Riprendono gli appuntamenti culturali organizzati da ‘Piazza Levante’. Sabato prossimo, alle ore 18 a ingresso libero, presso la Sala Ghio Schiffini della Società Economica di Chiavari, è in programma la presentazione del libro “Siamo stati iscritti al PCI”, edito da Liberi Libri e scritto a quattro mani da Chicco Testa e da Claudio Velardi.
A presentare il volume, definito un “romanzo di formazione politica in chiave epistolare”, sarà uno dei due autori, Chicco Testa, in un colloquio con il nostro editore Antonio Gozzi. Si tratta di un ‘come eravamo’ della formazione politica dagli anni Settanta in poi, scritto in maniera frizzante e autoronica da due protagonisti che dopo la scelta di uscire dal partito hanno seguito traiettorie differenti ma comunque significative.
Se gli aneddoti sono divertenti e il tono è brioso e gustosissimo, le disavventure dei nostri due tra le rigidità degli apparati e le vicende spesso drammatiche della politica italiana aprono comunque spiragli e occasioni di discussione su come sia andato sviluppandosi il dibattito politico nel nostro paese , in un mondo ormai tutto diverso ma ancora gravato da tare ‘familiari’ che ci portiamo dietro da sempre. Il nostro editore Antonio Gozzi, che ha avuto trascorsi politici giovanili socialisti, in un milieu politico quindi del tutto diverso, ma che questo mondo lo ha conosciuto bene, farà da adeguato interlocutore in questa analisi del nostro passato, con l’intento di meglio definire il nostro presente.
Il libro
Il PCI, il partito comunista italiano, è stato un soggetto politico che ha inciso in maniera decisiva nella storia italiana del secondo Novecento. In uno scambio di lettere vivace e privo di retorica, due ex dirigenti del PCI, divenuti poi figure di spicco della società italiana, Chicco Testa e Claudio Velardi, rivivono la loro militanza: dalle fumose sezioni degli anni Settanta fino alle stanze del potere dei governi di centrosinistra. Tra aneddoti personali e retroscena inediti su figure chiave come Berlinguer e D’Alema, il libro smonta i miti della “coerenza” e della “diversità” comunista, affrontando nodi cruciali come il caso Moro, la caduta del Muro e Tangentopoli arrivando fino ai giorni nostri e all’attuale leadership della sinistra. In questo carteggio fitto, disincantato e ironico che diviene un godibilissimo saggio storico in forma epistolare, Testa e Velardi ripercorrono cinquant’anni di storia della sinistra italiana e del nostro Paese. Non è certo il manifesto di due nostalgici, quanto piuttosto un possibile, salutare vaccino per quanti ancora (e non sono pochi…) si ostinano a camminare con la testa voltata all’indietro, dimenticando che la politica, come la vita, è incessante cambiamento, non adorazione delle ceneri.
Gli autori
Chicco Testa (1952), già parlamentare del PCI e del PDS, dirigente d’azienda, è stato presidente e cofondatore di Legambiente e presidente dell’Enel.
Claudio Velardi (1954), già dirigente del PCI, giornalista, fondatore e direttore del quotidiano ‘Il Riformista’, dal 1998 al 2000 è stato capo dello staff dell’allora presidente del Consiglio Massimo D’Alema.
