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Giovedì 22 gennaio 2026 - Numero 410

Il week end del Bagnun: tutto pronto a Riva Trigoso per la sagra che esiste sin dagli anni Sessanta

Le acciughe fresche, unite a pomodori maturi, cipolla, aglio e prezzemolo, creano una zuppa ricca e saporita, servita con crostini di pane o le tradizionali gallette del marinaio
La sagra del bagnun si svolge il prossimo fine settimana a Riva Trigoso
La sagra del bagnun si svolge il prossimo fine settimana a Riva Trigoso
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(r.p.l.) Tutto pronto a Riva Trigoso per l’edizione numero 64 della Sagra del Bagnun, la celebre zuppa di pesce, a base principalmente di acciughe, nata proprio in questa zona. Un appuntamento ormai imperdibile che accompagna i liguri fin dagli anni Sessanta. Si parte venerdì 19 luglio presso i Giardini di Borgo Ponente con il concerto della filarmonica ‘Città di Sestri Levante’.

Il clou sabato 20 luglio, con la distribuzione gratuita di bagnun dalle ore 19,30 alle ore 23,30. Alle ore 21,30 è in programma lo spettacolo musicale con l’Orchestra Primavera, mentre alle 23,30 scatterà l’attesissimo spettacolo pirotecnico.

Domenica si chiude con la musica dell’Orchestra Walter Giannarelli & Petrelli. Durante i tre giorni sarà visitabile l’esposizione ‘Opere del proprio ingegno’. Sabato e domenica fiera di merci varie.

Franco Po, uno degli animatori di questa storica iniziativa, racconta: “La festa è nata sessantaquattro anni fa come una dimostrazione della tradizione marinara e del primo turismo che toccava Riva. Il momento clou sarà la sera del 20 luglio, quando distribuiremo gratuitamente quasi cinquemila piatti di Bagnun”.

Il Bagnun di acciughe è un piatto semplice ma gustoso, che riflette i sapori autentici del territorio ligure. Le acciughe fresche, unite a pomodori maturi, cipolla, aglio e prezzemolo, creano una zuppa ricca e saporita, servita con crostini di pane o le tradizionali gallette del marinaio. Questo piatto, nato nel XIX secolo a bordo dei leudi, i tipici velieri liguri, rappresenta la semplicità e la bontà della dieta mediterranea.

Franco Po non manca di sottolineare le difficoltà organizzative e le critiche ricevute, ma ribadisce l’importanza di mantenere viva la tradizione. “Qualcuno suggerisce di far pagare i piatti: se un paese, che affitta le abitazione a due o tremila euro al mese nel periodo estivo, non è in grado di regalare un piatto di acciughe, significa che siamo un paese di ‘totani’ – dice – Noi crediamo invece che la tradizione debba andare avanti”. 

Purtroppo, la Sagra del Bagnun ha dovuto affrontare anche momenti difficili. Un anno e mezzo fa, la sede dell’associazione è stata distrutta in un incendio doloso provocato da tre minorenni. I danni sono stati ingenti, superando i duecentomila euro.

“Ci troviamo nel luogo dove un anno e mezzo fa tre delinquenti, che sono stati arrestati, hanno dato fuoco alla sede. Ora la sede del Bagnun non c’è più. Mi ricordo bene quella mattina: avevo le lacrime agli occhi e come me molti altri. Abbiamo ricevuto la garanzia che la sede sarebbe stata rifatta subito, anzi più bella di prima. Avevo dei dubbi già allora perché in queste cose c’è sempre chi nel paese è contrario all’aggregazione, contrario alla promozione turistica”.

Quanto ai soci, “siamo arrivati a centocinquanta, poi quelli che effettivamente lavoravano per la sagra sono circa quaranta. Ma per la sagra c’è sempre gente che viene a dare una mano. Il problema è che l’evento costa trentacinquemila euro e noi vogliamo che la consegna dei piatti resti gratuita. Nel momento in cui dovessimo far pagare anche solo un euro allora bisognerebbe pagare anche chi ci lavora. Facciamo gemellaggi: siamo stati in tutta Europa con il simbolo di Riva e di Sestri, siamo stati a Düsseldorf a inaugurare il salone nautico. Siamo andati in Corsica, in Svizzera, diverse volte in Germania portando sempre questo piatto. Serviranno quaranta o cinquanta casse di acciughe che saranno pescate a Sestri”.

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