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Giovedì 23 luglio 2026 - Numero 436

Intervento conservativo al Cristo degli Abissi di Camogli: così la statua ritorna regolarmente al suo splendore

A coordinare le operazioni è Alessandra Cabella, funzionaria della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Liguria. Utilizzata una idropulitrice dei Vigili del Fuoco di Genova
Le operazioni di pulizia al Cristo degli Abissi si sono svolte nei giorni scorsi
Le operazioni di pulizia al Cristo degli Abissi si sono svolte nei giorni scorsi
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di ROSA CAPPATO

Un atto di altissimo valore culturale e un plusvalore simbolico di devozione e di amore che accomuna ogni uomo di mare. Questo rappresenta la ‘pulizia’ della statua sommersa di San Fruttuoso. Martedì scorso, 21 luglio, con l’organizzazione e il coordinamento del Servizio Tecnico di Archeologia Subacquea della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Liguria, hanno avuto luogo le operazioni subacquee di manutenzione della statua bronzea sommersa a San Fruttuoso di Camogli. 

Di questo intervento in immersione interforze parla Alessandra Cabella, funzionaria della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Liguria, Storico dell’Arte, Sommozzatore Operatore subacqueo scientifico professionale (brevetto OSS) con abilitazioni a -62 m in aria e -68 m in trimix normossico, incaricata della sua conservazione. “Prima e più famosa statua sottomarina al mondo, simbolo mondiale della subacquea, il Cristo degli Abissi è tutelato dalla Soprintendenza che ne organizza la conservazione con la collaborazione dei nuclei di sommozzatori dello Stato. Archetipo e icona, è stato segnalato dal quotidiano britannico ‘Daily Mail’ come la bellezza sottomarina più mozzafiato al mondo (“the world’s most breathtaking underwater attraction”)”. 

Grazie all’efficace idropulitrice resa disponibile dai Vigili del Fuoco di Genova è possibile lavorare senza alcun contatto diretto con la statua, nel rispetto dell’ambiente: dalla superficie si aziona una pompa idonea a generare un flusso d’acqua, prelevata dal mare, ad elevata pressione con effetto cavitazionale generato dalla peculiare lancia in dotazione. 

Sott’acqua si sono alternati i Sommozzatori dei Vigili del Fuoco, dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, della Polizia di Stato (CNeS), della Guardia Costiera e della Marina Militare (Comsubin). Le operazioni di manutenzione sono partite dal ritrovo di tutti i nuclei di sommozzatori sullo zenit della statua: nel briefing prima dell’intervento Cabella ha dettagliato le modalità e la distanza da tenere a seconda delle varie parti della scultura. 

“L’uso dell’idro-pulitrice è vincente – spiega – La pressione dell’acqua provoca il distacco delle incrostazioni biologiche marine (anche le più corrosive) senza più toccare direttamente il bronzo”. Concepita da Duilio Marcante e dai grandi pionieri della subacquea ligure nel secondo dopoguerra in memoria delle vite perse in mare a partire da quella di Dario Gonzatti, pioniere subacqueo e amico dello stesso Marcante, la sua fama oscura persino il nome del suo scultore Guido Galletti (1893-1977). 

Alta due metri e mezzo e dal peso di 260 chili, per la sua realizzazione furono raccolte e fuse medaglie di Caduti donate dalle mamme e dalle vedove, medaglie di atleti, parti di navi, eliche, campane e cannoni. Calata nel 1954 su un fondale di 18 m. nella baia antistante San Fruttuoso di Camogli, è il punto che registra il maggior numero di immersioni nel Mediterraneo. 

