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Giovedì 15 ottobre 2026 - Numero 448

La Fi.Ma Chiavari avvia il nuovo corso di pesca a mosca: “La tecnica si addice perfettamente alle nostre acque”

L’istruttore Francesco Palomba ha svolto una lezione anche direttamente sul posto, presso le sponde del torrente Lavagna nella zona di Carasco
La Fi.Ma Chiavari ha avviato il nuovo percorso di pesca a mosca
La Fi.Ma Chiavari ha avviato il nuovo percorso di pesca a mosca
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di DANILO SANGUINETI

La pratica del mondo della pesca sportiva vale tantissimo, però occorre anche la… grammatica, perché soprattutto con i nuovi attrezzi non basta solo l’esempio ma occorre anche un po’ di teoria. Ecco perché il quarantacinquesimo Corso Mosca, che è iniziato giovedì 19 Marzo, e organizzato come sempre dalla Fi.Ma Chiavari, ha ricevuto così tante adesioni ed è così importante per far crescere nuovi agonisti della lenza e del mulinello.

“Vivere il fiume nel rispetto dell’ambiente e della fauna ittica, applicando la tecnica della pesca a mosca che si completa con la conoscenza degli ecosistemi e la vita degli insetti che essa comprende”. In questa frase ci sono tutti i concetti della pesca a mosca, che oltre a possedere l’abilità e la tecnica, le attrezzature per il lancio e i materiali per la costruzione, occorre conoscere la vita del fiume e gli insetti per poterli imitare e utilizzare nel momento appropriato.

La sede Fi.Ma Chiavari anche in questa edizione 2026, così come succede da anni, era gremita dei nuovi allievi curiosi di conoscere la più bella tecnica di pesca del mondo. La tecnica di pesca si addice perfettamente alle nostre piccole acque, per trote o ciprinidi, nei fondovalle e risalendo vari affluenti sino a microscopici ruscelli di alta montagna. La pesca con la mosca si adatta anche ad ogni stagione, potendo essere praticata non solo in estate ma anche in inverno, autunno e primavera.

La serata inaugurale ha visto Francesco Palomba, nella doppia veste consigliere Fi.Ma e istruttore del 45°corso, spiegare i concetti della pesca a mosca e gli attrezzi, canna, mulinello, coda, accompagnati da disegni e schemi didattici. Una breve carrellata sugli artificiali, mostrando scatole di centinaia di esempi nei vari stadi di crescita dalla ninfa sino all’insetto adulto alato.

Il “prof.” Palomba, ha chiarito i suoi metodi educativi: “È un corso dinamico, per far conoscere il fiume, rispettare la vita, imparando la tecnica, il lancio e la costruzione degli artificiali”.

Infatti la seconda lezione si è tenuta “on air”, domenica mattina 22 marzo a Carasco sul Torrente Lavagna. Un paio di ore insieme a qualche atleta del Gruppo Mosca Fi.Ma (Palomba, Govi, Marino e Bianchi), che hanno seguito ciascun allievo dando consigli sull’impostazione del corpo e il movimento per imparare nel modo corretto il lancio con la coda di topo, posando la coda sull’acqua, e comprendere subito le dinamiche con la corrente e le distanze.

Infine venerdì 27 marzo alle 21 di nuovo in sede Fi.Ma per parlare di impostazione pesca e varie tipologie affogata con le ninfe, sommersa, emergente e secca. Poi entomologia e sensi del pesce con il dott. Ciuffardi come conferenziere. A questo punto non resta che programmare un’uscita vera in fiume per vedere cosa saranno capaci di fare gli allievi con un…pugno di mosche!

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