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Giovedì 15 gennaio 2026 - Numero 409

Emma Garibaldi e le sue bravissime compagne: il giro del mondo in… 80 determinazioni

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di DANILO SANGUINETI

Cuore di Emma. Gambe, muscoli, occhio, tendini, pelle, tatto contano, non c’è dubbio. Le doti atletiche e mentali del campione sono doni, in più il coraggio uno se lo può dare a dispetto di quanto sostiene l’Alessandro del ‘romanzetto’. Ed Emma Garibaldi ha lucidato il titolo conquistato contro ogni pronostico a inizio mese con una prestazione strepitosa, figlia di una impavida volontà. Testarda ricerca di un risultato che fosse una carezza per lei, i suoi familiari la sua società e le compagne di team che nelle settimane precedenti hanno lottato contro diversi avversari solo in parte in carne e ossa e farina di magnesio… Tredici anni e sembrano molti per una atleta mini nelle forme, gigantesca nella volontà.

Ha preparato l’assalto al titolo con minuziosa solerzia, gettando lontano le scusanti, numerose e fondate, che avrebbe potuto addurre. Il tricolore era là e lei voleva prenderselo. Per arrivare in vetta la scalata è stata lunga, a tratti sfiancante. Il giorno più lungo di Emma è stato sabato 7 novembre: il palazzetto dello sport di Cantalupa, la spiaggia alla quale approda per inseguire un piazzamento, nei sogni più nascosti una medaglia di qualsiasi colore.

Il campo di battaglia sono i campionati tricolori della categoria Gold (il rango più alto tra le tesserate) di ginnastica ritmica. Per la lavagnese Garibaldi, cresciuta – entrata in palestra quando appena sapeva tenersi ritta sulle gambe – nella società della sua città, la gloriosa Riboli, un’occasione per mettersi in mostra, le sfide preliminari l’hanno segnalata come campionessa potenziale. Uscirà da quel palazzetto tenendosi stretta un titolo e un’impresa epocale.  Nella gara di qualificazione con il suo attrezzo prediletto, il cerchio, ottiene un punteggio che la fa entrare nella finale a otto al terzo posto. Un’ottima base di partenza, la medaglia è a portata di mano, ma si sa che l’emozione potrebbe giocare brutti scherzi.

Invece Emma da agonista pura qual è fiuta il colpaccio e nell’esercizio finale dà il meglio, anzi si supera. Sfodera un’esecuzione impeccabile che le regala la medaglia dal colore più prestigioso. Una piccola gigante. In un minuto e mezzo di esercizio fa roteare insieme al suo cerchio anche una carriera agonistica fatta di risultati e di delusioni, di vittorie e di incredibili sfortune, ai tanti alti sono seguiti quasi altrettanti bassi dovuti agli infortuni e agli stop forzati. C’era tutto questo e molto altro ancora, pensando ai tempi non facili nei quali le è toccato gareggiare e vivere, nello sguardo di intesa con le sue allenatrici Sara Rodà e Laura Lodi, seguito da un pianto sciogli tensione. Per i veri festeggiamenti si è atteso il ritorno alla base.

Nella palestra di San Martino a Cogorno c’erano, naturalmente l’uno con l’altro a debita distanza come richiedono le misure di distanziamento sociale, i parenti, gli amici, le compagne. Il presidente della società Riboli Eugenio Perrone ha riassunto il comune sentire: “Emma è stata brava, anzi di più, eccezionale. Si è confermata una sognatrice che non si è mai arresa e che oggi insegna a molti che l’impegno e l’amore per ciò che si fa, alla fine, paga sempre. Siamo orgogliosi dell’importante risultato raggiunto, e sicuri che sarà il primo di una lunga serie. Colgo l’occasione per ringraziare l’amministrazione comunale di Cogorno e in particolare l’assessore allo sport Luca Torrente, che ha voluto congratularsi con Emma di persona al suo rientro da Cantalupa”.

Conferma l’amministratore cogornese. “A nome dell’amministrazione comunale e di tutta la cittadinanza, porgiamo le più vive e sentite congratulazioni ad Emma e a tutta la società Riboli. A loro e a tutte le famiglie degli atleti rivolgo sentiti complimenti per tutto l’impegno che hanno messo in questo sport durissimo, ancor di più in questo momento di emergenza sanitaria per il Covid-19 dove ho visto il massimo impegno anche per la sicurezza degli atleti e delle loro famiglie”.

E che le vittorie siano utili non solo a chi le consegue è confermato da quanto accaduto nel prosieguo della stagione agonistica. Ancora il presidente Perrone: “Devo estendere le congratulazioni alla squadra che sull’esempio di Emma non ha mai mollato in una stagione interminabile e travagliata come nessuno poteva immaginare. Nell’ultima giornata a Caorle ha ottenuto un terzo posto che le è valso la medaglia d’argento nel Campionato di serie C. Risultato straordinario perché ottenuto con una formazione di sole J1 (giovanissime). Abbiamo mandato in pedana a Caorle oltre a Super Emma Garibaldi (palla), Chiara Milanta (cerchio e clavette) e Selene De Vito (fune e nastro), sostenute in diretta dalle compagne Elisa, Veronica e Matilde. Ringraziamo Selene, atleta della Auxilium Ritmica per aver vestito i colori della nostra società in questo Campionato, il suo aiuto è stato prezioso”.

Il campionato è durato oltre dieci mesi. “Venne interrotto a febbraio, dopo la seconda prova, a causa dell’emergenza sanitaria. Le ragazze sono state brave a mantenere concentrazione, voglia di lavorare per l’intera estate e si sono presentate ancora più agguerrite alla ripresa, tenendo salda la posizione in classifica”. Emma e compagne: rigorose più di un sergente prussiano, grintose più di un wrestler americano, tenaci più di un fachiro indiano. Il giro del mondo in 80 determinazioni.

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