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Giovedì, 18 luglio 2024 - Numero 331

Il dibattito sul verde di ‘Piazza Levante’ – Il Corpo Forestale dello Stato: un’istituzione che è stata parte integrante di quella civiltà rurale che ha modellato il nostro territorio

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di ITALO FRANCESCHINI *

Condivido in pieno il pensiero del Dott. Roberto Maggi sull’esodo e mi inserisco nel dibattito di ‘Piazza Levante’ per ampliarlo e porlo nella realtà storica dalla quale è scaturito; realtà indissolubilmente legata alle vicende del Corpo Forestale dello Stato, l’altro protagonista della vita rurale dei nostri monti.

Le radici del servizio forestale nel nostro paese affondano nella storia più arcaica e remota, ma ai fini del mio intervento, è sufficiente partire con l’unità d’Italia e citare alcuni fatti basilari.

Nel 1860 la rete ferroviaria italiana aveva uno sviluppo di 1707 km. Alla fine del secolo, quando poteva dirsi quasi completata, la lunghezza complessiva raggiunge i 15884 km. In 40 anni sono stati costruiti 14177 km di ferrovia. Occorrono mediamente 1200 traversine per ogni km di binario. Da un metrocubo di tondame si ricavano 6-8 traversine. Oltre l’armamento dei binari, possiamo immaginare l’enorme richiesta di legname per ponti, gallerie, costruzioni varie a sostegno dei cantieri e per la palificazione telegrafica. È stato stimato che il 48% delle fustaie di Cerro, Rovere, Castagno e Faggio del nostro Appennino sono finite tra i binari.

Passiamo alla Prima guerra mondiale. Pensiamo al disastro delle fustaie di conifere dell’intero settore nord-orientale, abbattute, rase al suolo, incendiate dagli eventi bellici. Ma l’apporto di legname per sostenere il fronte è stato ben più grande: oltre le vite dei soldati, anche i boschi del centro e sud Italia sono stati sacrificati per la riunificazione delle provincie redente e interi vagoni di legname sono transitati sulle ferrovie dirette al fronte. Ma non solo: ben 220.000 metri cubi di legname sono stati destinati anche al Ministero della Marina.

Ma parliamo anche delle industrie, le quali per funzionare, non essendo il nostro paese ricco di combustibile, hanno attinto dalle foreste alpine e appenniniche per l’alimentazione delle fornaci o per la produzione di solventi ottenuti dalla distillazione di legname. Per fare un esempio locale, ricordo che le faggete del Penna erano giustappunto finite nell’industria chimica sorta nel 1887 a S. Maria del Taro.

Il patrimonio forestale ha sempre rappresentato una delle risorse per le popolazioni montane ma, riducendosi quasi della metà, ha di fatto costretto intere popolazioni a migrare verso paesi migliori.

Il Real Corpo delle Foreste, istituito da Carlo Felice nel 1822, è l’istituzione che ha accompagnato, per necessità di patria, i prelievi di legname, ma ha provveduto anche all’immediato rimboschimento dei monti rasi al suolo, iniziando una politica di salvaguardia, di tutela e di protezione di numerose foreste, promuovendo i primi rimboschimenti proprio in Liguria, nel 1872, ove in provincia di Genova si distinse uno dei primi consorzi provinciali. Nel 1877 si provò a ripristinare la foresta mediterranea con latifoglie sul monte di Portofino, ma l’intervento fallì perché Lecci e Carpini sono specie esigenti e la loro crescita sarebbe stata favorita in seguito, all’ombra delle conifere; così si iniziò a procedere per gradi, piantumando prima specie pioniere come i pini e successivamente il suolo avrebbe accolto le latifoglie, imitando il dinamismo naturale dei boschi spontanei. Poi vi furono le guerre coloniali e mondiali e dal 1926 al 1943 il corpo forestale fu trasformato in milizia, sempre con compiti di rimboschimento e difesa del suolo ma anche con destinazione bellica, essendo un corpo armato.

Dopo la guerra, con decreto legislativo n. 804/1948 – ‘Norme di attuazione per il ripristino del Corpo Forestale dello Stato’ – fu ripristinato il Servizio Forestale nazionale con le competenze contenute nell’articolo 1 che è bene conoscere.

