di ROSA CAPPATO
Eliminare la fermata dell’autobus e il relativo attraversamento pedonale posizionato sul ponte di Sori, immediatamente dopo una curva cieca dove, di fatto, ha avuto luogo un incidente mortale. Questo ha chiesto Simona Ceccon, docente di scuola materna e residente a Camogli, dopo la tragica morte di Antonio Sarcletti, 51 anni, consigliere comunale di Pieve Ligure, postino e volontario, conosciuto e benvoluto in tutto il Golfo Paradiso, appassionato di viaggi e fotografia.
A Sori si riflette sulla pericolosità della fermata dell’autobus sul ponte. Dopo l’appello pubblico da parte dell’insegnante camoglina, si attende da giorni un riscontro, da parte di Comune e azienda di trasporti.
L’incidente mortale sul ponte di Sori si è verificato il 28 luglio intorno alle 17, in via XXV Aprile, in direzione Recco. Il consigliere era in sella alla sua moto prima dello scontro frontale con un’auto e poi vi è rimasto incastrato sotto. Sul posto sono tempestivamente intervenuti i Vigili del Fuoco, la Polizia locale, i Carabinieri di Santa Margherita Ligure, con la Pubblica Assistenza di Nervi, ma sebbene si sia tentato di rianimarlo, non c’è stato altro da fare che constatarne il decesso.
“Martedì pomeriggio mi trovavo lì – ha scritto Ceccon nel suo accorato appello al Comune – Per rispetto e per delicatezza nei confronti di Antonio e di tutte le persone che gli hanno voluto bene, non voglio scrivere nulla in merito a quei terribili e interminabili momenti. Voglio però fare un appello al Comune di Sori affinché possa adoperarsi per eliminare la fermata dell’autobus e il relativo attraversamento pedonale, posizionato sul ponte, immediatamente dopo una curva cieca dove, di fatto, ha avuto luogo l’incidente mortale. Non entro nel merito delle responsabilità o delle dinamiche relative a quella precisa circostanza ma, sicuramente, quella fermata (e la relativa coda che fisiologicamente si genera) rappresenta un potenziale pericolo per guidatori e pedoni. A distanza di pochi metri, cioè prima della curva cieca, esiste già un attraversamento pedonale ed è regolato da semaforo, quindi decisamente più sicuro. Anche nel caso della fermata del bus, esiste già una fermata pochi metri più avanti (direzione Genova) ben visibile a tutti, quindi decisamente più sicura. Senza polemica alcuna, spero davvero che quanto descritto venga preso almeno in considerazione”.
L’accorato appello era corredato da un’immagine, quella del ponte di Sori, scattata proprio dallo stesso sfortunato Sarcletti. All’appello ha risposto immediatamente il consigliere comunale di Sori Ilaria Bozzo, eletta anche nel Consiglio Metropolitano della Città di Genova, con deleghe a Pianificazione Strategica e Territoriale, Sviluppo Socio-Economico e Transizione Digitale. “Mi sono mossa immediatamente – dichiara Bozzo – Città Metropolitana ha dato disponibilità subito per ottenere il nullaosta alle modifiche della fermata Amt, ma sono in attesa del parere da parte del Comune di Sori”.
Ad Amt è stato chiesto di considerare di sopprimere quella fermata anche perché dopo pochi metri, appunto, ce n’è un’altra. Inevitabilmente i tempi si sono allungati, a causa delle ferie estive e le note criticità di Amt: proprio in questi giorni si sono susseguiti i tavoli di confronto con i Comuni per il nuovo orario invernale.
“Ho chiesto al Comune di procedere – chiude Bozzo – e mi hanno detto che volevano dei dati per verificare l’utenza della fermata prima di decidere”. Il sindaco di Sori Marco Visca riferisce di non essere contrario alla soppressione della fermata: “Ne ho già parlato con i funzionari sia di Anas, che di Amt – conferma – Sono rimasto molto colpito dall’accaduto anche perché con Antonio ci si conosceva sin da bambini, si andava all’università negli stessi anni, conosco sua mamma, insomma questo tragedia ha colpito tante persone. La fermata dell’autobus è molto usata e io ho chiesto ad Amt i dati, prima di prendere una decisione definitiva, e sto attendendo un appuntamento per valutare anche eventualmente l’ipotesi di spostarla, oltre al riscontro sul numero delle utenze e comunque in tempi stretti, intendo procedere. Da considerare c’è anche il semaforo presente e quindi un’ulteriore ipotesi a cui sto lavorando, è quella di regolarlo in maniera differente, così da monitorare e rallentare la viabilità. In quel tratto spesso la velocità aumenta. Un mese, fa dopo l’accaduto, mi sono mosso subito in questo senso. Di fatto quella è una formata storica, ma non intendo comunque fare passare mesi: una decisione verrà presa”.
Il tragico incidente ha sconvolto tutto il territorio. La sindaca di Pieve Ligure, Paola Negro ha ricordato pubblicamente l’amico scomparso, dal sorriso gentile e di: “bontà unica. Teneva tanto alla sua Pieve, un bravo amministratore, ma soprattutto una persona rara”. Per il sorese Carlo Casaleggio: “Eri uno di noi. Amavi profondamente il nostro paese e le nostre colline, di cui conoscevi ogni sentiero. Ti piaceva essere sempre informato sulla storia di Sori e contribuire a mantenerne viva la memoria. Abbiamo condiviso tanti anni in Pro Loco e mi hai sempre dimostrato quanto tenessi a questa comunità. Ultimamente eri felice del tuo lavoro e, ogni volta che ci incontravamo, mi raccontavi con entusiasmo dei viaggi che avevi fatto e di quelli che sognavi di fare in futuro. Una persona speciale troppo presto: un bravo ragazzo, gentile, disponibile e innamorato della vita”.
Il rito funebre di Sarcletti si è svolto il 6 agosto nella chiesa parrocchiale di Sori, gremita. “Erano presenti le amministrazioni comunali, la Protezione Civile e tutte le associazioni con cui hai collaborato nel corso degli anni. – descrive quei momenti Casaleggio, come in una lettera all’amico Antonio – Due paesi si sono stretti attorno a te e alla tua famiglia, uniti da una profonda commozione, culminata in un lungo e caloroso applauso: l’ultimo, sincero grazie che tutti hanno voluto dedicarti. Sono certo che da lassù ci stavi guardando e che sarai stato fiero di vedere così tante persone raccolte nel tuo ricordo, commosse per la tua scomparsa e grate per tutto ciò che hai saputo donare con la tua disponibilità, il tuo impegno e il tuo cuore. Grazie ancora, Antonio. Il tuo ricordo continuerà a vivere in tutti noi”.