di DANILO SANGUINETI
L’inarrestabile ascesa del Pickleball, il cugino del Padel che a sua volta è il figlio minore del Tennis, è testimoniata dal proliferare delle manifestazioni dedicate a questo sport con la racchetta. In Liguria possiamo tranquillamente accampare diritti di primogenitura perché abbiamo nei nostri confini uno dei profeti del Pickleball italiano, cioè il maestro Patrizio Virga.
Oggi dopo essersi diffusi a velocità supersonica i terreni di gioco (anche loro accanto ai campi o addirittura sopra i campi da tennis) e aver visto crescere decine e decine di praticanti si raccolgono risultati anche dal punto di vista agonistico.
Nemmeno a dirlo in pole position c’è il Pro Recco Tennis che nel primo anno di attività si toglie lo sfizio di conquistare il titolo di campione regionale alle finali del Campionato FITP di Pickleball a squadre. La formazione recchelina ha dimostrato un livello tecnico eccellente e una grande compattezza di gruppo, regalando match avvincenti e un’atmosfera di entusiasmo crescente attorno a una disciplina in forte espansione.
Gli atleti protagonisti della vittoria sono: Stéphanie Scimone, Viola Molinetti, Samuele Cuneo, Simone La Pira, Gian Piero Zucca, Alberto Marchetti e Marco D’Emilio.
La vittoria arriva dopo solo cinque mesi di allenamenti. Va ricordato infatti come solamente il 25 gennaio scorso il Pro Recco Tennis ha inaugurato la nuova palestra e celebrato la conclusione del grande progetto di riqualificazione dell’impianto, che comprendeva anche il nuovissimo campo da Padel al coperto e l’area dedicata al Pickleball.
Per chi non lo sapesse (ancora) il Pickleball è una miscela di tennis, tennis tavolo, badminton. Rispetto al Padel, il Pickleball ha il vantaggio della funzionalità e modularità dei campi: rete alta poco più di 80 cm, terreno di gioco di 13,4 metri di lunghezza e 5,6 metri di larghezza per il torneo singolo e 6,1 metri per il doppio. In sintesi basta una qualsiasi superficie piana, con spazi ridotti rispetto ai campi da tennis e padel, una rete montabile in cinque minuti, linee adesive tracciabili in un altrettanto breve spazio di tempo, delle racchette minimali e una pallina speciale di gomma con buchi sull’intera superficie per rendere da una parte meno imprevedibili le traiettorie (specialmente se c’è vento) e dall’altra più lenti i rimbalzi.
Semplicità e modularità, due assi nella manica che stanno permettendo al gioco di nascita yankee di avere un successo costantemente crescente in Europa. La sfida con il Padel è lanciata e c’è chi prevede un sorpasso dell’ultimo arrivato per numero di strutture e praticanti anche in Italia nei prossimi anni.