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Giovedì 22 gennaio 2026 - Numero 410

Per una giustizia giusta. Il discorso di Mattarella alle Camere e l’incontro con Stefano Giaime Guizzi

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di ANTONIO GOZZI

L’invito di ‘Piazza Levante’ al dottor Stefano Giaime Guizzi a discutere con noi il tema ‘Riforma della Giustizia e riforma dell’Ordine giudiziario nel Piano Nazionale di ripresa e resilienza’, nell’intervista pubblica che sarà condotta presso Wylab dall’avvocato Giovanni Beverini, appare particolarmente puntuale e tempestivo.

Dopo il discorso di insediamento alle Camere di Sergio Mattarella per il suo secondo mandato al Quirinale, e dopo la lunga parte del suo intervento dedicato ai mali della giustizia e all’impellente e non più rinviabile necessità di una profonda riforma del settore, l’avere a disposizione un magistrato di così alto rango come Stefano Giaime Guizzi è una vera fortuna.

Napoletano di nascita ma residente a Genova, Guizzi ha una lunga carriera in magistratura, che all’inizio degli anni Duemila lo porta a esercitare le funzioni prima di pretore e poi di giudice presso il Tribunale di Chiavari (allora avevamo ancora un Tribunale nella nostra città).

Nel 2003 Guizzi approda alla Corte Costituzionale, ove svolge le funzioni di assistente di studio del Presidente Chieppa (si occupa, tra le altre cose, dei conflitti di attribuzione tra Presidente della Repubblica e Procura di Palermo, in ordine alle intercettazioni nell’inchiesta sulla presunta trattativa Stato-Mafia).

Nel 2017 è Consigliere di Cassazione presso la III Sezione Civile, dove si occupa di materie che spaziano dalle responsabilità civile e sanitaria all’infortunistica stradale e al diritto della navigazione. Degna di menzione, tra le altre, la sua sentenza che ha riconosciuto il diritto del malato al risarcimento del danno derivante dalla lesione del proprio diritto alle ‘scelte ultime’ in ordine alla propria esistenza.

Il giudice Guizzi partecipa ad attività di studio e formazione organizzata del Csm ed è autore di numerose pubblicazioni.

Mi sembra che la discussione con l’illustre ospite non possa che partire dalle parole che il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha dedicato al tema della giustizia nel suo discorso di insediamento dinanzi al Parlamento. Le riportiamo integralmente.

“Nell’inviare un saluto alle nostre Magistrature – elemento fondamentale del sistema costituzionale e della vita della nostra società – mi preme sottolineare che un profondo processo riformatore deve interessare anche il versante della giustizia. Per troppo tempo è divenuta un terreno di scontro che ha sovente fatto perdere di vista gli interessi della collettività. Nella salvaguardia dei principi, irrinunziabili, di autonomia e di indipendenza della Magistratura – uno dei cardini della nostra Costituzione – l’ordinamento giudiziario e il sistema di governo autonomo della Magistratura devono corrispondere alle pressanti esigenze di efficienza e di credibilità come richiesto a buon titolo dai cittadini.

È indispensabile che le riforme annunciate giungano con immediatezza a compimento affinché il Consiglio Superiore possa svolgere appieno la funzione che gli è propria, valorizzando le indiscusse alte professionalità su cui la Magistratura può contare, superando logiche di appartenenza che, per dettato costituzionale, devono rimanere estranee all’Ordine giudiziario. Occorre per questo che venga recuperato un profondo rigore.

In sede di Consiglio Superiore ho sottolineato, a suo tempo, che indipendenza e autonomia sono principi preziosi e basilari della Costituzione ma che il loro presidio risiede nella coscienza dei cittadini: questo sentimento è fortemente indebolito e va ritrovato con urgenza. I cittadini devono poter nutrire convintamente fiducia e non diffidenza verso la giustizia e l’Ordine giudiziario. Neppure devono avvertire timore per il rischio di decisioni arbitrarie o imprevedibili che, in contrasto con la doverosa certezza del diritto, incidono sulla vita delle persone.

Va sempre avvertita la grande delicatezza della necessaria responsabilità che la Repubblica affida ai magistrati. La Magistratura e l’avvocatura sono chiamate ad assicurare che il processo riformatore si realizzi, facendo recuperare appieno prestigio e credibilità alla funzione giustizia, allineandola agli standard europei”.

Mattarella era stato criticato da più parti nel primo settennato per una sua presunta timidezza nei confronti di magistrati e magistratura.

Questa volta sembra voler voltare pagina. Lo si capisce dagli applausi. Mentre Mattarella nel suo discorso toccava i temi incandescenti della giustizia tutto il Parlamento alzatosi in piedi batteva le mani, sottolineando i passaggi più critici. Il passaggio più forte è certamente quello in cui il Presidente dice, chiaro e tondo, che i cittadini non devono più avvertire timore per il rischio di decisioni arbitrarie che, in contrasto con la doverosa certezza del diritto, incidono sulla vita delle persone.

Mattarella ricorda in qualche modo che gli italiani hanno paura dei giudici e delle loro decisioni talvolta incomprensibili, dell’altalena dei processi e delle sentenze. Tutto questo deve finire. Vanno fissate una volta per tutte le garanzie per gli indagati che spesso finiscono in custodia cautelare. Il carcere deve essere l’extrema ratio e più in generale l’asticella dei diritti non deve mai scendere nel corso dei processi.

In una bella intervista rilasciata proprio sul discorso del Presidente alle Camere, l’ex sindaco di Milano Giuliano Pisapia, uno dei più noti penalisti italiani, oggi europarlamentare del Partito Democratico, ha detto: “È un discorso di civiltà e queste frasi così nette e incisive costringono a riflettere sulla presunzione di innocenza su cui pure si sta lavorando dopo la risoluzione dell’UE. La presunzione di non colpevolezza fino alla sentenza definitiva di condanna non può essere una formula astratta appesa al nulla”.

E ancora: “Io non ho mai sentito Mattarella parlare con tanta forza e precisione di giustizia. Qualcuno ha evocato un’amnesia nel discorso di fine anno, ma oggi, all’inizio del secondo mandato, le sue parole sono uno spartiacque. Non vorrei essere troppo ottimista ma credo che siamo all’inizio di una nuova stagione di cambiamento”.

Speriamo che Pisapia abbia ragione e che la forza tranquilla del Presidente Mattarella inneschi finalmente quel processo di riforma necessario per arrivare ad una ‘giustizia giusta’ come dicevamo da giovani.

L’incontro con Stefano Giaime Guizzi sarà quanto mai interessante per capirci di più.

Vi aspettiamo numerosi (Wylab, via Davide Gagliardo 7, Chiavari, venerdì 11 febbraio 2022, ore 17,30). Il link per prenotarsi è: https://bit.ly/3Ht7oNT.

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