubblico interesse’. Tutto ciò perché il Signor Sindaco o chi per lui si era scordato quanto detto circa quello scorcio di città. È stata necessaria una mobilitazione solo per dare tempo al Signor Sindaco o a chi per lui di ricordare ciò che già era pacifico. Meno male che la ‘maccaia’ si è alzata.

Un’altra ancora più poderosa dimenticanza, su una cosa detta e poi trasformata in quasi detta, anzi forse non detta (ma ahimè, era scritta): la sconfessione sancita giovedì scorso all’unanimità in aula consiliare della sconveniente diga Perfigli (non me ne voglia Perfigli ma oramai la diga è stata battezzata).

Non capisco quali misteriose ragioni caracollino nelle menti degli Amministratori chiavaresi, che prima manzonianamente  gridano e scrivono ‘morte alla diga’, poi ‘incomprensibilmente’ tentennano e pur sotto la spinta della mobilitazione della collettività, delle migliaia di firme, della pubblica condanna e della presa di posizione ufficiale degli altri comuni della piana dell’Entella si ingarbugliano, resistono di fronte all’evidenza, per farsi infine estorcere quello che già avevano promesso in campagna elettorale.

Un mistero! Sono curioso e oggi studio il comportamento umano e non mi sovviene un valido motivo che possa indurre ad una tale figura il Signor Sindaco o chi per lui.

In tempi di Covid-19 succedono cose originali; è questa, da studioso, l’unica conclusione che mi sovviene. Comunque tutto bene, la ‘maccaia’ così come arriva se ne va.

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