Glocal… no social
Settimanale di attualità, economia e sport

Ultima edizione

Giovedì 11 giugno 2026 - Numero 430

Il 25 aprile in una stretta di mano! Quel gesto diventato iconico da parte di Aldo Valerio ‘Riccio’

E a Chiavari un gruppo di ragazzi in piazza delle Carrozze aveva già affisso cartelli per dedicarla a Giacomo Matteotti
La storica stretta di mano di Aldo Valerio 'Riccio' in quel di Sestri Levante
La storica stretta di mano di Aldo Valerio 'Riccio' in quel di Sestri Levante
Condividi su

di GIORGIO ‘GETTO’ VIARENGO *

Tutto inizia nel luglio del 1943. La radio aveva dato notizia della “caduta del fascismo”. Qualche decina di chiavaresi dà l’assalto alla Casa Littoria, il vecchio tribunale nell’attuale Piazza Mazzini; nel disabitato maniero si spalancano le finestre, volano in strada reti e materassi, scrivanie e sedie; una mano lancia fogli dattiloscritti che cadono come foglie al vento nella piazza sottostante. Dal portone principale qualcuno esce con sacchi e pacchi in spalla; sono i generi alimentari dello spaccio a disposizione del corpo di guardia in servizio a Casa Littoria. Se a dare l’attacco al palazzo non sono in moltissimi, tutti, anche quelli che assistono da dietro le persiane, sono animati da una speranza, da un impeto di gioia che coinvolge tutto il paese: la fine della guerra, tutti nutrono questa speranza. In ogni caso la caduta del fascismo rianima quei chiavaresi che aspettavano la fine del regime e ora esternano in qualche modo la loro voglia di libertà. 

Il pittore e restauratore Luigi Viano prepara dei manifesti, fatti a mano ma che sembrano stampati, in cui si annuncia la morte del fascismo; nella legatoria di Aldo Valle all’angolo di Piazza San Giovanni si radunano gli attacchini per l’affissione. Sempre Viano prepara dei cartelli a grafica marmorizzata con la scritta: ‘Piazza Giacomo Matteotti’. Si trova una scala e un gruppo disponibile all’azione, e Piazza Costanzo Ciano, altrimenti Piazza delle Carrozze, con la caduta del fascismo cambia nome, ricordando una delle vittime della violenza fascista: Giacomo Matteotti.

Il gruppo che si incarica del cambio di targhe è composto da Aldo Valle, Angelo Bologna, Leone Canepa, Mario Cerruti, Amedeo Raperino, Luigina Vertua., Ezio Moscatelli e Giulio Rocca. Partiti dalla legatoria di Aldo Valle, in Piazza San Giovanni, percorrono con pochi passi l’omonima via e si portano in Piazza Carlo Alberto e da qui in Via Rivarola, dove giungono all’angolo della Piazza, un tempo sede della gioielleria Massadoro.

Appoggiata la scala in posizione opportuna, l’operazione riesce agevolmente. Il gruppo attraversa la Piazza lungo la diagonale e si porta nell’angolo opposto dove era l’osteria “Aveto”: qui si ripete l’azione. A salire sul gradino più alto è Giulio Rocca, all’epoca diciannovenne.  Mentre il ragazzo tenta la sistemazione del cartello, il gruppo è fermato da un poliziotto in borghese. Il Commissariato, all’epoca in Via Costaguta, non è lontano. Qui, alla presenza del Commissario Giuseppe Cosenza, si procede all’accertamento. Mentre vola qualche schiaffone sono identificati e fermati tutti i membri del gruppo. 

