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Giovedì, 13 giugno 2024 - Numero 326

La Turchia: geo-storia di un territorio

La nazione moderna fu fondata su impulso di Mustafa Kemal Atatürk nel 1923 sulle rovine dell’Impero Ottomano, sconfitto dopo la Prima guerra mondiale, ed è stata funestata dai genocidi armeno, assiro e greco-pontico
Lo stretto del Bosforo, che divide la città di Istambul sulla parte europea da quella di Iznik (l’antica Nicea) su quella asiatica, punto di congiungimento dei territori
Lo stretto del Bosforo, che divide la città di Istambul sulla parte europea da quella di Iznik (l’antica Nicea) su quella asiatica, punto di congiungimento dei territori
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Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo ricco e documentato contributo sulla Turchia scritto dalla geografa e docente Renata Allegri, suscitato anche dall’intervista pubblica da parte del nostro editore, Antonio Gozzi, al giornalista e inviato in Turchia Marco Ansaldo, svoltasi di recente al Giardino dei Lettori della Società Economica di Chiavari.

di RENATA ALLEGRI *

La particolarità geografica della Turchia 

Lo spazio formato dal territorio della Repubblica Turca occupa una posizione geografica strategica sulla scala globale e su quella del Medio Oriente. Questi territori non hanno mai avuto la coerenza e omogeneità odierne, dal momento che sono stati delimitati con precisione solo in tempi relativamente recenti (nel 1923 e nel 1939) e perché sono il risultato di lotte di potere con i confinanti e, soprattutto, con le grandi potenze vicine o lontane. 

Oggi il territorio della Repubblica di Turchia è transcontinentale, diviso tra l’Asia occidentale e l’Europa sudorientale. La parte asiatica della Turchia, con il 97% della superficie totale con l’83% della popolazione, si estende sulla penisola anatolica, sull’altopiano armeno e sulla pianura mesopotamica settentrionale, mentre quella europea è situata ad ovest dello stretto del Bosforo e dello stretto dei Dardanelli e include la parte orientale della Tracia. Territorialmente quest’ultima corrisponde solo al 3% della superficie totale della Turchia, ma comprende ben il 17% della sua popolazione e nella sola conurbazione di Istanbul si contano più abitanti che in qualsiasi altro stato balcanico e un terzo della popolazione della stessa intera penisola. 

La regione che oggi corrisponde allo stato turco è sempre stata un luogo di scambi economici, culturali e religiosi, ponte e collegamento terrestre tra Oriente e Occidente, un paese dell’Asia con una piccola porzione in Europa, posto al crocevia degli assi Russia-Mediterraneo e Balcani-Medio Oriente, posizionato al termine dell’antica Via della Seta e oggi sul percorso di oleodotti di importanza strategica. Questo è, essenzialmente, il motivo della sua crescita geo-strategica, anche in conseguenza degli avvenimenti politici che stanno scuotendo la politica internazionale con la guerra russo-ucraina, il Medio Oriente sempre instabile, il mercato degli idrocarburi o le tensioni legate al problema idrico.

La Turchia moderna fu fondata su impulso di Mustafa Kemal Atatürk nel 1923 sulle rovine dell’Impero Ottomano, sconfitto dopo la Prima guerra mondiale e è stata funestata dai genocidi armeno, assiro e greco-pontico. È una repubblica parlamentare, laica, unitaria e costituzionale e dal 1945 non ha mai interrotto un cammino di avvicinamento all’Occidente aderendo, ad esempio, alle organizzazioni di cooperazione come la NATO, l’OCSE, l’OSCE, il Consiglio d’Europa o il G20. 

In particolare, la Turchia ha presentato dal 1987 domanda di adesione alla Comunità Economica Europea (CEE), l’attuale Unione Europea, con la quale ha concluso nel 1995 un accordo di unione doganale, in vigore dal 1996. I negoziati per l’ingresso nell’Unione Europea sono ufficialmente iniziati nel 2005, con andamento altalenante dei capitoli negoziali, a causa della questione cipriota, anche se l’UE rimane il principale partner commerciale della Turchia, rappresentando il 41% delle sue esportazioni e il 32% delle sue importazioni nel 2020. Nello stesso anno, tuttavia, la Cina è diventata il principale fornitore del paese con 23 miliardi di dollari di importazioni, davanti alla Germania con 21,7 miliardi di dollari. Allo stesso tempo, la Turchia ha saputo mantenere legami privilegiati con i paesi a maggioranza musulmana, come con il Medio Oriente e l’Asia centrale, partecipando in particolare all’Organizzazione dei Cooperazione islamica, all’Organizzazione per la cooperazione economica e degli Stati turchi[1].

