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Giovedì 16 luglio 2026 - Numero 435

Comuni montani, in Liguria ne sono stati tagliati trentadue: ci sono Sori e Sanremo, ma non Avegno, Cicagna e Coreglia

Per affrontare la situazione, Anci Liguria ha chiesto un incontro urgente alla Regione e riunirà i sindaci dei comuni esclusi per accompagnarli, qualora lo ritengano opportuno, verso una possibile class action cumulativa
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(r.p.l.) Non si placano le polemiche a proposito della nuova classificazione dei comuni montani, che tocca in maniera importante anche la Liguria. Essere comune montano, infatti, significa poter godere di particolari agevolazioni, ed ecco perché uscire dall’elenco viene percepito come un danno. Ora, a seguito dell’aggiornamento della classificazione approvato in Conferenza Unificata lo scorso 5 febbraio, Anci Liguria esprime preoccupazione per le ricadute socio-economiche sui territori esclusi. Attualmente, la Liguria conta un totale di 142 comuni montani.

Secondo l’associazione, la nuova classificazione non è un semplice atto burocratico: può influire sulla fiscalità locale e sul mantenimento dei servizi essenziali. “Le criticità maggiori colpiscono i piccoli comuni dell’entroterra ligure e le realtà con una forte occupazione nel settore primario che risultano oggi escluse, pur essendo in molti casi intercluse o confinanti con comuni già montani”, sottolinea Anci Liguria.

Il contesto della regione è caratterizzato da altitudini spesso contenute, ma anche da una forte fragilità territoriale, con carenza di servizi, viabilità complessa, spopolamento e costi elevati di manutenzione. Secondo l’associazione, una lettura basata prevalentemente su parametri geomorfologici rischia di non rappresentare lo svantaggio reale di molti piccoli comuni, producendo esclusioni difficili da spiegare “solo attraverso i numeri”.

Per affrontare la situazione, Anci Liguria ha chiesto un incontro urgente alla Regione e riunirà i sindaci dei comuni esclusi per accompagnarli, qualora lo ritengano opportuno, verso una possibile class action cumulativa. L’uscita dalla classificazione montana comporta rischi quali la perdita di agevolazioni fiscali e misure di vantaggio collegate allo status, la difficoltà nel mantenimento di servizi essenziali e un indebolimento della tutela del territorio.

Secondo l’elenco ufficiale, i comuni liguri precedentemente classificati come montani che risultano oggi esclusi sono 32, tra cui Avegno, Cicagna, Coreglia Ligure, Moneglia, Sestri Levante e Tribogna (Genova); Chiusavecchia, Pompeiana, Pontedassio e Ranzo (Imperia); Beverino, Bonassola, Borghetto di Vara, Brugnato, Carrodano, Deiva Marina, Follo, Levanto, Monterosso al Mare e Riccò del Golfo (La Spezia); Albenga, Andora, Ceriale, Cisano sul Neva, Garlenda, Ortovero, Quiliano, Tovo San Giacomo, Vado Ligure, Vezzi Portio, Villanova d’Albenga e Zuccarello (Savona). Otto invece i nuovi ingressi: Sori (Genova); Diano Arentino, Diano San Pietro, Dolcedo, Sanremo e Ventimiglia (Imperia); Loano e Pietra Ligure (Savona).

Secondo Anci Liguria, la nuova classificazione presenta anomalie tecniche: otto dei comuni esclusi non raggiungono la soglia altimetrica richiesta, parametro che ignora la reale fragilità territoriale e la complessità orografica ligure. Alcuni casi limite, come Ranzo, Chiusavecchia e Pontedassio nell’Imperiese o Zuccarello nel Savonese, appaiono contraddittori in quanto intercluse, cioè confinanti esclusivamente con aree montane. Perplessità emergono anche per Carrodano nello Spezzino e per alcuni comuni dell’area interna Fontanabuona, come Cicagna, Tribogna e Coreglia.

Tra le dichiarazioni, Fabio Natta, coordinatore della Consulta Piccoli Comuni di Anci Liguria, ha affermato: “Anci Liguria ha evidenziato, da subito e prima a livello nazionale, le preoccupazioni sui criteri di classificazione. Grazie a un sinergico lavoro di squadra il quadro che si è delineato è senz’altro più congruo rispetto alle prime gravi ipotesi proposte, ma presenta ancora evidenti criticità. Ritengo doveroso continuare a supportare i comuni e aiutare quelli che si vedono privati di un diritto in tutte le sedi opportune”.

Daniele Galliano, coordinatore della Commissione Montagna di Anci Liguria, ha aggiunto: “Chiediamo alla Regione risposte certe per i nostri comuni dell’entroterra. È paradossale assistere all’esclusione di realtà storicamente montane mentre vengono inseriti comuni costieri che non presentano le medesime necessità di sostegno. La priorità di Anci Liguria resta la salvaguardia dei territori fragili e interclusi, che devono poter beneficiare di misure di vantaggio per contrastare spopolamento e carenza di servizi”.

Pierluigi Peracchini, presidente di Anci Liguria, ha commentato: “Anci Liguria ha sempre dimostrato uno spirito di collaborazione attivo e pronto verso la Regione e il Governo. Tuttavia, non possiamo dirci soddisfatti: i comuni non sono stati ascoltati dalle istituzioni centrali e il risultato è sotto gli occhi di tutti. Ora dovremo cercare di tutelare i comuni esclusi e le loro comunità in ogni sede”.

Infine, Simone Franceschi, vicepresidente di Anci Liguria, ha dichiarato: “Chiederemo immediatamente un confronto con la Regione per garantire quei supporti e quelle agevolazioni che i comuni montani devono continuare ad avere. Ci troviamo in un quadro che vede 32 comuni esclusi: sosterremo questi territori in qualunque percorso vogliano intraprendere per difendere un diritto che non può essere basato esclusivamente sul criterio altimetrico. L’entroterra ha criticità specifiche e non può essere penalizzato da una valutazione fatta solo sulla carta”.

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