Glocal… no social
Settimanale di attualità, economia e sport

Ultima edizione

Giovedì 29 gennaio 2026 - Numero 411

A San Colombano si fondono ‘Marsano’ e ‘Marco Polo’ e nasce il nuovo indirizzo di studi per Enogastronomia e ospitalità alberghiera

Condividi su

di ALBERTO BRUZZONE

L’istituto ‘Marsano’ continua a fare passi da gigante e a crescere, anno dopo anno. Sede principale a Genova, sedi distaccate a Sant’Ilario, ad Arenzano e a San Colombano Certenoli e, a partire dal prossimo settembre, un nuovo e assai interessante percorso didattico e formativo. La novità è inserita all’interno del cosiddetto ‘Piano dell’offerta formativa della Regione Liguria’, documento che viene redatto ogni anno e che, per il ciclo 2022/2023, è in approvazione in Regione, dopo l’ok già ottenuto dalla Giunta Regionale su proposta dell’assessore alla Scuola, Università e Formazione, Ilaria Cavo. Il piano, infatti, verrà adesso sottoposto al Consiglio Regionale per la definitiva approvazione, dopo l’iter in Commissione.

Per quanto riguarda il ‘Marsano’, è prevista nella succursale di San Colombano l’annessione della succursale di Calvari dell’istituto alberghiero ‘Marco Polo’: e tutto questo farà nascere il nuovissimo indirizzo professionale Enogastronomia e ospitalità alberghiera, che avrà appunto nell’entroterra ligure il suo fulcro e che va ad aggiungersi alle altre già importanti eccellenze del nostro territorio, dalla Scuola Alberghiera di Lavagna alla Scuola di Alta Formazione di Villa Durazzo a Santa Margherita, quella denominata tecnicamente Its Turismo.

A confermare questo percorso è Giovanni Pietro Poggio, che è il dirigente scolastico dell’istituto agrario ‘Marsano’, oltre che il preside del ‘Vittorio Emanuele’, una delle principali scuole genovesi. “La sezione del ‘Marco Polo’ di Calvari verrà accorpata con la succursale del ‘Marsano’ di San Colombano, dando vita a questo nuovo indirizzo formativo che speriamo possa riscontrare successo. L’iter di approvazione è in corso in Regione e abbiamo fiducia che tutto possa andare per il meglio”.

Poggio, che è il decano dei presidi genovesi, annuncia anche che “il ‘Marsano’ sta facendo importanti passi in avanti, che gli consentiranno prossimamente, per quanto riguarda San Colombano, di diventare un istituto autonomo, con un dirigente scolastico a tempo pieno. Per quanto riguarda il percorso della Enogastronomia e della ospitalità alberghiera, questo vedrà impegnate le migliori risorse di entrambe le scuole. Tra i progetti proposti, ad esempio, c’è quello di creare una linea di prodotti a filiera corta. Le novità saranno presentate prossimamente attraverso un open day”.

Oltre al ‘Piano dell’offerta formativa della Regione Liguria’, in Regione è in discussione anche il ‘Piano di dimensionamento della rete scolastica’. Fra le novità più importanti proposte, ecco l’attivazione di un liceo musicale (con sezione musicale) al liceo ‘Cassini’ di Sanremo, la creazione del nuovo ‘Istituto Tecnico Professionale di Chiavari’, l’attivazione dell’indirizzo professionale ‘Pesca commerciale e produzioni ittiche’ all’Istituto Professionale ‘Einaudi Chiodo’ della Spezia.

Con tale provvedimento, alla luce delle ‘Linee guida regionali’ e delle proposte contenute nei piani di Città Metropolitana di Genova e delle province liguri, d’intesa con l’Ufficio Scolastico Regionale per la Liguria e con il contributo delle diverse componenti del comparto scolastico, la Regione interviene sul dimensionamento della rete scolastica e sull’offerta formativa degli istituti scolastici.

“Delle due anime, quella del dimensionamento e quella dell’offerta formativa, questo è soprattutto un piano di aumento dell’offerta – dichiara l’assessore alla Scuola, Ilaria Cavo – a cominciare dal liceo musicale di Sanremo che va a completare la proposta scolastica in una città che ha una grande vocazione in tal senso. Questo liceo dà atto della storia di un territorio, che accogliamo, rimarcando l’unanimità avuta da tutte le componenti territoriali e il sostegno della direzione scolastica regionale. Ci auguriamo che vi sia consenso unanime in tal senso anche in Consiglio Regionale. Il miglioramento dell’offerta passa poi dal potenziamento dell’istruzione tecnico professionale con la creazione di un unico istituto a Chiavari nato dall’accorpamento degli istituti ‘Caboto’ e ‘In Memoria dei morti per la patria’ fino ad arrivare ai nuovi corsi di ‘pesca commerciale e produzioni ittiche’ alla Spezia. Tutto nasce dall’ascolto del territorio con un ampliamento dei corsi serali che vanno a intercettare una particolare utenza”.