Al Corpo forestale dello Stato sono attribuiti i seguenti compiti:

  • a) rimboschimenti, rinsaldamenti ed opere costruttive connesse;
  • b) sistemazioni idraulico-forestali ed idraulico agrarie dei bacini montani e sistemazione idraulico-forestale dei comprensori di bonifica;
  • c) incoraggiamenti alla selvicoltura ed alla alpicoltura;
  • d) tutela tecnica ed economica dei boschi;
  • e) tutela tecnica ed economica dei beni silvo-pastorali dei comuni e degli enti pubblici
  • f) tutela e miglioramento dei pascoli montani;
  • g) polizia forestale;
  • h) addestramento del personale forestale;
  • i) ricerche e applicazioni sperimentali forestali;
  • l) statistica e catasto forestale;
  • m) sorveglianza sulla pesca nelle acque interne, sulla caccia, sui tratturi e sulle trazzere;
  • n) propaganda forestale;
  • o) gestione tecnica ed amministrativa delle foreste demaniali ed ampliamento del demanio forestale dello Stato;
  • p) quant’altro sia richiesto per la difesa e l’incremento delle foreste e, in genere, dell’economia montana.

 

L’articolo 8 sancisce che gli ufficiali, i sottufficiali e le Guardie forestali sono a tutti gli effetti personale civile dello stato e hanno la qualifica di personale tecnico con funzioni di polizia.

La nostra Costituzione, all’articolo 44, prevede provvedimenti in favore dei territori montani e tra le norme emanate in tal senso, merita di essere ricordata la Legge n. 991/1952 detta ‘Legge per la montagna’.

È con questa ed altre norme che il rapporto tra C.F.S. e le popolazioni montane si fa più serrato: grazie alle assunzioni per le sistemazioni idraulico-forestali, i rimboschimenti, la bonifica, il vivaismo e la contribuzione per la realizzazione di infrastrutture e costruzioni rurali, la montagna si ripopola, i paesi rivivono nuovi sviluppi. Scuole e uffici postali consentono di mantenere la residenza anche in piccole frazioni. Nel Levante ligure squadre di operai erano impegnate in piccoli paesi come Loto, Bargone, Velva. Si trattava di assunzioni temporanee con rinnovi ogni 30 giorni stando attenti a non superare le 150 giornate, ma tale attività integrava quella agricola e pastorale.

Nel 1977, con i cosiddetti decreti delegati (Dpr n. 616/1977) previsti in applicazione dell’articolo 117 della Costituzione, le materie prima affidate al CFS sono transitate alle regioni. Operazione poi completata in parte negli anni Ottanta.

Se agli inizi degli anni Ottanta l’Italia si è trovata un Appennino ricostituito con oltre 1.200.000 ettari rimboschiti, ben 147 Riserve Naturali, 5 parchi nazionali, il 70% del territorio montano sottoposto a vincolo per scopi idrogeologici; se in tutte le regioni sono stati consolidati versanti, sono stati regimati torrenti, sono state realizzate opere per impedire che i monti crollassero a valle; se in ogni comune italiano si celebrava la Festa degli Alberi; se anche i privati hanno potuto realizzare rimboschimenti volontari grazie alla produzione di piante forestali che ne ha permesso la distribuzione; se si è potuto lasciare un censimento aggiornato della fauna selvatica presente nei nostri boschi; tutto questo è stato grazie al Corpo Forestale dello Stato, istituzione senza la quale le norme, certo non prive di mire assistenziali, promulgate in favore delle popolazioni montane, non avrebbero avuto esito.

Ora, entriamo nella quotidianità delle relazioni tra forestali e gente di montagna (cacciatori, pastori, boscaioli, agricoltori). Con l’unità d’Italia sono conferiti nel regno Sabaudo i vari servizi forestali provenienti dagli stati preunitari, portando con sé gli usi e le consuetudini le quali erano diverse da zona a zona (per semplificare diremo ‘da provincia a provincia’).

Il fuoco è sempre stato uno strumento, un attrezzo ad uso del contadino, del pastore e del montanaro. Nelle consuetudini transitate nell’ordinamento unitario era pertanto previsto anche l’uso del fuoco. Ma non solo. Le Prescrizioni di Massima e di Polizia Forestale, che hanno recepito le precedenti consuetudini, variando appunto da provincia a provincia, prendevano in considerazione tutte le attività agro-silvo-pastorali ivi praticate. Ma tali prescrizioni, avendo necessariamente ‘forza di legge’, non potevano contrastare con le norme emanate e valide invece sull’intero territorio nazionale.

Le Prescrizioni di Massima e di Polizia Forestale (per brevità PMPF) contengono norme secondo l’ordine delle materie indicate dal Rdl n. 3267/1923 e dal Regolamento n. 1126/1926: mirano ad assicurare la consistenza del suolo nei terreni vincolati, la riproduzione dei boschi e le norme silvane da osservare per il loro taglio, anche dei boschi privati, perché il bosco è sempre un bene collettivo. Mirano a regolamentare il pascolo, particolarmente quello delle capre (storicamente definite ‘il rasoio dei boschi’) della carbonizzazione e l’uso del fuoco.