La Turchia si trova dunque al crocevia tra il Medio Oriente, il Caucaso e l’Europa sud-orientale, una situazione privilegiata che le consente di controllare l’accesso a uno spazio definito come “un’ellisse strategica di risorse energetiche” (Kemp, Harkavy, 1997).

La penisola anatolica, ponte tra Asia ed Europa, punto di contatto fra mondi e popoli diversi

La costruzione transnazionale

Per comprendere le complessità attuali e il ruolo sempre più emergente della Turchia in campo geopolitico, può offrire interessanti chiavi di interpretazione esaminare le due scale di spazio e di tempo: dal VI al XXI secolo i popoli turchi hanno percorso, nel lungo periodo storico[2], una traiettoria che li ha condotti dall’Asia centrale all’Europa occidentale e che ha trasformato un popolo nomade e conquistatore in uno imperiale, un popolo originariamente caratterizzato dalla migrazione in uno che nell’epoca recente si è ancorato al territorio nazionale, corrispondente alla penisola anatolica. I popoli nomadi con strutture claniche e tribali sono così diventati, un millennio e mezzo dopo il loro arrivo, una nazione che ha costruito il proprio Stato territorializzato, con minoranze etniche in altri Stati-nazione (Russia, Iran, Iraq, Cina), e nuovi Stati-nazione dalle strutture linguistiche e culturali turche (Kazakistan, Uzbekistan, Turkmenistan, Kirghizistan). 

Per rendere conto di questo fenomeno spazio-temporale di popoli che hanno conosciuto numerose mutazioni, ma che hanno conservato durante tutto il processo della loro evoluzione un nocciolo duro di identità e di continuità e per comprendere la logica territoriale turca, occorre dunque risalire agli imperi della steppa e alla vasta area linguistica turco-mongola eurasiatica. Si tratta di un “grande caso di espansione linguistica”(Bazin, De Tapia, 2012) il cui filo conduttore è costituito dalle migrazioni di conquista, dalla fondazione di stati imperiali più o meno effimeri, dall’aggregazione di vari gruppi etnici attorno a dinastie rivali turche o mongole. 

L’unica dinastia che sopravvisse alle altre fu quella degli Ottomani. 

Il mosaico delle popolazioni

In questo fenomeno spazio-temporale di popoli che hanno conosciuto numerose mutazioni, si può osservare una logica territoriale: al posto di un nucleo centrale a lungo termine (si pensi agli Stati europei), esiste un asse eurasiatico est-ovest attraverso le steppe, dall’Asia centrale all’Anatolia, lungo il quale le tribù nomadi turche e turkmene, seguite dai turchi ottomani, migrarono e progredirono in modo conquistatore. Tra il VII e il XVII secolo, per un millennio, edificarono vari sultanati, emirati o imperi, dominando diversi popoli prima delle loro conquiste. 

Questo asse è proseguito nella direzione occidentale nel XX secolo dal campo migratorio di tre-quattro milioni di migranti economici turchi, che oggi costituiscono una “comunità transnazionale” turca nell’area europea e nei paesi arabi produttori di petrolio (Arabia Saudita, Emirati del Golfo Arabo-Persico, Libia). Si tratta di un fenomeno puramente migratorio, di origine economica o più raramente politica (legata al diritto d’asilo), di natura completamente diversa rispetto alle “invasioni” o conquiste avvenute in precedenza a lungo termine. 

Il collegamento tra lo spazio della penisola anatolica, in gran parte turca, e gli spazi vicini che circondano questo territorio, è stato a lungo facilitato e talvolta anche favorito dalle popolazioni non turche. I Greci sono stati a lungo, e sono ancora in parte, la popolazione presente sulle coste del Mediterraneo (arcipelago dell’Egeo e Cipro), del Mar Nero (Greci del Ponto) e nei Balcani. I Greci, dopo essere stati con l’impero bizantino e fino all’XI secolo il popolo politicamente e culturalmente unificante dello spazio anatolico, divennero fino al 1923 l’etnia maggioritaria solo lungo le coste dell’Asia Minore. Gli armeni e i curdi erano i due popoli della montuosa Anatolia orientale, mentre i bulgari hanno svolto, invece, un ruolo più limitato e spazialmente meno esteso nella Tracia orientale accanto ai greci, così come i Laz[3] o Lazi, al confine del Ponto e nel Caucaso georgiano, e gli arabi ai piedi del Tauro, in Cilicia fino a Diyarbakir. 

