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Giovedì 22 gennaio 2026 - Numero 410

Cultura e percorsi unitari: la buona volontà del Tigullio si è già disciolta come neve al sole

Proviamo a riflettere, senza polemiche, ma con il desiderio di capire su cosa poter contare per il futuro in progetti che richiedono territori ‘larghi’
L'antico Palazzo di Giustizia di Chiavari, uno dei simboli della città
L'antico Palazzo di Giustizia di Chiavari, uno dei simboli della città
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di GIORGIO ‘GETTO’ VIARENGO *

Il comune di Pesaro ha appena iniziato il suo percorso di Capitale Italiana della Cultura 2024. Vorrei ripercorrere l’importante esperienza della presentazione della candidatura che come Tigullio abbiamo vissuto anche qui. Durante un importante convegno svoltosi a Chiavari, la sindaca di SestriValentina Ghio, lanciò l’idea di partecipare al concorso per la Capitale della Cultura, e molto intelligentemente non la racchiuse in una proposta campanilistica, ma indicò il territorio del Tigullio come soggetto progettista in competizione per il prestigioso ruolo. 

Primo punto da tenere a mente: quanti comuni aderirono alla proposta di pensarsi cornice capace di raccogliere al suo interno il Tigullio? Ebbene, solo sei comuni furono intrepidi nella scelta: Sestri LevanteLavagnaChiavari Santa Margherita Ligure. I conti non tornano, dirà qualcuno. E infatti, i comuni tigullini interessati si fermarono a quattro, si giungeva a sei allargandosi al Golfo Paradiso, dove aderirono Camogli Recco.

Proviamo a riflettere, senza polemiche, ma con il desiderio di capire su cosa poter contare per il futuro in progetti che richiedono territori ‘larghi’, visioni capaci di fare squadra e poter far vincere davvero l’intero Tigullio. Ad oggi non si trova una possibile proposta unitaria. L’idea fu considerata da molti interessante, le associazioni culturali del territorio si sentirono possibili protagoniste, soggetti potenziali per suggerire un nuovo originale progetto, dove il lavoro da esse svolto potesse costituire una precisa indicazione. Ho provato a rivolgere a diversi operatori culturali, a volontari preziosi, capaci di dar vita a vere stagioni d’incontri e cultura, la stessa domanda: siete stati contattati? Il punto interrogativo rimaneva talmente sospeso da rimanere, a distanza di anni, glacialmente immobile. 

Passarono i mesi e in molti ci chiedevamo come sarebbe stato possibile vincere quella competizione col Cantero chiuso, con molti spazi non attrezzati, con possibili ‘location’ tutte da inventare. Ancora una volta provammo a scrivere sui media locali alcune proposte: attivare una consulta, un tavolo per capire come operare al meglio per raggiungere l’obiettivo. Capimmo che non eravamo all’altezza, che erano necessarie figure capaci di costruire quel progetto, maghi della comunicazione che avrebbero ottenuto una visibilità tale da giungere al successo. Arrivò la splendida notizia che eravamo stati prescelti tra i finalisti, ci ritrovavamo in compagnia di comuni capoluogo, con spalle davvero potenti, cominciavamo a sognare. VicenzaViareggioPaestum CilentoSiracusaMesagneGrossetoChioggia Ascoli Piceno.

Ora il percorso verso la meta si faceva più vicino ed era in programma un’audizione dei comuni a Roma, presso la prestigiosa sede del Collegio Romano del Ministero della Cultura, la primavera del 2022 portava questa importante scadenza. Entro il 29 dello stesso mese la comunicazione della comunità vincitrice. 

I tempi si facevano più stretti e si poteva leggere sui giornali locali dell’ennesima iniziativa di preparazione: il due febbraio la convocazione a Chiavari per lavorare alla presentazione del ‘dossier Atlante culturale del Tigullio’. Il corpo informativo al documento indicava le tante novità previste: “Si tratta di un’esperienza che per la prima volta unisce le amministrazioni (erano rimaste le medesime), il mondo associativo e quello accademico nella realizzazione di progetti che mettono al centro la cultura del territorio nelle sue molteplici peculiarità, ponendosi l’obiettivo di promuovere sviluppo e crescita con un valore aggiunto per tutta la comunità”. Applauso! Come si fa a non essere d’accordo! Ho attivato diversi amici che fanno parte del citato “associazionismo”, conosco “accademici”, ho riproposto la già citata domanda e il glaciale punto interrogativo è prontamente riapparso.

Arrivò il tanto atteso giorno e…  ci ritrovammo perdenti: la Capitale sarà Pesaro. Un po’ d’amarezza, ma prontamente ripartivano le note stampa, citerò la nazionale Ansa: “Tigullio sconfitto vuol proseguire nel lavoro”. Mi pareva una scelta ottima, intelligente, una soluzione da persone capaci di perdere senza arrendersi. Termino qui la mia riflessione: non è successo nulla, tutto si è sciolto come neve al sole, nessun tavolo di confronto, nessuna consulta dell’associazionismo; e il Cantero sempre chiuso! Tutti a Pesaro o riproviamo col Tigullio?

(* storico e studioso di tradizioni locali)

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