Glocal… no social
Settimanale di attualità, economia e sport

Ultima edizione

Giovedì 4 giugno 2026 - Numero 429

Cronache da Genova – Anche in Liguria si prepara il dopo Berlusconi in Forza Italia

A seguito della visita di Tajani nel capoluogo e il successivo congresso romano, ad emergere per la guida del partito ligure è Mario Mascia
Forza Italia alla resa dei conti dopo la morte di Silvio Berlusconi
Forza Italia alla resa dei conti dopo la morte di Silvio Berlusconi
Condividi su

di FABRIZIO DE LONGIS

I destini di Forza Italia e dei forzisti solleticano gli appetiti politici liguri. 

A seguito della scomparsa del fondatore e storico leader, Silvio Berlusconi, anche in Liguria gli assetti del partito e i destini dei suoi esponenti attraggono più di un interesse all’interno dello scenario politico.

Nel mentre il partito regionale vive una pace siglata in onore di Berlusconi, gli animi sembrano ribollire sommersi.

In campo restano, infatti, rancori, vecchi sgambetti e visioni contrastanti che le differenti anime dei forzisti non sembrano voler dimenticare. Anzi, ad oggi, paiono appena coperti da una coltre di strategia attendista, ma pronti ad essere dissotterrati in un attimo.

In campo, nella migliore delle vincenti espressioni figurative berlusconiane, due contendenti principali. Da un lato il segretario regionale in carica, Carlo Bagnasco. Dall’altro il capogruppo in Regione, Claudio Muzio.

Il contendere fra i due non è un segreto e in maniera animosa contraddistingue il partito oramai da alcuni anni. Soprattutto da quando, anno domini 2020, il già allora segretario regionale Carlo Bagnasco, proprio in campagna elettorale per le regionali, con Claudio Muzio in corsa per la riconferma del proprio scranno in via Fieschi, appoggiava apertamente la candidatura di Salvatore Alongi. Noto oculista e già politico di Rapallo, casa di Bagnasco. 

Ma lo scontro fra i due esponenti forzisti sembra essere anche di natura prettamente politica, nel segno di visione e rappresentanza, compresso fra due spinte storicamente contrastanti del partito berlusconiano. Da un lato la rappresentatività dall’alto, fra aspirazioni internazionali, profilo istituzionale e cultura politica, con tutto quel mondo che dipendeva dalla diretta emanazione del presidentissimo. Dall’altro lo spirito popolare, dal basso, che pesca e rivendica i voti fra sagre, caffè ai bar di bocciofile e circoli dei pescatori, e si pone l’obbligo della concretezza prima della raffinatezza. 

Per farla breve, le due storiche anime di Berlusconi, leader internazionale e cantante di canzoni dialettali. Equilibrio che da sempre riusciva solamente a lui.

A fare da paciere fra queste due spinte contrastanti liguri, pare sia stato direttamente il neo segretario Antonio Tajani

Mentre il vicepremier si è impegnato a ricucire le anime nazionali e ad ereditare un ruolo assai complicato, ha scelto la Liguria come una delle tappe che lo hanno guidato al congresso del partito. Giunto, infatti, a Genova e proprio a Rapallo prima della convention nazionale, pare abbia imposto a Bagnasco e Muzio la tregua. Per uno scontro che di recente aveva raggiunto un apice con la vittoria di Francesco Solinas, candidato indipendente centrista, alle elezioni comunali di Sestri Levante. Con Bagnasco, Carlo, unito al padre Roberto (unico parlamentare ligure forzista), a sostegno del candidato ufficiale di centrodestra (il giornalista Diego Pistacchi), e Muzio in fuga solitaria a sostegno di Solinas. Con tanto di vittoria proprio di Solinas ed elezione dello stesso Muzio a consigliere comunale di maggioranza. 

Una battaglia che sa di Tigullio al cento per cento, ma che di recente ha visto riassettare gli equilibri su Genova.

Infatti, proprio a seguito della visita di Tajani nel capoluogo e il successivo congresso romano del partito, ad emergere per la possibile guida del partito ligure, è il nome di Mario Mascia

Avvocato classe 1972, Mascia è un assessore di peso della giunta guidata da Marco Bucci a Genova. Deleghe importanti quali Urbanistica, Edilizia privata e Sviluppo economico. In ottimi rapporti con il sindaco e con tutta la maggioranza. Simpatico alla minoranza. Mascia è uomo di intese e di confronto pacato. Da tempo operativo al vertice di una creatura molto cara al sindaco genovese: ossia la Business unit. Una struttura di insieme di tutti i dipartimenti comunali che affronta unitariamente i progetti pubblici e privati dedicati allo sviluppo economico genovese. 

Ruolo, quest’ultimo, che lo ha condotto nelle grazie di Bucci, ma non solo. 

E proprio questo profilo dell’avvocato Mascia, pienamente e radicalmente forzista, sembra essere balzato all’attenzione di Tajani, il quale pare desideroso di insignirlo del ruolo di vertice del partito regionale. Un’operazione che riporterebbe i destini di Forza Italia ligure sulla baricentrica Genova e porrebbe una tregua tra Bagnasco e Muzio.

In quest’ottica, dopo il passaggio di guida del Partito democratico ligure, dalla sestrese Valentina Ghio, allo spezzino Davide Natale, il Tigullio potrebbe perdere il secondo leader regionale di partito (rimane il chiavarese Roberto Traversi per il Movimento 5 Stelle). Con una notevole perdita di influenza politica del territorio a livello ligure.

Piccola nota non indifferente, Mascia ha visto i suoi esordi politici genovesi godere del sostegno di Roberto Bagnasco, con il quale festeggiò l’elezione a consigliere comunale di maggioranza del primo mandato di Marco Bucci. Anno 2017. Per poi siglare un chiaro accordo di reciproco aiuto con Claudio Muzio a partire dal 2019, in vista delle regionali 2020, fornendo un sostegno di voti decisivo a Muzio su Genova (uno dei motivi più chiari per cui vinse lo scontro interno con Alongi). Ad oggi, però, il principale supporter di Mascia sembra essere l’avvocato ex deputato forzista, Roberto Cassinelli. Uomo caro proprio a Tajani.

Ultimi video

Antonio Gozzi nominato Cavaliere del Lavoro: dall’acciaio alle startup e all’editoria, passando per la Virtus Entella
Il modello Gozzi premiato dal Quirinale. Unico ligure tra i prescelti di quest’anno: "Da Chiavari si può competere con i migliori”
Crisi Amt, emergenza trasporti anche nel Tigullio. Parla Federico Bairo di Usb Trasporti
“Bus fermi e corse soppresse non dipendono dai lavoratori, ma dai ritardi nei pagamenti ai fornitori. Utenti e dipendenti vivono una situazione di stress inaccettabile”

Altri articoli

Piano Sociosanitario Regionale: dopo l’ira dei sindaci, esclusi dal confronto, riparte il dialogo con la Regione Liguria

L’assessore Nicolò: “Nei prossimi giorni li incontreremo”. Natale e Sanna del Pd: “L’unico passo da fare è ritirare questo impianto e ripartire da zero”

Nel nuovo 'disordine mondiale' l'export italiano cresce nonostante tutto. Ma la crisi di Hormuz continua a spaventare

Presentato lo studio condotto da Argo, osservatorio nato dall’esperienza del Forum del Commercio Internazionale e ideato da ARcom Formazione, una scuola di formazione la cui direttrice scientifica è la genovese Sara Armella