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Giovedì 18 giugno 2026 - Numero 431

La Sagra del Pesce di Camogli compie settantaquattro anni: preparativi in corso per l’evento di domenica 10 maggio

L’iniziativa nacque nel 1952 per celebrare San Fortunato, patrono dei pescatori. È stata ideata da Lorenzo Viacava detto ‘o Napoli’ e Lorenzo Gelosi detto ‘Cen’, insieme all’avvocato Filippo Degregori, detto ‘Filippin’
Una foto storica della Sagra del Pesce di Camogli. Siamo giunti all'edizione numero 74
Una foto storica della Sagra del Pesce di Camogli. Siamo giunti all'edizione numero 74
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di ROSA CAPPATO

Storia di mare, genio e tradizione a Camogli. Va in scena domenica 10 maggio la settantaquattresima edizione della Sagra del Pesce. Rappresenta una delle manifestazioni più iconiche del borgo marinaro. Si svolge dalle origini al porticciolo, ai piedi della basilica di Nostra Signora dell’Assunta e vede protagonista il pesce azzurro, rigorosamente fritto e distribuito in piccole vaschette a tutti i presenti che da anni affollano la piazza nel giorno dell’evento. 

La Sagra del Pesce, tuttavia, è anche un appuntamento significativo nei giorni precedenti, come quello della sera della vigilia, quando sacro e profano si fondono, i fuochi d’artificio illuminano il cielo e i falò sulla spiaggia raccontano di legami e di generazioni. 

La Sagra del Pesce di Camogli nasce nel 1952 per celebrare San Fortunato, patrono dei pescatori. È stata ideata da Lorenzo Viacava detto ‘o Napoli’ e Lorenzo Gelosi detto ‘Cen’, insieme all’avvocato Filippo Degregori, detto ‘Filippin’. Inizialmente, i pescatori distribuivano il pesce fritto in diverse piccole padelle in piazza, sino a crescere ed evolversi, nel 1954, con l’utilizzo della celebre maxi padella. 

All’inizio l’obiettivo era proprio quello di friggere del pesce fresco sulla piazza, per accogliere i turisti che sbarcavano dai piroscafi. Quello che era nato come un omaggio spontaneo si trasformò, dunque, in un successo travolgente. “All’inizio la festa era diversa. – racconta Isaura Brichetto, nipote di Lorenzo Viacava – Era proprio la sua festa, quella del nonno, un grande giorno in famiglia e amici, assaporata là, su quel terrazzino affacciato sull’edicola del porticciolo. In quella casa sono stata 26 anni. Era davvero una festa ‘di casa’ più che una festa di paese. Poi le cose negli anni sono cambiate, ma all’inizio era nata così. Fu di mio nonno l’idea del padellone e poi, insieme all’avvocato Filippin, ha preso forma”. 

La nipote di ‘o Napoli’ ricorda che i primi tempi c’erano quattro padelle che venivano portate in giro per il paese e poi divennero addirittura 12, “ma presto si resero conto che erano troppe e molto dispersive, così con Filippin si decise di far realizzare un unico padellone di 4 metri di diametro. Ricordo bene questi passaggi, perché per noi era l’argomento di famiglia, un momento assai sentito e ne ho un bellissimo ricordo, oltre che moltissime fotografie di quei bei tempi”. 

Del pesce da friggere se ne occupava la Cooperativa Pescatori di Camogli ed era esclusivamente pesce azzurro, il pesce ‘povero’ che veniva distribuito gratis: “Ho conservato un articolo di giornale – aggiunge Isaura – dove mio nonno si indigna, venuto a conoscenza dell’ipotesi di distribuirlo a pagamento. Lui ci teneva che fosse gratis, perché la tradizione era quella: pesce povero distribuito a tutti in regalo. Naturalmente poi i tempi sono cambiati, ma custodisco quei bei ricordi, di tutti noi all’opera: c’era anche mio fratello Lorenzo Brichetto e l’altro nonno Eugenio Brichetto, nonno ‘Bona’, perché i due consuoceri lavoravano insieme, come noi tutti. Lui vendeva le conchiglie dove si sentiva il mare, erano veramente altri tempi e si viveva il porto e la sagra in maniera diversa. Ricordo ad esempio, che ci fu uno scambio con il Belgio e loro vennero a Camogli con un grosso gatto posizionato sulla piazza e noi andammo a trovarli, successivamente, col nostro padellone”. 

