di ALESSANDRA FONTANA
Non c’è tregua per gli abitanti della Val Graveglia che sono costretti a fare i conti con disagi che assomigliano a vere e proprie amarissime beffe. La famosa riapertura della Sp 26 si è trasformata presto in una nuova chiusura (durata quattro ore) e in malcontento generale, comprensibile e difficile da gestire.
La chiusura della strada, di cui ci siamo occupati diverse volte, ha creato problemi ai residenti che sono stati costretti a fare giri lunghissimi per evitare il blocco in prossimità della cava Ceisena. La circolazione resta regolata da un senso unico alternato con semaforo e con un presidio h.24: “Di questo passo, prima o poi ci scappa il morto. E no, non è allarmismo: non solo la foto ricevuta due giorni sul tratto in questione ci restituisce chiaramente un quadro pericoloso, ma è anche notizia di oggi la caduta di un grosso masso che ha rischiato di travolgere un operaio, che per fortuna pare sia riuscito a mettersi in salvo sebbene risulti leggermente ferito”.
A dirlo senza giri di parole è il capogruppo in Regione Liguria del Movimento 5 Stelle, Stefano Giordano che ha annunciato la volontà di presentare un esposto alla Procura della Repubblica: “Affinché venga fatta luce su eventuali inadempienze e sulle responsabilità di chi ha gestito una situazione che oggi rappresenta un rischio concreto per l’incolumità pubblica. Nell’ambito dello stesso esposto, chiederemo di verificare eventuali profili di incompatibilità o situazioni di conflitto di interessi, che dovranno essere chiariti nelle sedi competenti. Depositeremo altresì un’interrogazione: basta silenzi su una vicenda ormai annosa che riguarda prima di tutto la sicurezza”.
Resta in capo al soggetto esercente il compito di seguire in modo continuo il monitoraggio dell’area e di garantire il mantenimento delle condizioni di sicurezza, con aggiornamenti periodici agli enti competenti. La Città Metropolitana procederà alla revoca dell’ordinanza di chiusura una volta ricevuta la comunicazione ufficiale sul completamento delle operazioni di messa in sicurezza, alla luce delle valutazioni favorevoli espresse durante il sopralluogo, compresa quella dell’Azienda sociosanitaria locale 4, che all’epoca aveva chiesto la chiusura della strada.