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Giovedì 4 giugno 2026 - Numero 429

Csk Lavagna, Margarita: “Le amministrazioni ci diano una mano per poter ripartire”

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di DANILO SANGUINETI

Una presa ferrea sulla politica. Al CSK sanno come bloccare la preda, anche nel caso sia sfuggente, simile adun’anguilla come spesso si rivela l’amministratore, locale o nazionale che sia.

Evro Margarita – maestro di Karate (cintura nera 7° Dan) fondatore del Csk Lavagna, vicepresidente Fesik, Federazione Educativa Sportiva Italiana Karate, membro del bureau del WKMO (World Karate Martial Arts Organisation) va dritto al punto.

“Se non ci danno una mano dall’alto, siamo spacciati. I comuni e gli altri enti amministrativi locali si ricordino anche di noi che facciamo sport di base, che significa in soldoni che diamo uno scopo e una disciplina a tanti giovani”.

La sua visione non è né miope né angusta. Sa che in momenti eccezionali bisogna ampliare lo sguardo. “Il mio come diversi altri sport di contatto è sprofondato in un buco nero, una crisi della quale non si vedono fondo e fine. Se gli enti locali non ci verranno incontro, predisponendo, o aiutandoci a predisporre le strutture, sarà un disastro. Io guardo a settembre, alla piena ripresa dell’attività. Si dovranno seguire le norme previste dai vari protocolli messi a punto dalle federazioni, con le misure di sanificazione e di distanziamento obbligatorie. Inoltre i responsabili dei vari club dovranno farsi carico del controllo degli impianti e assumersi la responsabilità in caso di positività riscontrate nei praticanti e frequentatori degli impianti”.

Oneri gravosi oltre il sopportabile. “Non vedo come discipline come il mio karate possano ripartire in sicurezza. Il punto interrogativo dei mesi scorsi, rimane ed è bello grosso. Ci attendiamo un dialogo costruttivo con le autorità. La nostra attività si rivolge a un’utenza di giovani agonisti ma anche di bambini. La ripartenza in sicurezza è fondamentale. Noi abbiamo tre palestre, a Lavagna, San Salvatore e Carasco. E ci sono complicazioni ovunque”.

Pessimista? Cominciano ad esserlo in molti. La settimana scorsa, in qualità di vicepresidente di Lavagna Sport, il pool di società sportive che gestisce gran parte degli impianti cittadini, ha incontrato l’assessore allo sport della giunta Mangiante, Luca Sanguineti. “Lo ho trovato disponibilissimo. La situazione che abbiamo trovato ci ha fatto allargare le braccia a noi e a lui. Lavagna ha 4 palestre, due di esse (‘Riboli’ e ‘Don Gnocchi’) sono di proprietà degli istituti scolastici omonimi. Ospitavano nel corso della settimana tantissime società, da settembre, vista la nuova normativa, saranno destinate solo agli studenti. Quindi ne restano due per le società sportive, il Palasport e la Scafa. E queste potranno ospitare meno utenti del normale, dovendo adeguarsi alle regole sul distanziamento e sanificazione. Significa avere rispetto al 2019 spazi ridotti di oltre il 50%. È logico che alcune società siano disperate, perché orari e aree in meno significano meno tesserati, ossia meno incassi indispensabili per sopravvivere. Ed infatti in un primo giro di opinioni con i colleghi di altri club e discipline ho ascoltato diversi. Io mi arrendo perché così non ha senso continuare. Mi auguro di toppare clamorosamente, ma se qualcosa non cambia, in autunno tante società sportive cadranno più inesorabilmente delle foglie dai rami…”.

Un inciso. Un primo rombo di tuono che annuncia la tempesta imminente. I nuovi casi di positività al Covid-19, tra cui quello del nazionale di pallanuoto Aicardi hanno indotto il comitato regionale Fin a tornare sui suoi passi e cancellare i campionati liguri di nuoto. “Il consiglio regionale, riunitosi in convocazione straordinaria, a seguito dei nuovi casi di contagio Covid 19 ha deliberato all’unanimità l’annullamento di tutte le manifestazioni sportive con effetto immediato. La difficile decisione è stata presa per tutelare in primis i nostri atleti, principale patrimonio delle nostre società. Nella speranza di poter riprendere al più presto con rinnovato entusiasmo e determinazione”. Margarita sorride amaro, dargli ragione non gli dà alcun piacere.

“Lo sport ha un valore economico, sociale ed educativo. Accogliamo e istruiamo, amatori e agonisti, adulti e bambini, ogni categoria, ogni età. Il Karate aiuta moltissimo a livello di salute mentale e fisica. Infatti abbiamo campioncini come Aldo Roberti che oltre alle vittorie nella disciplina, fa centro anche nella vita: studia, si applica e ha risultati di eccellenza. Ricordo che chi sta bene, è forte, fa risparmiare allo Stato tanto in termini economici e di impegno. Non chiediamo il sussidio, chiediamo un investimento. Aiutateci e andremo meglio, tutti, sportivi e non”.

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