Nel passato questi popoli svolsero, in un tempo più o meno lungo, il ruolo di intermediari con le potenze imperiali che agivano e/o minacciavano lo Stato ottomano e poi turco: si trattava della Russia a est, del mondo arabo a sud-est, delle potenze mediterranee a ovest, con le Repubbliche di Genova e Venezia, con la Francia e l’Inghilterra. 

La costituzione dello Stato-nazione turco, su iniziativa dei Giovani Turchi del Comitato dell’Unione e del Progresso e poi dei kemalisti, espulse e massacrò alcuni di questi popoli e stabilì con loro un rapporto di ricorrente confronto-tensione, in particolare con armeni, bulgari, greci, curdi provenienti dall’Iraq, dall’Iran e dalla Siria, arabi dalla Siria. Gli unici ad avere un rapporto duraturo e pacifico, senza scontri episodici, sono stati i Laz i meno numerosi e soprattutto i più vicini culturalmente e politicamente ai turchi.

Le cinque interfacce territoriali della Turchia

A distinguere le singolarità geostoriche descritte, permangono ancora e si possono individuare ben cinque “interfacce”( Bruneau, 2015) con le aree vicine, marittime o continentali, che ne definiscono le periferie. Con interfaccia ci si riferisce ad una terminologia presa in prestito dall’informatica, che indica ciò che agisce da elemento comune, in parte di separazione e in parte di collegamento. I punti di collegamento territoriali sono e sono stati luoghi o spazi di scambi, migrazioni e confronti: popolazioni, commerci, influenze culturali, confronti militari… I flussi avvenivano in entrambe le direzioni, dall’esterno all’interno e viceversa. 

La prima interfaccia è rappresentata dal mare: il Mediterraneo orientale, il Mar Egeo, il Mar Nero (Ponto Eusino nell’antichità) e il Mar di Marmara (Ellesponto o Propontide) collegati da due stretti, i Dardanelli a sud-ovest e il Bosforo a nord-est. Si tratta di un’area aperta a scambi e migrazioni attraverso il Mediterraneo (dalla Spagna e dalle Repubbliche di Venezia e Genova) e il Mar Egeo (con la Grecia e l’Impero Romano). È uno spazio da tempo greco ed ellenizzato, in simbiosi con l’arcipelago dell’Egeo. Nei secoli XVIII e XIX, fu lo spazio attraverso il quale passavano i commerci e le influenze europee, in particolare dal porto di Smirne (oggi Izmir), luogo di comunicazione tra l’Anatolia e il Mediterraneo fin dal XVI secolo, ma che si sviluppò soprattutto nel XIX secolo grazie ad una rete ferroviaria che portava i prodotti agricoli dall’interno della penisola e dalla regione dell’Egeo. Le popolazioni greche furono drammaticamente espulse e scambiate con la Grecia (nel 1923), mentre qui si stabilirono profughi musulmani provenienti dai Balcani e dalla Grecia, dalla Macedonia e Creta in particolare.

La seconda interfaccia è rappresentata dalla Tracia orientale con i Balcani: il confine con la Grecia e la Bulgaria con la città di Edirne, centro di frontiera ed ex capitale dell’impero. Questo è ciò che resta dell’area balcanica dell’Impero Ottomano e in questi luoghi le popolazioni greche e bulgare della Tracia orientale furono espulse e sostituite da profughi musulmani provenienti dai Balcani e dal Caucaso. Questo spazio è stato ricomposto per diventare uno spazio di frontiera sicuro della Turchia tra il 1914 e il 1923 ed è contraddistinto dalla presenza della città di Istanbul, cosmopolita nelle radici storiche.

A nord, l’interfaccia del Mar Nero e del Caucaso è uno spazio sia marittimo sia continentale, in contatto in passato con gli imperi ottomano e russo. Quest’ultimo conobbe un’espansione, a scapito di quello turco, dal XVIII all’inizio del XX secolo che si estese fino al XVII secolo in tutto il Mar Nero, con scontri militari ricorrenti. La conquista russa della Crimea e del Caucaso respinse gran parte delle popolazioni musulmane che vi abitavano come tartari, circassi, abkhazi, ceceni, che andarono a rifugiarsi nell’impero ottomano, mentre la Russia attirò le popolazioni cristiane ottomane, soprattutto greci e armeni, per ripopolare questi territori: ciascuna delle guerre russo-turche portò queste popolazioni a seguire l’esercito russo nella sua ritirata, fino al 1918. 