“La manutenzione del Cristo degli Abissi non è una semplice questione estetica: gli organismi incrostanti di ‘biofouling’ danno origine a un biofilm batterico (che colonizza e prolifera su qualsiasi superficie in mare), causando seri problemi di biodeterioramento. Per rendere all’epoca stabile sul fondale la statua, nata cava, fu inserito al suo interno del calcestruzzo con tondini di ferro: coi due diversi metalli a contatto nel mare si creano correnti galvaniche a detrimento del bronzo, gravemente rovinato nei suoi primi cinquant’anni da continue, aggressive e incontrollate ripassature coi denti delle spazzole di ferro da parte dei subacquei. È un bronzo sofferente perché aggredito e assottigliato per decenni da infiniti e indiscriminati colpi di spazzola metallica e, come se non bastasse, indebolito delle correnti galvaniche”. 

Oltre alla peculiarità degli aspetti tecnici e all’unicità di un simile intervento conservativo, questa operazione interforze sul Cristo degli Abissi racchiude in sé un altissimo valore culturale e un plusvalore simbolico, un atto di devozione e di amore che accomuna ogni uomo di mare. Per questo la Soprintendenza si avvale della partecipazione dei diversi nuclei specializzati di sommozzatori dei vari Corpi e Forze dello Stato, che sott’acqua si alternano con spirito collaborativo e che per una volta si trovano così a cooperare non in situazione drammatica di emergenza, ma in un intervento di grande valore culturale e sociale per la collettività. 

Le operazioni si inseriscono nelle previste esercitazioni di tutti i nuclei coinvolti, che sono tenuti a mantenere costante il livello di efficienza in vista di possibili emergenze. “Attraverso le competenze dello S.T.A.S., Servizio Tecnico di Archeologia Subacquea, – dichiara Vincenzo Tiné, Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Liguria – la Soprintendenza ha la responsabilità di tutelare il Cristo degli Abissi, coordinando il prezioso gioco di squadra dei sommozzatori di tutti i corpi e nuclei dello Stato, che collaborano alla sua conservazione direttamente sott’acqua: Vigili del Fuoco, Carabinieri, Guardia di Finanza, Guardia Costiera, Polizia di Stato, Marina Militare. La compartecipazione attiva e serena dei diversi corpi di sommozzatori dello stato nella tutela di questo archetipo sommerso racchiude in sé un altissimo valore culturale e simbolico”.

Il sindaco di Camogli Giovanni Anelli, ha espresso gratitudine dopo le operazioni: “Con lo stesso entusiasmo e la profonda competenza del team di esperti si è ripetuto il complesso rituale della pulizia della Statua del Cristo degli Abissi. È mio dovere e mio piacere esprimere piena gratitudine, certo di rappresentare il sentimento dei miei concittadini e dei tanti turisti e subacquei che dell’importanza di questo Sito hanno contezza, alla dottoressa Alessandra Cabella, alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Liguria e, congiuntamente, a tutti gli attori e ai reparti militari che garantiscono, ogni anno, la loro presenza a questo appuntamento irrinunciabile”. 

Paolo Terrile, Consigliere Comunale di Camogli, delegato alla Cultura, presente alle attività, si dice riconoscente: “Per l’opportunità ogni anno di assistere alle operazioni. Mi stanno insegnando che, così, per alimentare i rapporti umani occorre prendersi cura delle persone a cui si vuole bene: con la stessa costanza bisogna occuparsi delle opere d’arte che portiamo nel cuore e che sentiamo vicine. Proteggere questi Beni rappresenta la loro sopravvivenza e, conseguentemente, la possibilità di godere della loro bellezza e del loro significato negli anni, anche per le nuove generazioni”. 

Il suggestivo tributo di fede al Cristo degli Abissi, organizzato dal Centro Subacqueo Mediterraneo Duilio Marcante avrà luogo, come da tradizione, sabato 29 agosto. Alle 21,30 al suono delle campane, si interrompe l’illuminazione elettrica del borgo, che rimane illuminato solo delle candele. Dal piazzale dell’Abbazia parte la processione che giunge fino alla spiaggia. Il sacerdote sale quindi su un’imbarcazione per dirigersi fino alla statua del Cristo, seguito da altre imbarcazioni e dalla fiaccolata dei subacquei. Segue la Santa Messa in spiaggia, in suffragio dei caduti in mare.

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