Dunque, le PMPF ‘consentono’ il taglio dei boschi per procurare la legna da ardere e la paleria per le altre attività, rispettando turni di crescita delle piante, modalità e stagioni di taglio; ‘consentono’ la pratica dell’abbruciamento ma raccomandano che sia svolta lontano dal bosco e in assenza di vento e che non sia libera ma controllata. In alcune provincie (ad esempio a Genova) veniva espressamente chiesto di non bruciare a febbraio perché ventoso e in agosto perché arido.

La sorveglianza proseguiva con la segnalazione delle piante colpite da avversità e il proprietario di una pianta infestata, ad esempio, dalla Processionaria, veniva diffidato personalmente dalla Guardia forestale alla sua potatura con eliminazione dei nidi; e così per le piante crollate nei torrenti o pericolanti, dando di volta in volta il tempo necessario ad eseguire tale disposizione.

Le Guardie forestali gestivano questo calendario e si instaurava il reciproco rapporto di garanzia per la tutela dell’ambiente. Se un incendio dilagava poteva quindi avere cause colpose e trovava, nel contadino stesso che lo aveva involontariamente causato, il primo ad intervenire per il suo spegnimento.

Ma un altro aspetto aveva l’uso del fuoco: quello della lite, della vendetta, dei sentimenti di rancore per fatti di successione o di cattivo vicinato: si tratta in questo caso di incendio doloso, come doloso era il fuoco appiccato per fini venatori o per altri fini riconducibili ad interessi di parte. Ecco perché l’incendio è considerato un delitto e gravemente punito dal Codice Penale.

La Guardia forestale era addentro alle varie attività rurali, ma aveva anche la gestione delle proprietà pubbliche e di quelle indivise: regolamentava i vari diritti permettendo l’equa distribuzione delle risorse (diritto di pascolo, di legnatico, di stallatico, ecc…). Il CFS (tramite l’azienda demaniale) tutelava i genotipi degli animali da allevamento: la cabannina, il cavallo bardigiano, l’asino di Martinafranca, ecc… Conosceva i proprietari degli animali al pascolo e li richiamava per un corretto sfruttamento che fosse rispettoso del suolo (il quale non doveva avere un carico eccessivo di bestiame per evitare che il calpestio desse inizio a fenomeni di dissesto) e rispettose delle proprietà altrui (il famoso abigeato). E il pascolo, sappiamo, era una delle cause dirette di incendio.

A maggior ragione, nei tempi più recenti, quando le attività rurali sono diventate part-time o meri weekend per trascorrere ore liete in campagna, il Corpo Forestale era l’istituzione a protezione dei boschi dall’assalto di persone che non erano più i contadini di un tempo, ma nuove figure che poco o nulla sapevano della vita in campagna. Il Corpo Forestale quindi suppliva alla mancanza delle generazioni precedenti nel trasmettere quelle norme comportamentali previste nelle PMPF. Ma l’approccio dei nuovi occupanti era diverso: non più dettato dalla saggezza dei tempi, dalla conoscenza delle condizioni ottimali per lo svolgere delle tradizionali attività, bensì vi era la frenesia del tutto e subito, dell’azione svolta tra il sabato e la domenica. Un’indagine del C.F.S. unitamente all’allora provincia di Genova (1985) aveva stabilito che gli incendi scoppiavano quasi sempre nei weekend e che i fuochi partivano in prossimità di perimetri di case di campagna. È stato chiaro che non vi era più la consapevolezza del danno che si causava con tali azioni.

Sono aumentati gli incendi e sono aumentate le sanzioni e certamente sono state colpite anche persone più attente. Però il problema incendi è diventato un problema nazionale e lo stato è corso ai ripari modificando le norme: se prima vigeva una distinzione tra fuoco ed incendio, valutando di volta involta le condizioni di accensione, propagazione e sviluppo, ora si considera incendio qualunque fuoco suscettibile di espandersi, con aumento dei casi di incendio doloso e aumento delle pene.

Data l’aumentata pericolosità dovuta agli incendi, per un periodo, la normativa regionale ha preso in considerazione il cosiddetto ‘fuoco prescritto’, ovvero l’abbruciamento controllato di piccole superfici boscate per evitare più gravi danni in caso di incendio dai caratteri disastrosi. Ma la Liguria, a questo proposito, si è dimostrata una regione dalla morfologia e dal clima non adatti a questa pratica, anche per l’alternarsi delle brezze di terra e di mare e i rilievi subito ripidi: la larghezza tra il crinale appenninico e la riviera è, in certi punti, (monte Zattagolfo del Tigullio) veramente di pochi chilometri.