Tra l’impero russo e quello ottomano giocarono un ruolo fondamentale alcune popolazioni: i Laz, gli armeni e i greci del Ponto. Le province di Kars e Ardahan, occupate dalla Russia per quarant’anni (1878-1918), da cui erano partite le popolazioni musulmane, erano uno spazio intermedio, conquistato dagli Ottomani con la Pace di Brest-Litovsk. Oggi il confine è aperto con la Georgia e chiuso con l’Armenia. In questa interfaccia, la città di Trebisonda (Trabzon) ha giocato fino al XIX secolo il ruolo di collegamento tra la Persia, il Caucaso, l’Armenia e le coste russe o balcaniche del Mar Nero, nonché in direzione di Istanbul/Costantinopoli.

Nell’interfaccia a Oriente si trovano barriere e confini montuosi: il Tauro, l’Anti-Tauro, le Alpi Pontiche, l’Anti-Caucaso, le montagne dell’Armenia che prolungano gli Zagros. Il confine con l’Iran risale ad un tempo molto antico, consolidato tra gli imperi romano, bizantino e ottomano da un lato e la Persia dall’altro, mentre il confine con l’Iraq fu stabilito dopo la Prima guerra mondiale. Questo è anche il territorio molto montuoso e frammentato dei curdi, il Kurdistan, collocato su entrambi i lati di questo confine. Le province di Van, Bitlis e Hakkari contavano molti armeni vittime del genocidio del 1915-16 e negli ultimi tempi è stato uno spazio di tensione, di confronto con i curdi e tra Turchia e Armenia.

A sud-est si trova, infine, l’interfaccia con il mondo arabo, oltre il Tauro e l’Anti-Tauro. La pianura della Cilicia, le province di Gaziantep e Diyarbakir a est e il territorio di Antakya a sud, sono popolate da curdi, siriaci, caldei insieme ad arabi musulmani e turchi. Questo spazio al di sotto delle catene montuose e la loro estensione è una zona bassa semiarida di colline, spalti e pianure alluvionali attraversata dal Tigri e dall’Eufrate in continuità con la Siria. Il confine di lunga data con l’Anatolia era la catena montuosa del Tauro e dell’Anti-Tauro, che non fu mai attraversata in modo permanente dagli arabi. L’Impero bizantino vi aveva stabilito fortezze difese dai suoi Akriti[4] contro i guerrieri arabi. Dopo la caduta dell’Impero Ottomano, è tornata ad essere una zona di confine tra Turchia e Siria, con il sangiaccato di Alessandretta attribuito per un periodo alla Siria sotto mandato francese (1918-1939). Dal 2011 a oggi vi si affollano in emergenza umanitaria continua i profughi della guerra civile siriana e la crescente città di Gaziantep svolge sempre più il ruolo di contatto tra la Turchia e il mondo arabo, in particolare quello siriano.

Le eredità geostoriche

Questa rappresentazione geostorica delle interfacce, modellata dal territorio nazionale turco e sui suoi rapporti con le aree limitrofe, vorrebbe illustrare come le interazioni di durata più o meno lunga con aree culturali e paesi confinanti svolgano un ruolo fondamentale nella comprensione della contemporaneità. 

Il mondo arabo, dall’Iraq alla Siria, non è mai stato in grado di esercitare un’influenza significativa e duratura oltre il Tauro. D’altronde la Persia, situata sulla traiettoria eurasiatica dei turchi, era il passaggio obbligato per chi desiderava stabilirsi in Anatolia. Tabriz ha incanalato a lungo i flussi migratori, di commercio e cultura tra Persia e Turchia attraverso il popolo turco degli Azeri. 

Va sottolineato che oggi ai paesi dell’Asia centrale la cooperazione con la Turchia e le aziende turche consente di evitare un’eccessiva dipendenza dalla Russia. Infine, lo Stato d’Israele ( la Turchia è il primo Stato a maggioranza musulmano a riconoscere la legittimità dell’esistenza della nuova entità geopolitica nel 1949) nel cuore del mondo arabo, che ha attirato una parte notevole degli ebrei ottomani in particolare quelli della Tracia orientale e dell’Anatolia, è con la sua potenza militare un partner importante della Turchia, che non può prescindere dal problema palestinese.

La Turchia deve dunque fare i conti con tre grandi gruppi geostorici che hanno esercitato una forte influenza e/o pressione nel lungo termine: Russia, Iran, mondo arabo

A ovest deve confrontarsi anche la Grecia che, pur di dimensioni demografiche e peso economico inferiori rispetto alle precedenti e alla stessa Turchia, controlla l’intero bacino dell’Egeo. Essendo molto vicina, per via del suo arcipelago, alle coste turche, è presente anche militarmente con il suo alleato cipriota. Sebbene abbia solo 11 milioni di abitanti rispetto alla Turchia, la cui popolazione supera i 75 milioni e il cui PNL è più di tre volte maggiore, la Grecia mantiene la capacità di bloccare e causare danni all’interfaccia marittima mediterranea della Turchia. Difatti il problema della piattaforma continentale e del controllo dello spazio aereo al confine tra i due Paesi ha più volte generato tensioni, nonostante entrambi siano membri della NATO.

