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Giovedì 4 giugno 2026 - Numero 429

Dolphins Chiavari, riecco il baseball nel Levante

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Questa è una storia di testardaggine e di resilienza. Una prova di come le ragazze salveranno lo sport, soprattutto da queste parti.
C’erano una volta le ragazze vincenti del softball anche nel Tigullio. Una piacevole anomalia, relativa in Italia, assoluta nel Levante.
Poi il Dolphins Club Chiavari attraversò la peggiore crisi della sua pluridecennale storia: campi, mezzi, uomini e programmi stavano svanendo. Nel settore riservato ai maschietti, dove si pratica il baseball, era giocoforza rinunciare ai campionati maggiori, si doveva ripartire da zero o quasi: ancora peggio nel settore rosa, quello del Softball, la formazione che si era inerpicata sino ai campionati nazionali si era sfaldata per ‘decorrenza dei termini’: niente ricambi al gruppo storico, chi appendeva guantoni e mazza al chiodo per raggiunti limiti di età, trasferimenti, sopraggiunti impegni lavorativi.

Sulla barca però restò saldamente al suo posto una sola, Martina Romaggi, giocatrice ma ancor prima innamorata del Baseball e del Softball. Senza un attimo di esitazione, decise di caricarsi sulle spalle l’intera società. “Sì, non volevo che andasse persa una storia così importante. Sono cresciuta sul diamante steso sui campi della Colmata, assieme alle ragazze del Softball e i ragazzi del Baseball abbiamo avuto momenti belli e momenti difficili. Ho chiesto a un paio di amici e colleghi di restare a fare gli allenatori e di ripartire dalle basi, ossia dal tirare su una nuova generazione di atleti. Per il momento solo bambini ma stiamo dandoci da fare per accogliere anche le bambine”.

L’affollamento della Colmata a Mare, da sempre casa dei Dolphins, che andava divisa con diverse squadre di calcio, penalizzava gli spazi concessi al Baseball. Martina prende una decisione coraggiosa: “Venni informata che a Calvari c’era il campo di calcio a sette giocatori che aveva orari e spazi a disposizione per una società anche non del comune di Nè che intendesse sottoscrivere un accordo pluriennale. Non ci fu bisogno di riflettere molto, alla Colmata ci erano stati lasciati solo due giorni alla settimana in orari scomodi per gli allenamenti dei ragazzini, dalle ore 19 alle 21. Al campo sportivo Marchesani di Calvari ci garantivano due pomeriggi, dalle ore 17 in poi. Era una differenza non da poco. Lo scorso anno abbiamo provato, abbiamo visto che i ragazzi venivano, siamo riusciti ad allestire una formazione Under 12 e una Under 15. Si ripartiva. Con un allenatore che viene da Genova e uno che viene da Lavagna, tutti che prestano la loro opera per passione, siamo ripartiti, riusciamo a tirare avanti”.

Eppure la società ha ancora nella ragione sociale Chiavari sebbene operi in Val Graveglia. “No, raccogliamo adesioni anche dalla città di origine, nelle ultime due edizioni dell’Expò Fontanabuona ci siamo fatti conoscere anche in quella valle. Restiamo un club che opera sull’intero Levante, siamo convinti che torneranno tempi migliori per chi lavora tra i… diamanti. Girando per la Liguria mi accorgo che è dura da tutte le parti, a Ponente che era la terra promessa del baseball ligure c’è stata una contrazione di strutture e tesserati, società storiche hanno ammainato bandiera. A Genova nonostante abbiano un impianto da sogno come il Carlini non vivono giorni felicissimi, poi da lì a Spezia ci siamo solo noi”.
La presidente Romaggi non è affatto spaventata per la sua solitudine: “Il vento cambierà, in questa stagione abbiamo avuto un aumento dei tesserati, e nei prossimi mesi i numeri potrebbero ancora migliorare. A proposito, chi volesse venire a provare può trovarci negli orari di allenamento a Calvari il martedì e il giovedì. Garantiamo un mese di prova gratuita. Questo sport da fuori può sembrare complicato, da dentro al campo ti conquista. Parafrasando una nota pubblicità: un diamante (in questo caso tracciato sull’erba) è per sempre!!!”.

N.B. Poiché non si pretende che i lettori abbiano la sapienza enciclopedica sportiva riservata a pochi ‘impallati’ è giusto spiegare che cosa è il Softball: è la versione più dolce del Baseball, come rivela l’aggettivo ‘soft’, ossia soffice, leggero in inglese. Lo scopo del gioco è quello di segnare punti facendo in modo che i giocatori avanzino su un percorso composto da quattro basi. È un discendente diretto del baseball, sebbene con alcune differenze, su tutte l’uso di palle più grandi e più pesanti (di circa un terzo rispetto al Baseball) e un campo di gioco più piccolo. Si lancia dal basso, con rotazione o meno del braccio. Va bene per le ragazze, può servire come pratica propedeutica al Baseball per i più piccoli.

(d.s.)

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