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Giovedì 22 gennaio 2026 - Numero 410

Ciao Guido, che anche l’acqua ti sia lieve

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di DANILO SANGUINETI

Sapeva stare sia dietro che davanti la camera, porgere e reggere il microfono con immutata nonchalance, moderazione e intelligenza. Lo notava chiunque abbia visto al lavoro Guido Martinelli, giornalista a 360 gradi – cronista, redattore, speaker, addetto stampa – mancato  lo scorso giovedì 26 settembre.
Ghermito senza preavviso, un attacco di cuore mentre stava coprendo un evento al Golf Club Rapallo, il convegno promosso dal Winner Volley e dal Panathlon Club Rapallo ‘Un mare di sport’. Un fulmine a ciel sereno, Martinelli aveva 68 anni ma ne dimostrava parecchi di meno, il fisico da atleta ricordo degli sport praticati in gioventù. Nel Golf Club erano presenti diversi medici, si sono prodigati per rianimarlo, anche sull’ambulanza che volava verso l’ospedale di Lavagna, purtroppo tutto è stato vano.

Lascia Dori, la compagna di una vita, e una figlia. E un vuoto nell’anima dei suoi colleghi, alcuni dei quali lo conoscevano da oltre 40 anni. Qualcuno lo ha tristemente ‘rimproverato’ di aver voluto giocare uno di quegli scherzi che di tanto in tanto si inventava. Niente di realmente cattivo, battute, motti di spirito e piccole beffe, atti gentili e simpatici che non offendevano nessuno e che facevano sorridere anche chi era stato preso di mira.
Guido si era conquistato il rispetto generale nel corso di una carriera iniziata in pratica ancor prima di finire gli studi universitari, Giurisprudenza. Appassionato e occasionale praticante di calcio e pallanuoto, egualmente competente, egualmente bravo nel raccontarli anche se, confessava, la vera passione era quella per le calottine e l’acqua clorata. Unica altra ‘scimmia’ che potesse eguagliare quella per la waterpolo, era l’amore viscerale per il Genoa. Tifoso rossoblù senza ipocrisie, sapeva essere perfettamente equanime nel parlare dei cugini blucerchiati, che pure aveva seguito per diverse redazioni sportive televisive per oltre trent’anni.
Ricordava con commozione il periodo a cavallo tra anni Ottanta e Novanta, gli anni eroici del Grifone di Aldo Spinelli e del suo allenatore, Osvaldo Bagnoli, quando raccontava delle trasferte in Europa per seguire l’avventura in Coppa Uefa del Genoa gli occhi si illuminavano. Per lui il top era stato la partita ad Anfield Road, nello stadio del Liverpool pluricampione d’Europa e vedere il Grifone uscire vittorioso dallo scontro con gli apparentemente invincibili Reds. Ripeteva che se hai visto la Kop, la mitica collina, la curva dei supporter del Liverpool, hai visto il meglio del meglio.

Negli ultimi anni il calcio lo aveva un po’ stufato, lo seguiva per ragioni professionali ma con un pizzico di distacco, di scetticismo, mentre la pallanuoto era sempre in cima ai suoi pensieri. Faceva l’impossibile per guadagnarle spazio con i media per i quali lavorava. Faceva l’addetto stampa con una dedizione e un calore molto superiori a quanto gli veniva corrisposto da dirigenti di società che erano più amici che datori di lavoro.
Sori, Mameli, Pro Recco e da tre anni il Chiavari. E poi c’era ‘Pallanuotando’, la trasmissione che aveva ideato, costruito, sviluppato e tenuto in vita a dispetto che la materia e il ritorno economico fossero disperanti. Era un riferimento in campo nazionale e non solo. La vedevano in diretta o via streaming tutti gli appassionati e Guido prima o poi ospitava chiunque contasse nel mondo waterpolo. La pensava, montava e dirigeva da solo o quasi.
D’altronde, era abituato ad agire da one man band: quante volte lo si è visto improvvisare a bordo vasca perché la batteria della camera cedeva, si inventava spettacolari telecronache nel tubo (da studio guardando le immagini della diretta) o in differita.
È rimasto un comunicato scritto per la Chiavari Nuoto, due giorni appena prima che scoccasse l’ora fatale: parlava con il solito insopprimibile entusiasmo di una manifestazione giovanile che iniziava venerdì 27 e si sarebbe protratta sino a domenica 29 settembre. Il Trofeo Liguria Summer Cup per Under 17, nati nel 2003 e seguenti. Una competizione che serve a familiarizzare i giovani con le nuove regole introdotte dalla federazione mondiale da meno di un anno.

Guido concludeva dicendo: “Se è vero che con l’applicazione delle nuove tegole l’Italia è diventata campione del mondo e questa regolamentazione favorisce la tecnica a dispetto dell’eccessivo agonismo, la pallanuoto giovanile chiavarese, presente in massa sul territorio, dovrebbe trarne nuovi benevoli auspici per la formazione dei suoi futuri campioncini”.
Sguardo in avanti, sempre a pensare a cosa avrebbe portato il domani, sicuro che sarebbero tornati i tempi d’oro anche nelle piscine. La fine imprevista e inattesa è dolorosa per chi rimane e allo stesso tempo deve riempire di orgoglio chi gli voleva bene: stava lavorando, facendo quello che adorava fare, ha chiuso senza preavviso ma l’ultimo servizio lo ha portato a termine.
Missione compiuta, come al solito, Guido.

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