La combinazione delle due scale di spazio e di tempo permette di comprendere meglio quanto la Turchia sia ancorata ad un passato imperiale e a un nomadismo conquistatore, che ha comportato una grande mobilità delle sue popolazioni. La relativa omogeneità etno-nazionale, acquisita solo nella prima metà del XX secolo, al costo di una politica demografica molto costosa in vite umane, costituisce un’eccezione nella regione anatolica centrale e rischia costantemente di indebolirsi nelle interfacce descritte, testimonianze del passato multietnico ottomano, così come nella comunità transnazionale turca europea, in cui le identità minoritarie, troppo spesso non riconosciute in Turchia, possono più facilmente affermarsi. Dunque, i movimenti diplomatici dell’attuale presidente turco, Recep Tayyip Erdoğan (al primo posto nella classifica dei “500 musulmani più influenti del mondo” stilata nel 2019 dal “Royal Islamic Strategic Studies Centre” con sede in Giordania) possono comprendere ragioni di ricerca di stabilità politica interna, oltre che di sviluppo economico.

(* geografa e docente)


[1]  L’Organizzazione degli Stati turchi (Ost) è un organismo intergovernativo poco conosciuto che raggruppa membri di lingua turca (Azerbaigian, Kazakistan, Kirghizistan, Turchia e Uzbekistan) e alcuni osservatori (Ungheria, Turkmenistan e Cipro Nord). La guerra in Ucraina ha svolto un ruolo cruciale nello sviluppo dell’organizzazione e ha preparato il terreno per una più stretta collaborazione e integrazione tra gli Stati membri. La conclusione del conflitto è auspicata non soltanto per ragioni umanitarie, ma anche perché potrebbe porre le basi per un mondo turco stabile e integrato, che offrirebbe notevoli vantaggi agli attori europei, soprattutto per la presenza di vie alternative nei settori del trasporto e dell’energia (Limes, N°7,2023)

[2] La storiografia dei turchi attesta la presenza di popolazioni di lingua turca molto strettamente imparentate tra loro sui monti Altai ai confini della Siberia e della Mongolia dal V al VI secolo. Queste tribù turche si diffusero poi nell’Asia centrale (Turkestan russo e cinese) per fondarvi stati che a volte vengono chiamati imperi della steppa, simili a quelli fondati dai Mongoli.

[3]   Gruppo etnico che vive principalmente lungo le regioni costiere di Turchia e Georgia sul Mar Nero.

Tra le principali tribù dell’antico regno di Colchide, i Laz furono inizialmente cristiani ortodossi, ma la maggior parte di loro si convertirà all’islam sunnita durante il dominio ottomano del Caucaso nel XVI secolo.

[4] 𝘈𝘬𝘳𝘪𝘵𝘢 indica tanto i semplici abitanti che i soldati posti di guardia alle frontiere, e potrebbe infatti essere tradotto semplicemente come “soldato di confine”.

Il nome deriva dalle 𝘢𝘬𝘳𝘢𝘪, le “zone estreme”, intese sia come passi di montagna che le aree più lontane, verso il nemico.