Il Corpo Forestale è stato istituito per difendere l’albero: dall’accetta, dai parassiti, dalla ruspa e dal fuoco. Ecco perché in Italia gli incendi boschivi erano di competenza del CFS. Quando, nel cuore della notte, un incendio interessava la cima di un monte, la Guardia Forestale correva sul posto a spegnerlo, cercando di circoscriverlo. Evitare che il fuoco mettesse a rischio infrastrutture, case ed altre costruzioni, era compito dei Vigili del Fuoco. La lotta più faticosa si combatteva poi a incendio spento, sempre nel fitto dei boschi o lungo i sentieri, per la sorveglianza e la bonifica. Questa attività nessuno la notava. A meno che non si fosse costretti a chiamare gli aerei, ma era l’ultima risorsa.

Il vincolo idrogeologico era competenza del Corpo Forestale il quale autorizzava la trasformazione del suolo prescrivendo opere per impedire il dissesto realizzava cantieri di sistemazione idraulico-forestale nelle parti alte dei bacini montani nella realizzazione di briglie ed altre opere poste a regimazione dei torrenti, per prevenire frane, tracimazioni e favorire un graduale rilascio delle precipitazioni verso valle. Anche in questo caso una briglia di poche centinaia o poche migliaia di euro è meno visibile di un muro di colmata costruito alle foci dei fiumi del costo di milioni di euro, senz’altro più appagante, anche politicamente. Nessuno vedeva la Guardia forestale all’opera salvo gli operai agricoli che venivano assunti allo scopo. L’altro ente che collaborava in questo esercizio era il Genio Civile, al quale competeva la realizzazione di briglie più alte di 9 metri mentre quelle di dimensioni inferiori erano progettate e realizzate dal Corpo Forestale.

Il vincolo era stato posto per porre un limite al millenario sfruttamento del suolo e per ricostituire quei monti spogliati dalle guerre, dal pascolo, dagli incendi, dalle epidemie. Così i cantieri forestali hanno rimboschito i rilievi della Fontanabuona (m. Mignano, m. Caucaso) della val d’Aveto (sopra S. Stefano, Lame, Penna) della valle Stura, Val di Vara, val Graveglia (Squazza, Temossi, Bocco, Zatta, Biscia) della val Petronio (m. Zenone, m. Alpe, m. Pu). La regimazione dei torrenti ha rallentato l’erosione non solo dei versanti liguri: basti pensare che, dove nasce l’Aveto, si ammira il mar Ligure, ma l’acqua che sgorga da quella sorgente arriva a Venezia. La delimitazione dei bacini montani non seguiva confini politici ma fisici. Le foreste demaniali erano sovra regionali.

Il trasferimento alle regioni (1977) delle competenze in materia di foreste e di vincolo idrogeologico, avrebbe dovuto comprendere anche il Corpo forestale, per proseguire a livello locale l’attività istituzionale iniziata 150 anni prima (1822) come la gestione delle Foreste Demaniali del Penna e delle Lame, che è stata divisa tra Liguria ed Emilia.

In Liguria si è risolto con una convenzione tra la regione e il Ministero dell’Agricoltura e delle Foreste. Quindi il CFS ha proseguito il suo servizio per conto sia dello stato che della regione. Nel frattempo si faceva strada la soluzione centralista di un corpo forestale destinato a forza di polizia e così è avvenuto nel 1981.

Come sopra ricordato, il CFS era costituito da ‘personale tecnico con funzioni di polizia’ e per l’accesso a tale Corpo veniva privilegiato lo studio agrario, poi completato con la frequenza alla scuola forestale di Cittaducale in provincia di Rieti e/o alle altre succursali, che si trovavano in realtà territoriali diverse. I funzionari invece dovevano avere una laurea in Scienze Forestali, Scienze Agrarie o Ingegneria civile. A partire dai primi anni 2000 i concorsi per l’assunzione nel CFS sono stati riservati ai militari volontari in ferma breve. Quindi iniziarono ad affluire nel corpo, non più persone motivate da passione specifica per la professione, che avevano frequentato scuole agrarie con il miraggio di essere assunti nel CFS, bensì persone con il pur onorevole intendimento di svolgere un’occupazione stabile, ma privi di quella motivazione intima che nutrivano molti giovani liguri, di rendersi utili al proprio territorio. Già all’inizio del secolo scorso le Guardie forestali venivano nominate dal Prefetto della provincia per l’occupazione nella stessa provincia e le promozioni avvenivano sempre con Decreto prefettizio. L’articolo 117 della nostra Costituzione aveva quindi ben visto che il servizio forestale era di giusta competenza regionale e transitando alle regioni queste si sarebbero trovate un’istituzione formata per la custodia e il servizio forestale nei boschi di competenza territoriale. La multidisciplinarietà della competenza forestale, avrebbe rappresentato il miglior sostegno alle attività agro-silvo-pastorali e la migliore garanzia a tutela dei boschi regionali. E sottolineo custodia dei boschi, non controllo repressivo.

