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Giovedì 17 settembre 2026 - Numero 444

La brillante educazione civica dei ragazzi di Sestri Levante: crescita formativa e aiuto concreto alla Croce Verde della città

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di ALBERTO BRUZZONE

C’è una canzone americana che dice “build more bridges and tear down walls”, costruisci più ponti e butta giù i muri. Ed è esattamente questa la filosofia con cui si lavora nel mondo della scuola, in particolare all’Istituto Comprensivo di Sestri Levante che, nelle scorse settimane, è stato al centro di una bellissima iniziativa capace di coinvolgere i cinquecento studenti della scuola secondaria di primo grado.

Guidati dai docenti Stefania Verduci, Chiara Costa e Salvo Agosta, gli alunni di tutte e diciannove le classi sono stati impegnati nel percorso inaugurale del nuovo progetto di insegnamento dell’educazione civica nelle scuole, secondo le linee guida che sono state varate dal Ministero dell’Istruzione e che prevedono, per la materia, tutta una serie di segmenti trasversali.

Alle medie di Sestri Levante, che non sono nuove a iniziative singolari e particolarmente gradite, come tutta l’attività extrascolastica che è stata organizzata nel periodo del lockdown di marzo e aprile e che si è rivelata utilissima per la didattica, è andato in scena il ‘Pro-Getto Giù il Muro’, che oltre allo scopo formativo e ad adempiere alle indicazioni da parte del Ministero, ha avuto anche un importante sbocco dal punto di vista della solidarietà, visto che il ricavato è andato alla Croce Verde di Sestri Levante.

La professoressa Stefania Verduci, che nell’istituto di viale Dante insegna Lettere, racconta quel che è stato realizzato: “Gli studenti del nostro istituto – spiega – hanno partecipato a un’attività prenatalizia che li ha coinvolti nel sostenere una realtà presente e fondamentale sul nostro territorio: la Croce Verde di Sestri Levante e i loro militi volontari. I ragazzi hanno realizzato personalmente un oggetto ‘ecologicamente sostenibile’, fatto con materiale di riciclo o di scarto, ma preventivamente pulito e igienizzato, in osservanza di tutti i protocolli anti Covid-19. L’oggetto è stato prodotto dai ragazzi a costo zero: essi si sono documentati attraverso tutorials proposti sul registro eettronico o da loro cercati sul web. Si sono procurati una scatola di cartone, pulita e rifasciata fantasiosamente, per ospitare il loro ‘dono’. E poi ognuno di loro ha portato la scatola a scuola. Le abbiamo lasciate qualche giorno in una stanza, sempre per osservare tutti i protocolli previsti dalle normative di sicurezza anti contagio”.

Le indicazioni fornite sono state: costruire un oggetto (pupazzo di neve o gnomo con calzini, palline natalizie, eccetera); scrivere un biglietto realizzato ‘fai da te’, con un messaggio/pensiero elaborato dai ragazzi, riflettendo sul quinto principio del Manifesto della Comunicazione Non Ostile: ‘Le parole sono un ponte’.

“Quindi – prosegue Stefania Verduci – le scatole che i ragazzi hanno portato a scuola prima di Natale sono state disposte come a formare un ‘muro’ nell’ingresso principale. E poi, quello stesso ‘muro’ è stato ‘demolito’ quando, con il versamento simbolico di un euro per ciascuno, il giorno dell’evento, il 23 dicembre, ciascuna classe, a turno, è scesa nell’atrio e ai ragazzi è stata consegnata una scatola, tra le tante realizzate da portare a casa, in un sacchetto fornito dalla scuola. Ognuno ha scelto una scatola a caso. Il progetto è nato da un confronto tra i vari insegnanti e ci è parso un ottimo avvio per il percorso interdisciplinare di educazione civica che porteremo ulteriormente avanti nel corso dell’anno scolastico, appena riprenderemo le attività a gennaio”.

Secondo l’insegnante di Sestri Levante, “l’obiettivo è stato quello di aver provato ad entusiasmare gli studenti, attraverso la condivisione di un dono scaturito dall’aver dedicato un po’ del proprio tempo all’elaborazione di un oggetto fatto con le loro mani. Una piccola azione di ‘volontariato’ che è un passo fondamentale in direzione di un impegno maggiore nel futuro della vita”.

Per ogni scatola ritirata, è stato effettuato il versamento simbolico di un euro: alla fine, i ragazzi hanno realizzato un assegno simbolico, corrispondente alla cifra (questa vera) di 475 euro, che sono stati versati alla Pubblica Assistenza cittadina per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale, idonei per lo svolgimento dei servizi quotidiani, in questa fase di emergenza sanitaria.

La consegna si è tenuta il penultimo giorno prima delle vacanze natalizie, presso il cortile della scuola: “Qui gli studenti hanno incontrato alcuni ragazzi che operano presso la Croce Verde, hanno posto diverse domande preparate in classe, e i giovani volontari hanno trasmesso, con le loro parole, lo spirito che anima la loro scelta. In questo modo, è stato compiuto un altro passo importante: ovvero fare un’esperienza di condivisione di valori, di senso civico e di coraggio. Un bel modo per intraprendere davvero un percorso educativo-formativo di spessore. Il mondo della scuola si è dimostrato compatto e stabile nell’affrontare la complessità organizzativa che la quotidianità di questi tempi richiede. La scuola non si è mai fermata: è una grande fortuna, di questi tempi, poterla vivere in presenza, per permetterle di compiere quella grande parte che la società le assegna. Certo, rimane una piccola ferita che è il vedere ancora a casa gli studenti più grandi, seppure seguitissimi e sorretti dai propri insegnanti. L’augurio è quello che anch’essi possano riprendere in mano al più presto la loro vita, con la socialità di cui hanno tanto bisogno”.

Sarà anche questo, il ritorno della didattica in presenza per tutti, un modo per ricostruire simbolicamente un ponte, abbattendo, si spera una volta per tutte, il muro imposto dal distanziamento e dalla didattica online. Perché la scuola, come dicono da sempre tutti gli insegnanti, è viva e vitale solo se fatta in presenza.

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