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Federico Bairo - Rsa Usb di Amt: “Il trasporto pubblico è una risorsa, non un ingombro, ma l’amministrazione lo sposta nelle zone periferiche”
Continua l’ostinato silenzio dell’amministrazione sul degrado della collina di N.S. delle Grazie a Chiavari
Massimo Maugeri di Legambiente: “Il degrado è complice dell’abbandono, ma manca l’impegno, non solo le risorse economiche”
Emanuele Cozzio annuncia la sua candidatura a Sindaco di Santa Margherita Ligure
“Dopo 10 anni di impegno amministrativo, nel prendere questa decisione sento una grande responsabilità. Tradurrò l'esperienza vissuta in una prospettiva evolutiva, rivolta anche al mondo della società civile, con cui ho avuto modo di maturare un forte legame"
Cresce l’attesa per l’incontro pubblico organizzato dal Comitato No al depuratore in colmata
Appuntamento il 9 marzo a Casa Charitas a Chiavari. I dubbi e gli interrogativi dei cittadini al microfono di 'Piazza Levante' sulla scelta che riguarda il futuro
Lavagna, domenica 10 marzo “Giornata internazionale della donna, voci e danze: storie di donne dal mondo”
Un girotondo di interventi e danze, un appello per denunciare gli eventi che hanno riportato indietro le lancette dell’orologio delle conquiste civili delle donne
Alla Società Economica è andata in scena la presentazione del nuovo progetto di ristrutturazione del Teatro Cantero
Premesse e conclusioni dell’intervento di Antonio Gozzi, presidente del Gruppo Duferco. “Un regalo alla città, ai chiavaresi, sapendo che non siamo soli”
No al Depuratore: il 9 marzo al Teatro Charitas incontro pubblico con cittadini e politici
Il presidente del Comitato Andrea Sanguineti: “Trattati come sudditi, chi amministra deve delle risposte. Restano ancora aperti tutti gli interrogativi”
Asl4 costretta dal difensore civico ad anticipare visite ed esami
Nasce lo sportello a tema sanità pubblica e registra la prima, significativa, vittoria per il Comitato Impegno Comune promosso da Davide Grillo: “Un percorso che riduce le liste d’attesa”
A tre mesi dal crollo della soletta dell’asilo infantile a Chiavari, arriva il dissequestro dell’immobile
Parla Alberto Sivori, presidente dell’Associazione Asilo Infantile Della Torre: “Siamo sulla buona strada”
Massimo Maugeri di Legambiente: ”Alcuni sindaci sono soci di Iren"
"La sovrapposizione dei ruoli genera confusione sul tema della depurazione e sui relativi costi”. Prosegue la battaglia contro l'impianto alla Colmata
Chiavari - La difficile storia di Elena, da tre anni sfrattata e invalida dorme in macchina
L’appello al Comune: “Dov’è la casa che mi avete promesso? Sono stanca, non posso più stare per strada”
L’abbraccio dei pazienti al dottor Zampogna che ha condiviso con loro 42 anni
“Un lavoro bellissimo e complicato, che ho desiderato fare fin da bambino. Ho dato tanto, ma ho ricevuto moltissimo”
Cardiologie aperte anche in Asl 4. In campo il reparto di Cardiologia dell’ospedale di Lavagna, diretto dal professor Guido Parodi
Il team lavora sulla prevenzione di fattori di rischio modificabili, per ridurre i ricoveri e rendere i presidi locali più efficienti
Leivi, a dieci anni dall’alluvione riaperta via Gazzo. Il sindaco Centanaro: “Viabilità, fondamentale l’entroterra”
L'assessore regionale alla Difesa del suolo Giampedrone sulla tutela delle risorse idriche e le scelte dei progettisti
Lavagna, bilancio e affidamento in concessione del porto turistico: arroventato consiglio comunale
L’amministrazione opta per il Project Financing. Sarà la Regione a gestire la gara. Il sindaco Gian Alberto Mangiante: “Ho tutelato la città”
Palcoscenico all’aperto per la riapertura del Teatro Cantero di Chiavari
Successo dell’iniziativa dell’Associazione Impegno Comune che ha offerto ai cittadini un fuoriprogramma con musica e frammenti di storia
Al Liceo Artistico Luzzati si concretizza il progetto di un polo della creatività
Sarà orientato all’arte, alla fotografia, al cinema e alla comunicazione multimediale, competenze legate alle professioni del futuro
Pietro Armenante: ”La nostra agricoltura non viaggia sui trattori e neppure con le sovvenzioni"
Il titolare della Azienda Agricola “Tomato de Ma”: ”Chi produce cibo è anche responsabile della nostra salute e di quella dei nostri territori”
Intervista a Sandro Longo sugli aspetti critici della relazione di Iren sul nuovo depuratore di Chiavari
Parla il professore ordinario di Idraulica presso l'Università di Parma, che ha sollevato parecchie osservazioni in maniera documentale rispetto al progetto che fa discutere la città