Come è andata a finire è noto: la competenza acquisita nella difesa dei boschi dagli incendi, dalle frane, dalle malattie e la presenza insita nella civiltà rurale del nostro paese, è stata stracciata con la scomparsa del CFS e non è stata sostituita con un pari servizio a livello regionale che raccogliesse quella testimonianza che ne avrebbe assicurato la continuità.

Ma forse oggi non è più tempo per le attività di una volta. Con l’interruzione dei cantieri forestali, piano-piano sono stati abbandonati quei paesi che non offrivano più possibilità di sviluppo. Le campagne sono in gran parte abbandonate, la mancanza di figli non permette il proseguimento di quelle colture e allevamenti sulle orme dei padri, la divisione tra città e foresta (fuori sta) è ritornata ai tempi medievali dove nessuno sa cosa succede nei nostri boschi, se non che ci sono i lupi, gli orsi e le vipere. Chi una volta si rivolgeva alle Guardie forestali per sapere come tagliare, come bruciare, come pascolare ed evitare danno all’ambiente e sanzioni a chi si informa, quindi prevenzione, ora, dopo tre anni dalla soppressione del Corpo, ha capito che si deve arrangiare.

La legislazione forestale e montana è di così vasta portata e comporta così articolate interpretazioni che, la sua assenza a livello rurale, non rende appieno al vuoto che oggi vive. Ci vorranno anni per comprendere quale danno sta subendo l’ambiente italiano. Come scarne e semplificate sono le considerazioni sin qui espresse. Spero comunque che il mio intervento abbia contribuito a colmare alcuni degli aspetti accennati da Roberto Maggi.

BIBLIOGRAFIA

  • Abbazia di Vallombrosa, Vallombrosa ritorno alle nostre radici. Tecnografica Genzano di Roma 1989
  • Cantelmo, Legislazione forestale e montana. Ed. nuove Dimensioni Roma 1983
  • P.Fossa e S.Cabianca, Manuale della Gurdia forestale. Tipografia Petrongari Rieti 1909
  • Franceschini, Riserva Naturale Agoraie di Sopra e Moggetto. Corso Tutela Ambiente Montano 2012
  • Figone, I.Franceschini, A. Stagnaro, Museo Parma Gemma vent’anni di attività culturali e di ricerche MeCa Recco 2000
  • Gabrielli, La situazione forestale in Italia dall’Unità ad oggi attraverso le vicende politico-amministrative. Edagricole Bologna 1994 Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, Corpo Forestale dello Stato- Origini. Roma 2002
  • Rapporto sullo stato delle foreste in Liguria 2010, Rapporto sullo stato delle foreste in Liguria 2013
  • Statistica forestale – anni vari

(* Commissario Corpo Forestale dello Stato in congedo; Consigliere nazionale A.N.For.)

