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Giovedì 16 luglio 2026 - Numero 435

Luca Galimberti pronto a “esportare” calcio in Lituania

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Il fenomeno dei cervelli in fuga si estende anche allo sport. Luca Galimberti tra un paio di settimane diventerà ‘l’uomo venuto dal caldo’. Esporterà sapienza calcistica in Lituania, nazione rampante dal punto di vista economico, depressa o comunque bisognosa di apprendere in campo sportivo.

Uno dei pochi primati che il Belpaese conserva, sia pure a fatica, è proprio quello della didattica calcistica. Il nostro know how tattico e tecnico se la batte con i migliori, siamo almeno in questo ancora nella fascia di eccellenza. L’abbondanza di istruttori è tale che uno come Galimberti, milanese di nascita e chiavarese di adozione, può dare una svolta alla sua carriera alla non più verde età di 52 anni.
Nato a Milano, trasferitosi a Lavagna 36 anni fa. Un curriculum ricco: collaborazioni con il settore giovanile del Genoa, con la Lavagnese come tecnico della leva 2002, dalla stagione in corso con il Sestri Levante, in pochi mesi passato da semplice responsabile degli Allievi, a mister della Juniores, collaboratore e poi vice di Costanzo Celestini, allenatore della prima squadra corsara. Una progressione significativa che però ancora non basta a Luca Galimberti (al centro nella foto in alto): “Prima di passare al Sestri avevo l’estate scorsa sostenuto due colloqui con i responsabili della Juve Academy. In ballo c’era un posto in un club newyorchese. Andare a insegnare calcio ai giovani della Grande Mela era una prospettiva allettante, e forse avrei provato se non fosse subentrata questa occasione irripetibile”.

Galimberti era stato notato da alti dirigenti di un club professionistico della Lituania in due tornei internazionali, quello del 2017 a Monaco di Baviera e quello del 2018 a Praga; aveva guidato la Lavagnese categoria 2002 al terzo posto (trofeo tedesco) e piazza d’onore (competizione nella repubblica ceca). “Parlai con i responsabili di questa società che stava cercando tecnici stranieri preparati per svolgere un programma a lungo raggio. Hanno bisogno di un allenatore che non si occupi solo della prima squadra. Garantivano ampia autonomia nelle scelte operative da perseguire in strutture e impianti nuovi e all’avanguardia. Cosa chiedere di più?”.

I contatti proseguono nei mesi seguenti, Galimberti fa prevalere la voglia di rimettersi in gioco, che risulta più forte delle abitudini. “Una questione di prospettive – ammette l’allenatore – Lo spirito del pioniere l’ho sempre avuto, l’idea di costruire qualcosa partendo da zero in un paese dalle possibilità ancora da misurare mi ha allettato. E, torno a ripeterlo, farlo ricorrendo alla proprie idee è un’opportunità che non potevo sprecare. Naturalmente ho dovuto confrontarmi con la mia famiglia, starò via per diverso tempo in un posto lontano geograficamente e una realtà umanamente sociale assai differenti da quella alla quale sono abituato. Per questi motivi andrò su il mese prossimo da solo – lascio qui casa e affetti – e ci rimarrò sino alla fine della stagione agonistica, cioè ottobre”.

Per essere chiari: sino alla settimana scorsa a Tallin, tra le principali città della Lituania, c’erano 30 gradi e in alcune zone del paese si erano raggiunti i 45. Sottozero. Infatti il campionato lituano inizierà solamente a fine marzo e durerà sino a fine estate. “La società vuole che mi occupi della Academy che si sta formando. Ho già in testa diverse idee, mi sono informato sui ragazzi che avrò a disposizione. Terrò conto delle differenze che ci sono con lo stile di gioco europeo avanzato e delle differenti caratteristiche morfologiche dei loro ragazzi. Li ho incontrati in diversi tornei internazionali, c’è una buona tecnica di base, notevoli doti atletiche, nozioni di tattica che vanno decisamente sviluppate”.

Prima di salutare, Luca non può non rivolgere un ringraziamento al Sestri Levante. “In particolare modo ai dirigenti, dal presidente Risaliti sino al responsabile del settore giovanile Domenico Bertorino, passando per il direttore tecnico delle giovanili Vittorio Raffo. Sono stati estremamente gentili, li lascio a stagione in corso, ma hanno capito che mi si era presentata un’occasione irripetibile e hanno detto che non volevano ‘tarparmi le ali’. Mi hanno liberato da ogni obbligo, un gesto da signori. Un saluto voglio farlo a mister Costanzo Celestini. Ci siamo incontrati l’estate scorsa, mi ha chiesto di stare con la prima squadra una settimana per affinare la preparazione, non ci siano più lasciati. È stato amore sportivo a prima vista. Ho imparato tanto stando con lui e nel bagaglio di conoscenze che porto su c’è anche il suo contributo”.
Valigie, metaforiche e reali, pronte, sguardo aperto verso il futuro del migrante di lusso, profeta dell’italico calcio.

(d.s.)

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