di DANILO SANGUINETI
Di questi tempi il culto per i “rough data”, quantificare per comprendere, prevale su ogni altro ragionamento. Perciò non è affatto peregrino che anche le società sportive li tengano sotto controllo. Si prenda ad esempio una associazione seria e moderna come la Atletica Due Perle di Nicola Fenelli che organizza la Portofino Marathon, che ha commissionato uno studio accurato sull’indotto che una manifestazione di questo genere può portare al territorio dove si svolge. Dal report stilato da ricercatori della Università di Córdoba risultano conclusioni sorprendenti. Sorprendenti soprattutto per coloro che pensano che dedicare tempo e soprattutto risorse allo sport non sia una priorità. I nudi dati dicono che sostenere simili tesi è una grossa sciocchezza.
Il presidente Fenelli parte da un dato stupefacente: “La Portofino Marathon genera un impatto economico per la Liguria di oltre 1 milione di euro”.
Lo dice uno studio dell’Università di Córdoba (Spagna) che ha rilevato come la Portofino Marathon e la International Half Marathon delle Due Perle 2026 abbiano generato un impatto economico diretto per il territorio pari a 1,07 milioni di euro”.
“Lo studio è stato elaborato dal professore di Economia Applicata José Enrique Ramos Ruiz e dai ricercatori Paula Ferreira Gomes e David Algaba Navarro, basato su 569 questionari raccolti tra i 2197 partecipanti alla seconda edizione della kermesse podistica tenutasi poche settimane fa. L’impatto economico si è concentrato principalmente su Santa Margherita Ligure (oltre 700 mila euro) e Rapallo (oltre 250 mila euro). Altri 106 mila euro hanno interessato i comuni limitrofi coinvolti nell’evento”.
Scendendo nel dettaglio: “Per settori di attività, bar e ristoranti hanno beneficiato del 35,29% dell’impatto totale, il 23,33% ha riguardato le strutture ricettive, il 19,42% i negozi, esercizi commerciali e supermercati, il 14,95% attività ricreative e il 7,01% altre spese”.
Lo studio ha considerato la spesa effettuata dai partecipanti insieme ai loro accompagnatori. A tal fine, in base alla provenienza e al comportamento turistico, sono stati individuati diversi profili: residenti, escursionisti sportivi (partecipanti provenienti da altre regioni che non pernottano) e turisti sportivi che pernottano in appartamenti, hotel oppure presso amici o familiari. In questo senso, si osserva che i partecipanti che pernottano in hotel tendono a registrare una spesa più elevata in tutte le voci analizzate rispetto a coloro che alloggiano presso amici o familiari. Tuttavia, questi ultimi si spostano generalmente con un numero maggiore di accompagnatori e soggiornano per un periodo più lungo nel territorio.
Lo studio determina l’impatto diretto imputabile a ciascun partecipante non residente, considerando la media degli accompagnatori, la durata media del soggiorno e la spesa dichiarata per ciascuna voce. Ne escono cifre che fanno meditare, soprattutto perché arrivano in un periodo dell’anno di vacche magre: “Ogni escursionista genera un impatto pari a 93,13 €, mentre la spesa complessiva dei turisti varia tra 787,37 € e 913,54 € per soggiorno”.
Il professore Ramos sottolinea: “È importante, per lo sviluppo turistico delle destinazioni, che la gestione di questo tipo di eventi sia orientata a trasformare l’escursionista in turista sportivo. Per quanto riguarda le attività svolte durante il soggiorno, le più frequenti sono state la degustazione della gastronomia tradizionale (53%), il contatto con la natura (49%) e l’acquisto di prodotti tipici regionali (26%)”.
La ricercatrice Ferreira evidenzia “L’importanza della comunicazione degli attrattori e delle risorse turistiche delle destinazioni, quali elementi che arricchiscono l’esperienza dei visitatori oltre l’aspetto strettamente sportivo”.
In termini di fidelizzazione, 8 partecipanti su 10 dichiarano di voler ripetere l’esperienza, mentre 9 su 10 raccomandano l’evento e la Liguria come destinazione turistica. Questo elevato grado di lealtà è coerente con gli alti livelli di soddisfazione registrati: i partecipanti hanno espresso particolare apprezzamento per il trattamento ricevuto dai volontari (91,4%), per il percorso di gara (89,5%) e, soprattutto, per la scelta di partecipare (96,3%).
Lo studio analizza inoltre le principali motivazioni che spingono alla partecipazione: l’interesse e il piacere sportivo, il carattere inclusivo dell’evento, l’opportunità di socializzazione e l’attrattività della destinazione.
Secondo il ricercatore Algaba: “È fondamentale che gli attributi dell’evento rispondano a tali motivazioni, poiché ciò rafforza la soddisfazione complessiva e consolida la propensione a tornare e a raccomandare l’esperienza”.
Nel complesso, lo studio conclude che la Portofino Marathon e la International Half Marathon delle Due Perle 2026 rappresentano un appuntamento sportivo di riferimento per il territorio, capace non solo di contribuire in modo significativo all’economia locale, ma anche di favorire la diversificazione e la destagionalizzazione dei flussi turistici in Liguria.
Il borsellino del podista è molto meno “leggero” di quanto si pensi.