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Design ante litteram: la sedia leggera di Chiavari dall'Ottocento sino ad oggi
La somma delle storie delle aziende e degli artigiani raccontate in una mostra installazione nell’ex laboratorio Guido e Anna Rocca in via Piacenza 80. Gli organizzatori: "Il rilancio deve passare attraverso il design”
Carasco verso le elezioni amministrative dell'8 e 9 giugno. Intervista ai candidati
Parlano Giustino Minoli, lista “Carasco nel cuore”, e Alfredo Rivara, lista “Progetto per Carasco”, che sfideranno Massimo Casaretto, sindaco uscente e ricandidato
Le intuizioni di Guglielmo Marconi che hanno rivoluzionato il mondo della comunicazione e dell'informazione di massa
“Con il cuore e il pensiero oltre l’orizzonte, Guglielmo Marconi e la nascita della radiotelegrafia”. A 150 anni dalla nascita, alla Società Economica una mostra evento
Prendersi cura di se stessi e dei propri cari con più conoscenze e consapevolezza: ecco come
A Chiavari, alla Società Economica, un incontro promosso dall’Associazione “I Fili”. Esperti professionisti e medici illustrano un corso teorico e pratico sulla gestione e l’assistenza dell'anziano a domicilio
Raccolte ancora 400 firme contro il depuratore in colmata. Ma l’amministrazione gira la testa dall’altra parte e annuncia l’inizio dei lavori
Il Comitato No al depuratore: “Questa opera provocherà a Chiavari una ferita irreparabile che porterà la firma di questi amministratori”
Lungo le Vie dell’ardesia. A Lavagna domenica 7 aprile il IX raduno Lions di auto e moto d’epoca e moderne
Un tracciato panoramico per promuovere le bellezze naturali. Il ricavato sarà destinato all’area inclusiva per i bimbi, realizzata dal comune nel Parco Tigullio
Chiavari: l’ambulatorio Veterinario Levante diventa Clinica, si trasferisce sul mare ed entra in Ca’ Zampa
Il Direttore Sanitario Gualtiero Tanturli: “Passione e cuore perché essere veterinari è un 'lavoro' nobile, favorito da un’evoluzione di tecnologie, strumentazioni e prevenzione”
Lavagna verso le elezioni amministrative - Intervista al candidato sindaco Claudio Lapetina
È a capo della lista "Lavagna Insieme": “Significa insieme per trovare le risposte ai problemi della città. A breve presenteremo l’intera squadra"
Chiavari, il consigliere Nicola Orecchia: "Emergenza abitativa, ancora tante domande senza risposte concrete"
"L’elenco senza fine della graduatoria rappresenta la distanza siderale tra gli alloggi necessari e quelli messi a disposizione dal Comune”
"Bettina Defilla: Poesia nell'arte”: alla Galleria G.F. Grasso a Chiavari le opere dell’artista
Si tratta del primo evento del programma annuale della rassegna “L’Arte in Economica”. Il figlio Andrea Copello: “Ho selezionato le sue ultime produzioni informali”
Cantero, si parte? C’è il progetto donato da Duferco, la Regione finanzierà l’acquisto
L’appello ai chiavaresi di Antonio Gozzi: “Le iniziative devono essere in grado di stare in piedi, non possiamo costruire cattedrali nel deserto”
Gian Alberto Mangiante si ricandida ad amministrare Lavagna. "La mia lista? Di lavagnesi, coesi nell’impegno per Lavagna"
Le dichiarazioni programmatiche del nuovo impegno per la città: “Guardare al futuro con le prerogative ed il rispetto che il territorio chiede”
"Alberto Salietti, pittore” e “Diari Pittorici”. Ravenna/Chiavari e ritorno 1892–1961. Le due città celebrano l’eredità dell’artista
Claudio Castellini, presidente di Tecnica Mista e co-curatore della mostra ravennate, ci racconta le fasi del progetto realizzato in collaborazione con la Società Economica di Chiavari
Tutti contrari al depuratore in colmata a Chiavari. La politica si compatta durante l’incontro pubblico
I consiglieri regionali prendono posizione. Sandro Garibaldi: “Non c’è chiarezza nelle carte". Gianni Pastorino: “Tutti insieme vincoleremo la volontà della Giunta Regionale”
A sei mesi dallo spostamento del capolinea Amt a Chiavari, i servizi ai capolinea e la sicurezza restano un miraggio
Federico Bairo - Rsa Usb di Amt: “Il trasporto pubblico è una risorsa, non un ingombro, ma l’amministrazione lo sposta nelle zone periferiche”
Continua l’ostinato silenzio dell’amministrazione sul degrado della collina di N.S. delle Grazie a Chiavari
Massimo Maugeri di Legambiente: “Il degrado è complice dell’abbandono, ma manca l’impegno, non solo le risorse economiche”
Emanuele Cozzio annuncia la sua candidatura a Sindaco di Santa Margherita Ligure
“Dopo 10 anni di impegno amministrativo, nel prendere questa decisione sento una grande responsabilità. Tradurrò l'esperienza vissuta in una prospettiva evolutiva, rivolta anche al mondo della società civile, con cui ho avuto modo di maturare un forte legame"
Cresce l’attesa per l’incontro pubblico organizzato dal Comitato No al depuratore in colmata
