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Giovedì 16 luglio 2026 - Numero 435

Il tema della Memoria al Festival della Comunicazione 2023: si parte il 7 settembre

Tra gli incontri più attesi c’è quello con Sahra Talamo, che ha lavorato dieci anni al Max Planck Institute con il premio Nobel Svante Pääbo
Umberto Eco fu l'ideatore del Festival della Comunicazione di Camogli
Umberto Eco fu l'ideatore del Festival della Comunicazione di Camogli
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(r.p.l.) L’integrazione crescente di sistemi di intelligenza artificiale nelle nostre vite solleva questioni etiche, sociali ed economiche. Le prossime evoluzioni dell’intelligenza artificiale potrebbero portare a sviluppi significativi nelle capacità delle macchine, come un miglioramento delle capacità di apprendimento, comprensione del linguaggio naturale, previsione e ragionamento. Questi avanzamenti potrebbero influenzare diversi settori, tra cui assistenza sanitaria, automazione industriale, veicoli a guida autonoma e molto altro. Ma non solo, queste nuove tecnologie influenzeranno anche la nostra capacità di conservare e condividere informazioni. Questa dinamica solleva domande sulla conservazione delle tradizioni culturali, sulla trasmissione del sapere e sulla formazione dell’identità.

Sempre attento a cogliere lo Zeitgeist, lo spirito del tempo, il Festival della Comunicazione di Camogli si occuperà quest’anno del tema della Memoria: un viaggio tra ricerca e tecnologia, votato alla scoperta del nuovo e, soprattutto, a capire come le innovazioni e le scoperte di cui tanto si parla conducano a interpretazioni e sfumature altrettanto nuove del concetto stesso di memoria, tra biologia e digitale, dalla dimensione dello spazio aperto a quella della nostra natura umana.

Da giovedì 7 a domenica 10 settembre, la quattro giorni ideata da Umberto Eco insieme agli attuali direttori Danco Singer e Rosangela Bonsignorio raccoglie l’eccellenza della ricerca scientifico-tecnologica italiana, con un folto programma dedicato all’innovazione messo a punto in collaborazione con Università di Genova (UniGe), Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) e Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) di Genova, partner del Festival che porteranno a Camogli grandi personalità del panorama italiano.

Tra gli incontri più attesi c’è quello con Sahra Talamo, che ha lavorato dieci anni al Max Planck Institute con il premio Nobel Svante Pääbo e ora dirige a Bologna un laboratorio specializzato in datazioni al carbonio-14, che porterà una lectio dedicata al “memorabile orologio della preistoria” e alle ultime ricerche scientifiche sull’interazione tra noi e i Neandertaliani.

Guido Barbujani, genetista dell’università di Ferrara, prosegue anche in questa edizione gli incontri del filone pluriennale Homo sapiens trattando di sostituzioni etniche e di che cosa significhi essere una specie migrante. E poi la lectio di Nello Cristianini, professore di intelligenza artificiale all’università britannica di Bath, incentrata sul “convivere con le macchine intelligenti” in un momento storico in cui è diventato possibile delegare a questi sistemi automatizzati anche i processi decisionali. Su un tema affine, il direttore scientifico dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova Giorgio Metta sarà in dialogo con il poeta Guido Catalano a proposito di “Umanesimo high tech”, per sottolineare come il campo umanistico e quello tecnico-scientifico stiano convergendo proprio attraverso le più recenti applicazioni dell’intelligenza artificiale. Ancora, Maurizio Ferraris discuterà su quanto la memoria sia naturale e quanto invece artificiale, con riflessioni che suonano ancora più fondamentali nell’epoca di ChatGPT.

Il geologo e divulgatore scientifico Mario Tozzi racconterà “storie sconosciute di un mare quasi scomparso”, e in dialogo con la professoressa di fisica e climatologia all’università di Torino Elisa Palazzi affronterà lo spinoso tema dei “falsari del clima”. Dario Bressanini racconterà il suo manuale di autodifesa alimentare, Silvia Ferrara e Giorgio Vallortigara dialogheranno sul tema dei simboli e il ruolo che hanno avuto nell’evoluzione umana, Alberto Diaspro si concentrerà sul microscopio artificiale, mentre “È tutto calcolato, a piccole dosi” farà da spunto al duo Lorenzo Baglioni – Piergiorgio Odifreddi, coppia ormai immancabile al Festival della Comunicazione. Licia Troisi e Luca Perri dialogheranno di “fantasie di scienza”, tra scienza e fantascienza, mentre l’eredità di Margherita Hack per la divulgazione scientifica (a dieci anni dalla scomparsa) sarà il cuore della discussione tra Caterina BoccatoFederico Taddia e Walter Riva.

L’Università di Genova e l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare declineranno e approfondiranno con una serie di incontri ad hoc il tema del Festival 2023 – “Memoria” – nelle diverse accezioni che possono fare riferimento alla tecnologia e all’intelligenza artificiale, alle scienze della Terra, alle arti e ai saperi, con particolare attenzione alle sperimentazioni legate all’Open Science e alla condivisione degli avanzamenti scientifici nei confronti del pubblico.

Innovazione, tecnologia e scienza diventano protagoniste anche delle attività intorno al festival, con escursioni e laboratori dedicati. Il programma dettagliato del Festival con i singoli eventi, le date, gli orari e le location è disponibile su festivalcomunicazione.it.

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