L’indirizzo ‘Servizi per l’enogastronomia e l’ospitalità alberghiera’ – secondo i prospetti ministeriali – ha lo scopo di far acquisire allo studente, a conclusione del percorso quinquennale, le competenze culturali, sociali, tecniche, economiche e normative necessarie per l’educazione, la formazione culturale e per l’inserimento lavorativo nelle filiere dell’enogastronomia e dell’ospitalità alberghiera. L’identità dell’indirizzo punta a sviluppare la massima sinergia tra i servizi di ospitalità e di accoglienza e i servizi enogastronomici attraverso la progettazione e l’organizzazione di eventi per valorizzare il patrimonio delle risorse ambientali, artistiche, culturali, artigianali del territorio e la tipicità dei prodotti enogastronomici.

La qualità del servizio è strettamente congiunta all’utilizzo e all’ottimizzazione delle nuove tecnologie nell’ambito della produzione, dell’erogazione, della gestione del servizio, della comunicazione, della vendita e del marketing di settore.

Per rispondere alle esigenze del settore turistico e ai fabbisogni formativi degli studenti, il profilo generale è orientato e declinato in tre distinte articolazioni: Enogastronomia, Servizi di sala e vendita, Accoglienza turistica.

Nell’articolazione ‘Enogastronomia’, gli studenti acquisiscono competenze che consentono loro di intervenire nella valorizzazione, produzione, trasformazione, conservazione e presentazione dei prodotti enogastronomici; di operare nel sistema produttivo promuovendo la tipicità delle tradizioni locali, nazionali e internazionali applicando le normative su sicurezza, trasparenza e tracciabilità; di individuare le nuove tendenze enogastronomiche.

Nell’articolazione ‘Servizi di sala e di vendita’, gli studenti acquisiscono competenze che li mettono in grado di svolgere attività operative e gestionali in relazione all’amministrazione, produzione, organizzazione, erogazione e vendita di prodotti e servizi enogastronomici; di interpretare lo sviluppo delle filiere enogastronomiche per adeguare la produzione e la vendita in relazione alla richiesta dei mercati e della clientela; di valorizzare i prodotti tipici locali, interagendo con il cliente per trasformare il momento della ristorazione e della degustazione in un evento culturale.

Nell’articolazione ‘Accoglienza turistica’, vengono acquisite le competenze per intervenire nell’organizzazione e nella gestione delle attività di ricevimento delle strutture turistico-alberghiere, in relazione alla domanda stagionale e alle diverse esigenze della clientela. Particolare attenzione è riservata alle strategie di commercializzazione dei servizi e di promozione di prodotti enogastronomici che valorizzino le risorse e la cultura del territorio nel mercato internazionale, attraverso l’uso delle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione.

Ultimi video

“Polenta e osei? Stop del Tar Liguria!”. Parla Federica Bisanti di Lipu Tigullio
“La delibera regionale che autorizzava la caccia a oltre 37.000 uccelli protetti è stata annullata, tradizione e gastronomia non valgono come scusa”
“C’era un asilo… e ora c’è”: passo dopo passo, torna il progetto della scuola dell’infanzia Asilo Della Torre
Aperte le porte fino al 14 febbraio a genitori e bimbi. Un’offerta formativa che guarda oltre

Altri articoli

Votare Sì nel referendum è una battaglia per liberarsi dalla subordinazione di un potere anomalo, arbitrario, discrezionale, talvolta persino golpista

L’intervento di Giuliano Cazzola: “I prosseneti del No rifiutano di confrontarsi nel merito, ma insistono nell’evocare cataclismi istituzionali infondati”

Strada provinciale 26 chiusa almeno fino al 6 febbraio: prossimo sopralluogo da parte dei tecnici, nel crescente malumore della popolazione

Il vicesindaco Podestà: "Le operazioni di disgaggio della parte alta della cava proseguono con grande difficoltà vista la condizione di instabilità che si è venuta a creare"