Appuntamento il 9 marzo a Casa Charitas a Chiavari. I dubbi e gli interrogativi dei cittadini al microfono di 'Piazza Levante' sulla scelta che riguarda il futuro
Lavagna, domenica 10 marzo “Giornata internazionale della donna, voci e danze: storie di donne dal mondo”
Un girotondo di interventi e danze, un appello per denunciare gli eventi che hanno riportato indietro le lancette dell’orologio delle conquiste civili delle donne
Alla Società Economica è andata in scena la presentazione del nuovo progetto di ristrutturazione del Teatro Cantero
Premesse e conclusioni dell’intervento di Antonio Gozzi, presidente del Gruppo Duferco. “Un regalo alla città, ai chiavaresi, sapendo che non siamo soli”
No al Depuratore: il 9 marzo al Teatro Charitas incontro pubblico con cittadini e politici
Il presidente del Comitato Andrea Sanguineti: “Trattati come sudditi, chi amministra deve delle risposte. Restano ancora aperti tutti gli interrogativi”
Asl4 costretta dal difensore civico ad anticipare visite ed esami
Nasce lo sportello a tema sanità pubblica e registra la prima, significativa, vittoria per il Comitato Impegno Comune promosso da Davide Grillo: “Un percorso che riduce le liste d’attesa”
A tre mesi dal crollo della soletta dell’asilo infantile a Chiavari, arriva il dissequestro dell’immobile
Parla Alberto Sivori, presidente dell’Associazione Asilo Infantile Della Torre: “Siamo sulla buona strada”
Massimo Maugeri di Legambiente: ”Alcuni sindaci sono soci di Iren"
"La sovrapposizione dei ruoli genera confusione sul tema della depurazione e sui relativi costi”. Prosegue la battaglia contro l'impianto alla Colmata
Chiavari - La difficile storia di Elena, da tre anni sfrattata e invalida dorme in macchina
L’appello al Comune: “Dov’è la casa che mi avete promesso? Sono stanca, non posso più stare per strada”
L’abbraccio dei pazienti al dottor Zampogna che ha condiviso con loro 42 anni
“Un lavoro bellissimo e complicato, che ho desiderato fare fin da bambino. Ho dato tanto, ma ho ricevuto moltissimo”
Cardiologie aperte anche in Asl 4. In campo il reparto di Cardiologia dell’ospedale di Lavagna, diretto dal professor Guido Parodi
Il team lavora sulla prevenzione di fattori di rischio modificabili, per ridurre i ricoveri e rendere i presidi locali più efficienti
Leivi, a dieci anni dall’alluvione riaperta via Gazzo. Il sindaco Centanaro: “Viabilità, fondamentale l’entroterra”
L'assessore regionale alla Difesa del suolo Giampedrone sulla tutela delle risorse idriche e le scelte dei progettisti
Lavagna, bilancio e affidamento in concessione del porto turistico: arroventato consiglio comunale
L’amministrazione opta per il Project Financing. Sarà la Regione a gestire la gara. Il sindaco Gian Alberto Mangiante: “Ho tutelato la città”
Palcoscenico all’aperto per la riapertura del Teatro Cantero di Chiavari
Successo dell’iniziativa dell’Associazione Impegno Comune che ha offerto ai cittadini un fuoriprogramma con musica e frammenti di storia
Al Liceo Artistico Luzzati si concretizza il progetto di un polo della creatività
Sarà orientato all’arte, alla fotografia, al cinema e alla comunicazione multimediale, competenze legate alle professioni del futuro
Pietro Armenante: ”La nostra agricoltura non viaggia sui trattori e neppure con le sovvenzioni"
Il titolare della Azienda Agricola “Tomato de Ma”: ”Chi produce cibo è anche responsabile della nostra salute e di quella dei nostri territori”
Intervista a Sandro Longo sugli aspetti critici della relazione di Iren sul nuovo depuratore di Chiavari
Parla il professore ordinario di Idraulica presso l'Università di Parma, che ha sollevato parecchie osservazioni in maniera documentale rispetto al progetto che fa discutere la città
Roberto Pettinaroli va in pensione e lascia il 'Secolo XIX' dopo 42 anni di carriera
Quindici anni sono stati spesi come responsabile nella redazione del Levante: “Rimarrò sempre un giornalista, un mestiere che, se fatto bene, non fa sconti”
L’asilo Della Torre / Delpino bene storico e patrimonio vitale per la comunità
Nato per volontà dei benefattori chiavaresi, ha svolto la sua opera ininterrottamente per 173 anni, anticipando l’evoluzione dei tempi
A due mesi dal crollo del pavimento, l’Asilo Delpino costretto a rinunciare all’avvio del prossimo anno scolastico
Restano la preoccupazione delle famiglie di trovare nuovi spazi per i bambini e l’amarezza di separarli dalle loro maestre
Il Liceo Marconi Delpino di Chiavari continua a mietere successi sia in campo culturale che sportivo
Intanto si prosegue la strada intrapresa della modernizzazione formativa negli spazi, nei contenuti e nelle modalità
Nasce a Chiavari “Impegno Comune”, associazione culturale e politica
Il fondatore Davide Grillo: ”Intendiamo proseguire con costante impegno l’incontro e il confronto con i cittadini e le istituzioni”
