di ALESSANDRA FONTANA
‘Garibaldi nella terra dei suoi avi’: si chiama così la mostra inaugurata proprio a Ne nei giorni scorsi. Un’esposizione visitabile al secondo piano del Municipio, in orario d’ufficio con possibilità, su richiesta, anche di viste guidate. Il taglio del nastro è avvenuto il 9 gennaio e dopo si è svolto un incontro dal titolo ‘Garibaldi giovane’, concepito per esaminare il periodo della crescita del giovane Giuseppe Garibaldi e l’ambiente storico e familiare in cui si è sviluppato.
La storia della Val Graveglia è indissolubilmente legata a quella dell’eroe dei due mondi. Basti pensare che nella chiesa di San Biagio è conservato l’Atto di Battesimo del nonno di Giuseppe Garibaldi, Angelo, datato 10 gennaio 1741 che recita: “Il 10 gennaio 1741, Angelo Maria Garibaldo, figlio dei coniugi Domenico e Giulia, nato la notte antecedente, è stato battezzato dal R.D. Giuseppe Garibaldo, su licenza di me Giovanni Francesco Ghio, Rettore di questa Chiesa di San Biagio di Garibaldo. Padrini furono Battino Danero figlio di Bartolomeo della Parrocchia di San Lorenzo di Cogorno e Geronima Raffo figlia di Silvestro della Parrochhia di Sant’Apollinare di Reppia”.
Le ricerche instancabili del professor Giuseppe Anzalona hanno portato al recupero di questi documenti storici. Da allora la Val Graveglia non ha mai perso tempo e ha cominciato a costruire progetti, monumenti ed eventi che omaggiassero Garibaldi e la sua terra di origine. Per citare alcuni esempi tra tutti le opere dello scultore Franco Casoni, una proprio a Chiesanuova e una a Conscenti di fronte al Comune.
La scultura riporta le parole della scrittrice e poetessa Elena Bono: “In questa nobile e fiera immagine scolpita nel bel marmo locale dalla forte mano di Franco Casoni ritorna alla terra dei suoi regali esuli progenitori Giuseppe Garibaldi, l’esule combattente in ogni terra, su ogni mare per il diritto degli uomini ad essere cittadini del luogo natio a vivere in esso ed in esso morire”. Per prenotare una visita guidata basterà chiamare 0185 337090. All’interno della mostra si trova un famoso dipinto di Gerolamo Induno, pittore soldato del 1860, ci sono libri e documenti. Un viaggio nel tempo e nello spazio.