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Giovedì 5 febbraio 2026 - Numero 412

Ma la Città Metropolitana tira dritta per la sua strada: “L’eventuale vincolo paesaggistico non rappresenta per noi un ostacolo alla prosecuzione dell’opera”

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I lavori per la realizzazione della cosiddetta Diga Perfigli sono ripartiti lungo la Piana dell’Entella. Dalla Città Metropolitana, riceviamo e pubblichiamo lo stato di avanzamento e gli ultimi aggiornamenti.

Sono ripresi in questi giorni i lavori alla foce del fiume Entella, con il ripristino dell’area di cantiere e la prosecuzione della bonifica bellica, attività propedeutiche alla realizzazione delle opere di mitigazione del rischio idraulico per i centri abitati di Chiavari e Lavagna.

Negli scorsi mesi Città Metropolitana e Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, si sono incontrati in vari tavoli di approfondimento, che hanno portato a scelte condivise, nel rispetto ed in piena osservanza delle raccomandazioni contenute degli atti autorizzativi, relative alla mitigazione dell’impatto paesaggistico dell’opera, tra cui miglioramenti estetici all’argine e realizzazione di scavalchi coerenti con i percorsi preesistenti, di pendenza adeguatamente ridotta, adatti anche al passaggio di mezzi meccanici e fauna selvatica locale, nonché lo sviluppo dell’opera ai margini dell’antico ‘seggiun’, al fine di evitare di interessare la storica difesa spondale sia con il nuovo argine, sia con le strutture interrate ad esso adiacenti.

Ribadendo poi l’estrema disponibilità del nostro ente nei confronti della Soprintendenza per quanto riguarda le rilevazioni di tipo archeologico previste in futuro, anche sulla sponda chiavarese, gli incontri avvenuti hanno così permesso di individuare il percorso realizzativo migliore in sinergia con la stessa.

Per quanto riguarda invece i dubbi recentemente avanzati dal Comune di Lavagna in merito al vincolo paesaggistico, argomento anche di diffide ricevute da alcune associazioni, ricordiamo che questi non sono elementi di ostacolo per la prosecuzione dell’opera, in quanto l’interpretazione fornita dalla giurisprudenza, relativamente alle disposizioni normative citate, indica che il sopravvenuto vincolo paesaggistico non è opponibile a colui che, come nel caso della Città Metropolitana di Genova, debitamente autorizzato anche sotto il profilo paesaggistico in virtù di un precedente regime, abbia già iniziato l’esecuzione dei lavori (vedasi: Cons. Stato, Sezione VI n. 3851 del 17/06/2010; Corte Cost. Sentenza n. 276/2020).

Quest’ultimo principio è maggiormente valido se si considera che nel nostro caso non si tratta di vincolo paesaggistico sopravvenuto, ma di una proposta di dichiarazione di notevole interesse pubblico.

Nel voler ribadire alla cittadinanza che l’obiettivo della Città Metropolitana di Genova ritiene quest’opera indispensabile per tutelare l’incolumità collettiva a fronte di eventuali futuri eventi alluvionali, considerato il rischio idraulico del bacino del fiume Entella, il nostro ente rimane a disposizione di tutti coloro che volessero avere chiarimenti sul proseguimento dei lavori nel rispetto della normativa sulla trasparenza degli atti, e contestualmente ringrazia i proprietari delle aree della zona, interessate ai procedimenti di asservimento, per la fattiva collaborazione che stanno dimostrando, in queste settimane, con l’accettazione degli indennizzi.

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