Roberto Pettinaroli va in pensione e lascia il 'Secolo XIX' dopo 42 anni di carriera
Quindici anni sono stati spesi come responsabile nella redazione del Levante: “Rimarrò sempre un giornalista, un mestiere che, se fatto bene, non fa sconti”
L’asilo Della Torre / Delpino bene storico e patrimonio vitale per la comunità
Nato per volontà dei benefattori chiavaresi, ha svolto la sua opera ininterrottamente per 173 anni, anticipando l’evoluzione dei tempi
A due mesi dal crollo del pavimento, l’Asilo Delpino costretto a rinunciare all’avvio del prossimo anno scolastico
Restano la preoccupazione delle famiglie di trovare nuovi spazi per i bambini e l’amarezza di separarli dalle loro maestre
Il Liceo Marconi Delpino di Chiavari continua a mietere successi sia in campo culturale che sportivo
Intanto si prosegue la strada intrapresa della modernizzazione formativa negli spazi, nei contenuti e nelle modalità
Nasce a Chiavari “Impegno Comune”, associazione culturale e politica
Il fondatore Davide Grillo: ”Intendiamo proseguire con costante impegno l’incontro e il confronto con i cittadini e le istituzioni”
“Fermatevi, o le conseguenze saranno irrimediabili”: l'appello del Comitato No Depuratore
Presentato uno studio commissionato all’Università di Parma dai ricorrenti al Tar che ha portato alla luce numerose criticità nella relazione idraulica fornita da Iren
Gianni Bottino: “Apriamo alla ricerca e alla promozione di un prodotto 100% ligure, il basilico Dop”
Intervista al direttore del Consorzio di tutela del Basilico Genovese Dop: "Lo facciamo anche attraverso l'accordo con l’Unione Cuochi Liguri"
Anoressia e bulimia, Liguria tra regioni più colpite. Il Governo taglia i fondi per le cure
Il dottor Fabrizio Gallo, specialista nella cura dei disturbi alimentari: “Adolescenti i più colpiti”. Il 19 gennaio manifestazione anche a Genova
Asl 4, proroga di due anni per il dg Paolo Petralia, pronto a raccogliere le sfide del futuro
“La sanità di comunità è il vero cambiamento culturale, organizzativo e gestionale dove fare prevenzione”
Il Governo incentiva i pescatori a rottamare le barche, ma è polemica
Augusto Comes di Federcoopesca: “La riduzione della pesca a strascico avrà impatti negativi sull’occupazione e sulla filiera di pescato fresco"
La collina frana, il Santuario delle Grazie a Chiavari è in pericolo
Il parroco: ”Dal 2019 le mie segnalazioni sono state ignorate, l’ordinanza emanata soltanto oggi ci sorprende e ci danneggia, occorre intervenire urgentemente”
Chiavari, Silvia Garibaldi dai banchi dell'opposizione traccia il bilancio dell’attività dell'amministrazione
La consigliera comunale non ha dubbi: “È stato un anno inconcludente, solo annunci, una rappresentazione teatrale senza contenuti”
Italia Nostra: “Scongiurato l’ennesimo assalto alla diligenza Preli”
Così l'associazione commenta la sentenza del Consiglio di Stato che ha respinto anche l’appello intentato dal Comune di Chiavari condannandolo alla soccombenza delle spese
La mostra “Dialoghi informali” alla Galleria G. F. Grasso della Società Economica
Una visita alla collettiva del momento con Claudio Castellini, curatore dell’evento e presidente dell’Associazione Tecnica Mista
Chiavari, alla vigilia dell’ultimo consiglio comunale del 2023 il consigliere Nicola Orecchia pressa sull’autore del cartello diffamatorio
Il rappresentante di una delle liste di opposizione: "Se fosse una persona seria, invece di rimanere anonimo, chiederebbe scusa alla funzionaria diffamata e risarcirebbe il danno”
Nuove regole sull’Osservatorio regionale per la tutela degli animali, associazioni in rivolta contro Regione Liguria
Anna Bruzzone, presidente della LIDA Tigullio: “Stiamo valutando un ricorso al Tribunale amministrativo regionale"
Capodanno 2024, la tendenza: sempre più gente festeggia in piazza
Barbara Possagnolo di Tigullio Wedding & Events: “Dietro ogni evento pubblico ci sono mesi di lavoro e una vera cabina di regia per garantire la sicurezza”
Matteo Bassetti ospite a Chiavari per la conclusione del corso “Ufficio Stampa 2.0” di Wylab
Il direttore della Clinica di Malattie Infettive dell'ospedale San Martino di Genova: “Sono troppe le fonti improvvisate che diffondono fake news”
Smart Lab a Casarza Ligure, presentato il progetto del nuovo hub di innovazione per aziende e scuole
La struttura sarà intitolata a don Nando Negri, il fondatore del Villaggio del Ragazzo: una bella opportunità per tutto il territorio
Il pandolce, una tradizione ligure dalle origini leggendarie. Intervista a Luca Antonini
Parla il patron della Pasticceria Copello di Chiavari, erede di una storia pasticciera lunga duecento anni