Si stende quindi il verbale dei fatti avvenuti nella vicina piazza ora intitolata a Giacomo Matteotti. “In Chiavari ore 18 circa in Piazza Costanzo Ciano un gruppo di individui ha ricoperto le tre targhe in marmo con fogli di carta e con la scritta “Piazza G. Matteotti”. L’inaspettato episodio ha provocato un assembramento di circa mille persone e si è inscenata una dimostrazione a causa del fermo di uno degli indiziati, identificato per Rocca Giulio di G.B. nato a Chiavari il 22/5/1924 studente. Costui è stato accompagnato nell’ufficio di P.S. dal capitano del Genio 31° Corpo d’Armata Gordano Andrea e da agenti di P.S. L’intervento della truppa ha disperso i dimostranti. All’arrivo dei primi soldati del Genio si è verificato un lancio di pomodori e tale gesto oltraggioso ha scosso la sensibilità dei militari i quali, a scopo intimidatorio, hanno sparato alcuni colpi in aria. Determinandosi panico nei dimostranti questi si sono dileguati e l’ordine è ritornato normale. Non è stato possibile identificare gli autori. Si è proceduto al fermo di otto responsabili. I fermati sono stati associati nelle carceri locali in attesa di indagini e sarà riferito l’esito a codesto Comando di Presidio che assume tutti i poteri in materia di ordine pubblico. Il Commissario Capo di P.S. Giuseppe Cosenza”. 

Questo documento è conservato all’Archivio Centrale dello Stato Roma e ci racconta i primi passi di una volontà popolare oramai irrevocabile: battere il fascismo. Questo si rivelerà però un processo lungo e complesso, il cui prezzo sarà elevatissimo. 

La volontà popolare sarà compiuta, giungerà la primavera del 1945. 

Qui vorrei riprendere una foto di cui molto si è parlato, in grado di raffigurare quel grande risultato raggiunto, quel patto rispettato. La Divisione Coduri aveva da ore confermato l’insurrezione verso le città della costa. Le diverse formazioni erano appostate ai piedi delle vallate e attendevano l’ultimo segnale per scendere verso Casarza, Sestri e Lavagna. Gli uomini della Divisione Longhi dilagavano verso Chiavari dalla collina di Rì, e di lì a poco raggiungevano tutto il Tigullio.

Credo che l’immagine più significativa di quella giornata conclusiva sia riassunta in una fotografia, un’istantanea scattata apparentemente in Largo Colombo, nel cuore di Sestri Levante, dove una folla festante circonda con affetto e riconoscenza gli uomini di “Riccio”. Qualcuno sventola una bandiera in segno di festa. Questa foto ha un valore immenso e riesce a rappresentare il più nobile significato della Lotta di Liberazione: Aldo Valerio “Riccio” stringe la mano ad un cittadino, un atto di consegna, un segno della mantenuta parola, la vera restituzione a tutta la comunità di un progetto che trovava compimento nella raggiunta libertà.

Il 25 aprile in una stretta di mano!

(* storico e studioso delle tradizioni locali)

Ultimi video

Sei mesi per raccontare un secolo: si chiude “Chiavari e l’Ottocento”. Parla l’assessore Sabina Croce
La responsabile della rassegna promossa dalla Società Economica traccia un bilancio positivo della rassegna dedicata alla storia della città tra conferenze e visite guidate. Ma già si guarda al futuro
Nerone parla ancora al presente: a Lavagna il gran finale della rassegna tra storia antica e attualità
Sergio Audano, docente del Liceo “Marconi-Delpino” di Chiavari, socio dell’Accademia Ligure di Scienze e Lettere e curatore degli incontri: “Non tutto ciò che accade oggi diventerà storia”

Altri articoli

Pina Picierno fonda Spazio Pubblico: “Serve un riformismo coerente e popolare, in grado di entusiasmare”

La vicepresidente del Parlamento Europeo: “Giuseppe Conte condiziona molto Elly Schlein. Ed è una delle ragioni per cui ho deciso di lasciare il Partito Democratico”

“Basta far aspettare i giovani in panchina”: l’appello degli industriali al convegno di Confindustria a Rapallo

La presidente dei Giovani Imprenditori, Maria Anghileri: “Lanciamo la proposta di un salario competitivo: fine a mille euro in più nel primo anno”. Emanuele Orsini: “Confindustria non sta con nessuna forza politica”