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Giovedì 30 luglio 2026 - Numero 437

“Il respiro della terra” a Sussisa di Sori: primo evento della stagione 2026 degli Agitatori Culturali Irrequieti Gian dei Brughi

L’appuntamento è fissato per martedì 23 giugno, dalle 21,30 in poi, a Sussisa, sul Prato Confauné, in occasione della festa patronale di San Giovanni
Gli Agitatori Culturali Irrequieti Gian dei Brughi partono con la loro stagione estiva
Gli Agitatori Culturali Irrequieti Gian dei Brughi partono con la loro stagione estiva
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di ROSA CAPPATO

Primo “Evento Siderale” della stagione 2026, per gli Agitatori Culturali Irrequieti Gian dei Brughi. Martedì 23 giugno, vigilia della festa patronale di San Giovanni, alle 21,30 a Sussisa, sul Prato Confauné (prato della strada nuova), mettono in scena “Il Respiro della Terra – Leggende, fiabe, tradizioni sulla simbologia del Drago”. 

“Il Drago è una presenza che ci ha accompagnato fin dalla tenera infanzia, – spiega l’evento in programma l’Agitatore culturale Patrizia Biaghetti – associato a cavalieri, principesse, tesori, montagne impervie da scalare. Ogni bambino ne è stato affascinato o ne ha avuto paura a seconda del racconto che ascoltava. Ma quale è la simbologia di questo animale fantastico, mai esistito eppure presente in tutte le culture, dall’oriente al Sud America, dalla Grecia al Nord Europa, con varianti sulle caratteristiche morfologiche, volanti, striscianti, abitanti delle profondità marine o delle grotte nelle montagne?”. 

In ogni cultura il Drago ha un’accezione differente: “In oriente è un simbolo positivo, in occidente la rappresentazione del demonio. I primi draghi appaiono in occidente a partire dall’antica Grecia, secoli prima della nascita di Cristo, infatti la parola che li definisce è Drakon e identifica una specie di mostro serpente, etimologicamente potrebbe derivare dal verbo dèrkesthai che significa guardare, forse riferito allo sguardo potente del drago, e alla sua vista acutissima. Del drago vi racconteremo attraverso la letteratura, il mito, la leggenda”. 

Narra un’antica leggenda celtica che, dall’inizio del mondo, un grande drago con ali e corna giaccia sepolto sotto il manto della terra. Le sue spire si spingono sin nel profondo del vasto mare oceano e le sue ossa sostengono le montagne più alte. Attorno a ciò prenderà forma “Il respiro della terra” a Sussisa. “Evento a maggior ragione celebrato la notte di San Giovanni, – prosegue Biaghetti -: raccontiamo del drago e del fuoco e quindi, al termine, accenderemo il nostro tradizionale falò di questo appuntamento siderale. Ci saranno tanti lettori, una decina e poi la nostra Ilaria Olcese, ospite speciale, che suona e che cura l’apertura della manifestazione, gli intermezzi e la chiusura dell’evento. Di questo gruppo, sono la fondatrice, noi siamo sempre in movimento, con tanti lettori che si aggiungono di volta in volta dopo averci conosciuti e quest’anno, ad esempio, abbiamo tre nuovi lettori: contiamo sempre sulla disponibilità, sul volontariato, e vedo che questo progetto continua a piacere col passare del tempo”. 

Patrizia Biaghetti, genovese, 70 anni, portati benissimo, ha una vastissima esperienza artistica, che si fonda sulla libertà e sulla vita nella natura, con la grande passione per la pellicola e la camera oscura. È approdata col tempo alla comunicazione e oggi promuove il Teatro Sociale di Camogli. Resta però un agitatore culturale di Sussisa, il suo ‘luogo del cuore’, scelto e voluto con forza come dimora, dove contemplare il buio, le lucciole, i libri. Per gli Agitatori Culturali Irrequieti Gian dei Brughi opera partendo sempre dalla provocazione, sia per attirare l’attenzione, che per salvaguardare la comunità a cui appartiene. 

“Attraverso la cultura si possono mandare messaggi di pace e solidarietà; condividendo le criticità ci si confronta”. Gian dei Brughi è il noto personaggio letterario di Italo Calvino, che appare nel “Barone Rampante”. È un brigante dedito ad efferatezze la cui vita si modifica nel momento del contatto con Cosimo, il protagonista e conseguentemente con i suoi libri. L’addentrarsi nella lettura fa a poco a poco sparire in lui l’animo del malfattore, il potere salvifico dell’arte è quello che il gruppo ha scelto per migliorare la vita. “Il piacere di fruire e condividere l’arte ci ha spinti a creare un gruppo con la finalità di creare e divulgare cultura, col nome di un personaggio redento da questa. Agitatori Culturali Irrequieti anteposto al nome significava per noi sinonimo di curiosità, piacere della scoperta e voglia di condividere con il maggior numero di persone”. 

L’obiettivo è quello di ricondurre le persone alla lettura al messaggio che essa trasmette, in un mondo tra social e televisione che tende a spegnere il pensiero, la riflessione. Col passare degli anni dalla formazione del suo gruppo Biaghetti ha creato diverse manifestazioni, in primis, il Premio Scaletta, dove si premia chi ‘attraverso la cultura riesce a curare’. 

Nell’ultima edizione, di domenica 12 aprile scorso gli Agitatori hanno avuto come ospite d’onore, premiato, Moni Ovadia, un evento significativo e di gran rilievo per la piccola frazione sorese, giunto alla sua IV edizione, dopo aver premiato Emilia Lodigiani, Claudio Pozzani, Gian Luca Favetto. Altra spinta cardine del gruppo è quella di mantenere viva la memoria, quindi le radici, che possono essere celebrate insieme, e mantenute vive con gli eventi che si organizzano. E accade ogni volta, nonostante il sito dell’evento sia a qualche curva da Sori, una gran soddisfazione, anche considerando che i volontari sono sparsi sul Golfo Paradiso e qualcuno anche nel Tigullio. 

Il volontariato e l’autofinanziamento restano la forza degli Agitatori. In occasione dell’appuntamento martedì 23 giugno, proprio all’insegna della condivisione, e del senso di appartenenza di una piccola comunità, gli organizzatori ringraziano il Comitato San Matteo di Sussisa e il proprietario che gentilmente metta a disposizione il terreno che verrà utilizzato per “Il respiro della terra”. Per informazioni: http://www.giandeibrughi.it/info@giandeibrughi.it

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