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Giovedì 4 giugno 2026 - Numero 429

Economia genovese, industria e turismo sono in difficoltà, secondo il report di Confindustria. E per il 2025 pesa l’incognita dei dazi Usa 

Una possibile spinta alla ripresa potrebbe arrivare da una riduzione del costo dell’energia, ipotizzabile in caso di risoluzione del conflitto in Ucraina
Il porto di Genova è il principale scalo italiano
Il porto di Genova è il principale scalo italiano
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(r.p.l.) La presentazione degli indicatori economici relativi al secondo semestre 2024 di Genova e provincia e alle prospettive per il primo semestre 2025 ha offerto un quadro sfaccettato dell’economia genovese, tra criticità e opportunità di ripresa.

L’incontro si è svolto alla presenza del presidente di Confindustria GenovaUmberto Risso, e del responsabile del centro studi dell’associazione, Giacomo Franceschini. L’analisi congiunturale evidenzia un contesto incerto, con fattori sia positivi che negativi. “Oggi come oggi le spinte sono contrastanti, ma forse prevalgono quelle negative”, ha affermato Risso, sottolineando però che basta poco per cambiare il quadro. Una possibile spinta alla ripresa potrebbe arrivare da una riduzione del costo dell’energia, ipotizzabile in caso di risoluzione del conflitto in Ucraina.

Il settore industriale genovese ha subito gli effetti della debole domanda interna e internazionale, con un calo del fatturato sia sul mercato italiano che, in misura maggiore, nelle esportazioni. La cantieristica ha tenuto grazie al mercato interno, mentre l’automotive e la moda, meno rappresentativi a Genova, hanno registrato contrazioni. La metalmeccanica ha mostrato invece maggiore tenuta, trainata dai risultati positivi di alcune grandi imprese.

Secondo Risso, gli investimenti sono una necessità: “L’industria non può mai stare ferma, può al massimo rinviare in attesa di chiarimenti, ma poi deve investire”. Finora l’attenzione è stata rivolta principalmente al personale, ma il prossimo passo sarà l’ammodernamento dei macchinari, con un focus su informatica e high-tech. Le infrastrutture giocano un ruolo chiave per lo sviluppo economico della città. “Se vogliamo la decrescita felice possiamo rinunciarci”, ha affermato Risso, ribadendo l’importanza di portare avanti i progetti in corso e quelli pianificati per il futuro.

Quanto al turismo, si interrompe, secondo Confindustria, “la crescita del giro d’affari degli operatori turistici, dopo sette semestri di rialzi. Risultati nel complesso in linea con i numeri di arrivi e presenze del periodo luglio-novembre, che mostrano una frenata della crescita della componente straniera. Allo stesso tempo, i prezzi – la cui crescita finora non si era fermata – si sono raffreddati. I margini delle imprese tuttavia registrano ancora un limitato incremento”.

E le prospettive per il 2025? Secondo Confindustria, “spinte contrastanti caratterizzeranno l’attività economica delle imprese nella prima parte del 2025. In positivo agirà la ripresa dei consumi favorita dal recupero del reddito disponibile reale già osservato nel 2024. Contestualmente miglioreranno le condizioni di accesso al credito. Gli ostacoli riguardano i possibili dazi Usa e in generale la dinamica fiacca dell’export, i costi ancora alti dell’energia, la piena efficacia del Pnrr”.

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