Oggi è la Pro Loco di Camogli ad occuparsi della Sagra del Pesce. Dal 2001 c’è una padella in acciaio inossidabile da primato mondiale, la quinta nel corso di queste numerose edizioni. Realizzata dalla Ditta parmense Botti, è custodita a Sala Baganza (Parma), giunta a Camogli su un mezzo speciale il 15 aprile scorso. Pesa 26 quintali, con diametro di 3,85 metri e un manico che funge da camino, di 5,5 metri (peso 3 quintali). Contiene quasi 30 quintali di pesce, fritto in 3000 litri di olio. Lo sponsor della sagra è l’oleificio storico Zucchi, mentre realtà cittadine quali Martini, l’Associazione San Fortunato, Ascot e l’amministrazione comunale, supportano la festa. Per l’occasione è indetto anche un concorso per il manifesto ufficiale e i pieghevoli, quest’anno firmato da Denise Bozzo, di San Rocco di Camogli, 26 anni. 

Ecco il programma per l’edizione 2026 della Sagra del Pesce: venerdì 8 maggio al via ‘La sagra in tavola’ nello stand gastronomico della Pro Loco in Largo Ido Battistone alle 19,30. Alle 21: ‘Camogli in musica’ in piazza Colombo con i canti degli alpini di Udine; alle 22 alzabandiera nella zona della passeggiata a mare, a cura dei quartieri Porto, Pinetto e Rissêu. 

Sabato 9 maggio, alle 12,30 ecco nuovamente la Sagra in Tavola, mentre alle 14 va in scena in Via della Repubblica e Via XX Settembre, fino a mezzanotte, il Mercatino di San Fortunato. Alle 19,30 torna la Sagra in Tavola mentre alle 20,30 parte la processione religiosa in onore di San Fortunato con la sua arca e i cristi lignei delle confraternite genovesi. Alle 23,15 inizia lo spettacolo pirotecnico a cura della ditta Iannotta Fireworks; a seguire: l’accensione dei falò nella zona del rivo Giorgio e del Miramare. ‘La storia dei falò di San Fortunato’ è in mostra, a cura dell’omonima associazione e patrocinata dal Comune, a Castel Dragone. È aperta sabato, domenica e nei festivi sino al 10 maggio, con orario: dalle 10 alle 12,30 e dalle 15 alle 18. Racconta la storia dei falò dalla nascita della tradizione, sino ai giorni nostri. 

Domenica 10 dalle 8 alle 20 torna il Mercatino di San Fortunato e poi al via la manifestazione. Alle 9,45: benedizione della padella e del pesce in piazza Colombo; alle 10 frittura e distribuzione del pesce contestualmente con quella in piazza Gaggini a Ruta, per i celiaci. Alle 12 si chiude con la Sagra in Tavola. Come da prassi saranno in vigore alcune ordinanze sindacali, a tutela dei turisti e dei residenti e di tutti i visitatori per questo grande evento. Sarà vietata la vendita e l’asporto di bevande in contenitori di vetro dalle 18 di sabato 9 alle 8 di domenica 10 maggio. Vietato abbandonare bicchieri e bottiglie di vetro e simili in luogo pubblico. Inoltre le attività di somministrazione-vendita di alimenti e bevande situate nel centro storico dovranno chiudere entro le 2 di domenica 10 maggio. Per la Sagra del Pesce di Camogli soste e viabilità d’accesso alla città saranno modificate (la circolazione sarà a senso unico da ponente a levante). Trenitalia e Regione Liguria attivano solitamente treni straordinari e fermate aggiuntive per gestire l’alto afflusso di visitatori e pullman. Il programma completo e altre informazioni sul sito comunale di Camogli e della Pro Loco (tel. 0185 771066; info@prolococamogli.it).

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