Glocal… no social
Settimanale di attualità, economia e sport

Ultima edizione

Giovedì 4 giugno 2026 - Numero 429

Lavori sulla statale 586 e limitazioni per i mezzi pesanti: le polemiche arrivano in Consiglio Regionale

L’assessore alle infrastrutture Giacomo Giampedrone ha illustrato le trattative già in atto per limitare al massimo i disagi
Il punto in cui la strada 586 per la Val d'Aveto si interrompe sul lato emiliano
Il punto in cui la strada 586 per la Val d'Aveto si interrompe sul lato emiliano
Condividi su

di ALESSANDRA FONTANA

Polemiche e preoccupazioni per la decisione che riguarda la limitazione al transito dei mezzi pesanti in diversi tratti della strada statale 586 che dalla Valle Sturla porta in Val d’Aveto. Nei giorni scorsi è stato approvato all’unanimità l’ordine del giorno 319, presentato da Lilli Lauro (FdI), che impegna la Giunta a continuare a interagire con Anas, con i sindaci dei Comuni coinvolti e le imprese locali e chiedere eventuali soluzioni operative alternative che siano in grado di coniugare l’esecuzione dei lavori di manutenzione con il mantenimento del passaggio dei mezzi pesanti.

La consigliera ha spiegato che sarebbe prevista una limitazione di portata a 7,5 tonnellate in diversi tratti per l’esecuzione di lavori di manutenzione per la sicurezza stradale, ma che queste restrizioni comprometterebbero la regolarità del trasporto pubblico.

L’assessore alle infrastrutture Giacomo Giampedrone ha illustrato le trattative già in atto per limitare al massimo i disagi e ha chiesto alcune modifiche, che sono state accolte da Lauro. Sandro Garibaldi (Lega Liguria-Salvini) ha annunciato voto favorevole e ha chiesto di sottoscrivere il documento. 

Nelle scorse settimane Luigi Pinasco, coordinatore del Tigullio per Uil Liguria è intervenuto sul tema sollevando numerose preoccupazioni e possibili ricadute sul tessuto lavorativo delle vallate: “La nostra priorità riguarda la salvaguardia dei posti di lavoro: non accetteremo che le carenze infrastrutturali e i ritardi nelle manutenzioni ricadano sulle spalle dei lavoratori. Il rischio di fermi produttivi o, peggio, di delocalizzazioni delle attività deve essere scongiurato con ogni mezzo. Occorre procedere con la tutela dei redditi con garanzie affinché l’eventuale riduzione dei volumi di attività non si traduca in una perdita di salario per le lavoratrici e i lavoratori”. Pinasco ha proposto l’istituzione di sensi unici alternati o viabilità alternative che permettano il passaggio controllato dei mezzi pesanti essenziali per la vita delle fabbriche.

Ultimi video

Antonio Gozzi nominato Cavaliere del Lavoro: dall’acciaio alle startup e all’editoria, passando per la Virtus Entella
Il modello Gozzi premiato dal Quirinale. Unico ligure tra i prescelti di quest’anno: "Da Chiavari si può competere con i migliori”
Crisi Amt, emergenza trasporti anche nel Tigullio. Parla Federico Bairo di Usb Trasporti
“Bus fermi e corse soppresse non dipendono dai lavoratori, ma dai ritardi nei pagamenti ai fornitori. Utenti e dipendenti vivono una situazione di stress inaccettabile”

Altri articoli

Piano Sociosanitario Regionale: dopo l’ira dei sindaci, esclusi dal confronto, riparte il dialogo con la Regione Liguria

L’assessore Nicolò: “Nei prossimi giorni li incontreremo”. Natale e Sanna del Pd: “L’unico passo da fare è ritirare questo impianto e ripartire da zero”

Nel nuovo 'disordine mondiale' l'export italiano cresce nonostante tutto. Ma la crisi di Hormuz continua a spaventare

Presentato lo studio condotto da Argo, osservatorio nato dall’esperienza del Forum del Commercio Internazionale e ideato da ARcom Formazione, una scuola di formazione la cui direttrice scientifica è la genovese Sara Armella