A due mesi dallo spostamento del capolinea dei bus a Chiavari non si fermano le polemiche
L’RSA - USB trasporti denuncia: “Troppe criticità, nessuna visione di futuro. Il Comune non ha onorato gli impegni sottoscritti"
Il mitico presepe degli Amici du Brunzin ospitato a Palazzo Franzoni a Lavagna
Da oltre vent’anni raffigura gli abitanti della città. La storia unica di questa Natività continua. E nella sede del Comune si ricrea l’atmosfera del borgo
Anche il chiavarese Luiso Sturla è ospite alla mostra “Dialoghi Informali”
"L’arte è emozione e momenti di vita talvolta difficili da raccontare. La mia pittura è informale, ma con radici figurative ispirate alla natura”
Il Comitato 'No al depuratore in colmata': "Siamo stati ricevuti dal nuovo difensore civico della Liguria Francesco Cozzi, mentre Iren continua a negarsi"
Massimo Maugeri: "Scuola e depuratore sono temi distinti con iter differenti"
Gioco d’azzardo e scommesse, Boitano: "Il pericolo per i giovani è online"
Il titolare di un'agenzia di scommesse: “Lo Stato incassa cifre notevoli e ci sono vent’anni di ritardi nella regolamentazione".
Presentata la trentanovesima edizione del “Lunaio de Ciavai”, dell’Associazione O Castello
Cesare Dotti, curatore della pubblicazione: “Una città affacciata sulle acque attraverso 563 proverbi e oltre 70 fotografie”
Il comitato “No al depuratore in Colmata” è sceso in piazza: raccolta firme e informazione sui rischi
Molto numerosi i residenti che sollecitano una soluzione alternativa al problema. Sanguineti: "Il Comune di Chiavari faccia questa battaglia"
Venerdì 1° dicembre, alle ore 18, alla Società Economica di Chiavari, la presentazione dell’ultimo libro di Getto Viarengo
L’autore dialogherà con il presidente dell’Entella Antonio Gozzi per illustrare il suo "L'albero della cuccagna", edito da Internòs
La Filarmonica di Chiavari presenta il calendario di “Dicembremusica 2023”
Danilo Marchello, direttore artistico: “Un programma ambizioso, si parte con la Sinfonia n.9 di Beethoven, un evento straordinario”
Depuratore a Chiavari il sindaco di Leivi Centanaro ribadisce: "Ancora attuale la mia proposta, valorizza la risorsa idrica ed evita lo scarico a mare”
Intanto, il consigliere regionale Gianni Pastorino di Linea Condivisa chiede un’audizione in Città Metropolitana
Iniziativa pubblica del Comitato No al Depuratore in Colmata: tutti in piazza
"Il 24 saremo davanti al Comune di Chiavari, non è una sfida, ma un invito all’amministrazione e tutta la città"
A Lavagna “Sono tutti cavoli nostri”, la presentazione della vice sindaca Elisa Covacci 
"Abbiamo tanta ricchezza di storia, tradizioni e gastronomia che rappresentano per noi motivo di fierezza e orgoglio da condividere"
La mareggiata flagella Chiavari. Il consigliere Orecchia sposa la causa del Comitato No al Depuratore in Colmata
Intanto l’assessore regionale Giacomo Giampedrone non ritiene di dover rivedere il progetto, rispondendo alle interrogazioni di Luca Garibaldi e Gianni Pastorino
La consigliera Silvia Garibaldi interviene sulle ulteriori criticità che il maltempo ha fatto emergere
“Un depuratore non è un pavimento che si può ricostruire. Chi pagherebbe i danni incalcolabili di un disastro?": le domande che ci si sta facendo sempre di più in città
Davide Grillo: “Piano assunzioni poco chiaro e costi alti nel quadro della spesa pubblica”
L'ex candidato sindaco a Chiavari raccoglie le istanze delle organizzazioni sindacali del comune ed espone le sue riflessioni
La violenta mareggiata a Chiavari aumenta gli interrogativi sulla costruzione del depuratore in colmata
Legambiente interpella vertici e azionisti di Iren sui rischi e sulla oculatezza dei costi per le difese a mare
I volontari della Protezione Civile della Croce Verde di Chiavari impegnati anche in Toscana
A poche ore dall’emergenza sulle nostre coste, hanno proseguito l’attività di sostegno alle persone nelle aree più colpite dalle esondazioni
Chiude la libreria delle Paoline, Chiavari perde un pezzo di storia
Roberta Cassini e Goffredo Feretto a malincuore abbassano la saracinesca dopo 47 anni. “Ci vorrebbe un miracolo per salvarla”
Dall’evento "Sapori e storie verticali" nuovo impulso al progetto per la realizzazione del Parco Fluviale dell’Entella
Si riparte da sei Comuni. I sindaci di Cogorno e Leivi lanciano un accorato appello: “La Regione Liguria ci ascolti”

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L’evento conclusivo di restituzione al territorio dell’ottava edizione del Forum Ambrosetti si terrà lunedì 1º luglio all’Hotel Excelsior di Rapallo