“Fermatevi, o le conseguenze saranno irrimediabili”: l'appello del Comitato No Depuratore
Presentato uno studio commissionato all’Università di Parma dai ricorrenti al Tar che ha portato alla luce numerose criticità nella relazione idraulica fornita da Iren
Gianni Bottino: “Apriamo alla ricerca e alla promozione di un prodotto 100% ligure, il basilico Dop”
Intervista al direttore del Consorzio di tutela del Basilico Genovese Dop: "Lo facciamo anche attraverso l'accordo con l’Unione Cuochi Liguri"
Anoressia e bulimia, Liguria tra regioni più colpite. Il Governo taglia i fondi per le cure
Il dottor Fabrizio Gallo, specialista nella cura dei disturbi alimentari: “Adolescenti i più colpiti”. Il 19 gennaio manifestazione anche a Genova
Asl 4, proroga di due anni per il dg Paolo Petralia, pronto a raccogliere le sfide del futuro
“La sanità di comunità è il vero cambiamento culturale, organizzativo e gestionale dove fare prevenzione”
Il Governo incentiva i pescatori a rottamare le barche, ma è polemica
Augusto Comes di Federcoopesca: “La riduzione della pesca a strascico avrà impatti negativi sull’occupazione e sulla filiera di pescato fresco"
La collina frana, il Santuario delle Grazie a Chiavari è in pericolo
Il parroco: ”Dal 2019 le mie segnalazioni sono state ignorate, l’ordinanza emanata soltanto oggi ci sorprende e ci danneggia, occorre intervenire urgentemente”
Chiavari, Silvia Garibaldi dai banchi dell'opposizione traccia il bilancio dell’attività dell'amministrazione
La consigliera comunale non ha dubbi: “È stato un anno inconcludente, solo annunci, una rappresentazione teatrale senza contenuti”
Italia Nostra: “Scongiurato l’ennesimo assalto alla diligenza Preli”
Così l'associazione commenta la sentenza del Consiglio di Stato che ha respinto anche l’appello intentato dal Comune di Chiavari condannandolo alla soccombenza delle spese
La mostra “Dialoghi informali” alla Galleria G. F. Grasso della Società Economica
Una visita alla collettiva del momento con Claudio Castellini, curatore dell’evento e presidente dell’Associazione Tecnica Mista
Chiavari, alla vigilia dell’ultimo consiglio comunale del 2023 il consigliere Nicola Orecchia pressa sull’autore del cartello diffamatorio
Il rappresentante di una delle liste di opposizione: "Se fosse una persona seria, invece di rimanere anonimo, chiederebbe scusa alla funzionaria diffamata e risarcirebbe il danno”
Nuove regole sull’Osservatorio regionale per la tutela degli animali, associazioni in rivolta contro Regione Liguria
Anna Bruzzone, presidente della LIDA Tigullio: “Stiamo valutando un ricorso al Tribunale amministrativo regionale"
Capodanno 2024, la tendenza: sempre più gente festeggia in piazza
Barbara Possagnolo di Tigullio Wedding & Events: “Dietro ogni evento pubblico ci sono mesi di lavoro e una vera cabina di regia per garantire la sicurezza”
Matteo Bassetti ospite a Chiavari per la conclusione del corso “Ufficio Stampa 2.0” di Wylab
Il direttore della Clinica di Malattie Infettive dell'ospedale San Martino di Genova: “Sono troppe le fonti improvvisate che diffondono fake news”
Smart Lab a Casarza Ligure, presentato il progetto del nuovo hub di innovazione per aziende e scuole
La struttura sarà intitolata a don Nando Negri, il fondatore del Villaggio del Ragazzo: una bella opportunità per tutto il territorio
Il pandolce, una tradizione ligure dalle origini leggendarie. Intervista a Luca Antonini
Parla il patron della Pasticceria Copello di Chiavari, erede di una storia pasticciera lunga duecento anni
A due mesi dallo spostamento del capolinea dei bus a Chiavari non si fermano le polemiche
L’RSA - USB trasporti denuncia: “Troppe criticità, nessuna visione di futuro. Il Comune non ha onorato gli impegni sottoscritti"
Il mitico presepe degli Amici du Brunzin ospitato a Palazzo Franzoni a Lavagna
Da oltre vent’anni raffigura gli abitanti della città. La storia unica di questa Natività continua. E nella sede del Comune si ricrea l’atmosfera del borgo
Anche il chiavarese Luiso Sturla è ospite alla mostra “Dialoghi Informali”
"L’arte è emozione e momenti di vita talvolta difficili da raccontare. La mia pittura è informale, ma con radici figurative ispirate alla natura”
Il Comitato 'No al depuratore in colmata': "Siamo stati ricevuti dal nuovo difensore civico della Liguria Francesco Cozzi, mentre Iren continua a negarsi"
Massimo Maugeri: "Scuola e depuratore sono temi distinti con iter differenti"

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Riapertura del Tribunale di Chiavari, l’ex procuratore Francesco Cozzi: “Dico sì al ritorno di alcuni servizi fondamentali sul territorio. La fusione non ha fatto risparmiare nulla”

Cronache da Genova - La Regione Liguria alle prese con il problema della degenza di media durata: si va verso l’accreditamento delle strutture private