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Giovedì 3 settembre 2026 - Numero 442

La novità della politica americana è il figlio di Joe Biden

In uno scenario desolante le idee del dissoluto figlio dell’ex presidente su un “nuovo New Deal” appaiono come una ventata d’aria fresca
Hunter Biden, figlio dell'ex presidente degli Stati Uniti, Joe Biden
Hunter Biden, figlio dell'ex presidente degli Stati Uniti, Joe Biden
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Prosegue il nostro rapporto di collaborazione con la piattaforma ‘Jefferson – Lettere sull’America’, fondata e guidata dal giornalista Matteo Muzio. Il portale di ‘Jefferson’, con tutti i suoi articoli e le varie sezioni, è visitabile all’indirizzo https://www.letteretj.it, da dove ci si può anche iscrivere alla newsletter.

di MATTEO MUZIO *

La politica americana, al di là di Donald Trump, offre ben pochi barlumi di speranza per il futuro. A cominciare da un partito repubblicano che si è spesso mostrato complice o eccessivamente accondiscendente nei confronti del presidente. I suoi isolati critici a destra, come il mai abbastanza rivalutato Mitt Romney, ex senatore dello Utah ed ex candidato del Gop alle presidenziali nel 2012, appaiono troppo isolati sia dal favore dell’elettorato di area sia dai bisogni dell’Americano medio. 

Volgiamo dunque lo sguardo ai democratici: nonostante l’impopolarità di Trump sfiori ormai quasi il 70% (e nemmeno i sondaggisti della rete conservatrice Fox News vanno in controtendenza) l’elettorato non mostra di favorire né il partito né i suoi candidati in modo netto. E nessuna delle due principali tendenze sembra avere le ricette giuste: né i socialisti che al di là della fattibilità delle loro idee collettiviste (il post-trumpismo sembra aver sradicato i principi di realtà anche dall’opposizione) sembrano poco graditi al di fuori dei centri urbani, né gli esponenti centristi, che appaiono troppo fiacchi ed esponenti di una élite economica poco capace di risolvere i problemi dell’economia statunitense. 

Non è quindi questione di rivolgersi al moderato Gavin Newsom della California né alla progressista deputata newyorchese Alexandria Ocasio Cortez, è una questione di visione per il futuro. Sorprendentemente, una delle voci più lucide appare Hunter Biden, figlio dell’ex presidente Joe. Non parliamo di un politico di professione, anzi. Da questo punto di vista è sempre stato un grosso grattacapo per il padre. Vita dissoluta con problemi di alcool e dipendenze (con annessa condanna definitiva per possesso illegale di arma da fuoco), un torbido passato come lobbista per conto di una multiutility ucraina dell’energia e infine un’amnistia preventiva conferitagli dal padre durante gli ultimi giorni di presidenza per salvarlo da eventuali nuovi processi. 

Una palla al piede dunque, una pecora nera. Senz’altro è così. Ma da qualche mese sui social il figlio problematico dell’ex presidente sta esponendo una visione interessante sul futuro dell’America. E lo fa smontando un dibattuto punto del senso comune: il Paese non è diviso in modo irrimediabile, ma è polarizzato grazie all’opera implacabile di un’oligarchia del tech che si sta approfittando di un’amministrazione piuttosto sensibile al fascino del denaro (meglio non puntare il dito in assenza di procedimenti legali) per potere spremere di più il lavoratore americano. 

Secondo punto: bisogna ricucire le ferite politiche non attraverso un colpo di spugna sul passato come fatto da Barack Obama e dallo stesso Biden senior, ma attraverso un faticoso processo di verità con cui ottenere la riconciliazione nazionale. Terzo, chi si è arricchito sotto l’amministrazione Trump dev’essere processato. Una sorta di “nuovo New Deal” che superi il momento presente e salvi la democrazia americana. Hunter non si candiderà, è praticamente certo: troppi precedenti pesanti nel suo curriculum.

Però di certo si possono prendere utili spunti da parte democratica. E del resto, cosa c’è di più americano del dare una seconda possibilità a chi è caduto in basso? Le idee del “depravato” Hunter possono archiviare una volta per tutte la stagione del populismo trumpiano, se verranno sostenute di fronte a un elettorato che vuole superare le attuali divisioni politiche della sinistra con una sintesi efficace. Proveniente da una fonte molto improbabile.

(* fondatore e direttore della piattaforma ‘Jefferson – Lettere sull’America’)

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