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Giovedì 4 giugno 2026 - Numero 429

Investire nell’entroterra, arrivano nuovi contributi da parte della Regione Liguria

Le misure prevedono la concessione di contributi a fondo perduto per spese di locazione, utenze e tributi locali
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di ALESSANDRA FONTANA

Decidere di investire nell’entroterra è una scelta decisamente coraggiosa. Lo sanno molto bene gli abitanti che lo vivono e gli imprenditori che hanno scelto di scommettere in luoghi lontano dalla costa.
Arriva però una buonissima notizia proprio da Regione Liguria che ha deciso di aprire i bandi per l’entroterra a partire dal 15 settembre: “Abbiamo ritenuto necessario, approfittando della coda estiva che garantisce a questi territori un maggior numero di presenze, anticipare l’avvio di queste due misure sperimentali – spiegano dalla Regione -. Favorire nuove aperture significa contrastare il fenomeno dei locali sfitti e restituire vitalità ai piccoli comuni. Parallelamente, il contributo destinato alle imprese già attive offre un sostegno immediato di liquidità, utile a coprire spese essenziali di gestione”.

Le misure prevedono la concessione di contributi a fondo perduto per spese di locazione, utenze e tributi locali. In particolare, nel caso di imprese che aprono in Comuni con popolazione fino a 2.500 abitanti è previsto un importo massimo di 300 euro al mese per cinque anni. Contributo una tantum fino a 3.600 euro, invece, per le attività che si trovano in comuni di massimo 5mila abitanti. Gli strumenti, previsti dalla legge regionale 6 del 2025, dispongono complessivamente di 9 milioni e 450 mila euro: 4,85 milioni destinati alle nuove aperture e 4,6 milioni a sostegno delle attività esistenti.

Nel primo caso le domande saranno presentabili alla Camera di Commercio di Genova fino al 31 dicembre, mentre nel secondo il bando sarà attivo sul sistema ‘Bandi On Line’ di Filse fino al 31 ottobre. Incentivare e aiutare chi vive e investe nell’entroterra, è questo l’obiettivo dei bandi. “Entrambi i percorsi sono stati progettati con procedure semplificate e digitalizzate, in modo da ridurre al minimo gli adempimenti burocratici e garantire tempi rapidi di istruttoria e di erogazione. La domanda potrà essere presentata tramite autocertificazione, così da rendere il processo ancora più snello e facilmente accessibile per tutti i beneficiari”.  

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