Glocal… no social
Settimanale di attualità, economia e sport

Ultima edizione

Giovedì 16 luglio 2026 - Numero 435

Calvari, inaugurato l’Anello di Camposasco, il sentiero donato al Lascito Cuneo e alla Pro Loco da tre amici, grazie al loro impegno e la loro passione

Condividi su

di ALBERTO BRUZZONE

Nel 2020, appena terminato il primo lockdown, tre camminatori, ma anzitutto tre amici, decidono di riaprire un antico sentiero dell’entroterra di Levante. I loro nomi sono Giorgio Alluzzi, Beppino Peirano e Tommaso Lavezzi, mentre il sentiero in questione è il cosiddetto Anello di Camposasco, nella zona di Calvari.

I tre amici lanciano l’idea, ne parlano con Renato Lagomarsino, fondatore del Lascito Cuneo, e tutto il resto sono sudore, fatica, impegno e tantissima buona volontà per arrivare all’obiettivo che ci si era prefissati: rimettere in funzione, con tanto di segnaletica aggiornata, un’antica via di collegamento delle vallate, attraverso operazioni di pulitura e di ripristino dell’antico, per poi donare il proprio prezioso lavoro allo stesso Lascito Cuneo e alla Pro Loco, che si occuperanno adesso del mantenimento dell’intero percorso.

Sabato scorso, con una bella e partecipata cerimonia che ha raccolto oltre centocinquanta persone, si è svolta l’inaugurazione ufficiale del ‘nuovo’ Anello di Camposasco. “Non ci aspettavamo così tanta partecipazione – racconta Renato Lagomarsino – Erano oltre centocinquanta i camminatori, che si sono trovati all’appuntamento a Calvari-Piancasarile, molti provenienti anche da Genova e dalla Riviera. Tra loro anche il sindaco di Leivi, Vittorio Centenaro, il ‘gran cancelliere’ dell’associazione ‘A Compagna’, Isabella Descalzo, lo studioso rapallese e docente universitario Giovanni Mennella, il coordinatore di ‘Sentieri a Levante’, Italo Franceschini, e Claudio Monteverde dell’Osservatorio Raffaelli.

Suddivisi per necessità logistiche in due gruppi distanziati un quarto d’ora uno dall’altro, con capofila Silvana Lagomarsino e Carlo Alluzzi, i partecipanti hanno affrontato il percorso attenendosi alla regola che era stata consigliata: ‘Camminare per vedere, osservare, scoprire e capire’, in ciò agevolati dalle note illustrative riportate sui pannelli posti nelle varie località, che sono state contrassegnate con i vecchi toponimi pressoché dimenticati, come Maasapello, Landèa, Campunà, Cà Gianche, Cantin”.

Tutto è stato studiato nei minimi particolari, compresa “la sosta prolungata e ricca di interesse presso i resti dell’antica abbazia di Villa Oneto, con l’illustrazione che ne ha fatto l’architetto Osvaldo Garbarino, che ha dato un tono culturale alla camminata. La successiva pausa nel noccioleto di Cian de Dria per il frugale ristoro offerto dai Cavalieri dell’Asino d’Oro è stata una simpatica occasione di convivialità prima di incamminarsi sulla strada sterrata di Camporotondo, lungo la quale è stato possibile osservare le singolari sculture in legno di Mirco Solari, un artista veramente sui generis che ricava le sue figure da tronchi d’albero usando non lo scalpello e il mazzuolo, bensì una piccola motosega”.

Mentre i tre amici hanno effettuato il lavoro ‘pesante’, Pro Loco e Lascito Cuneo hanno dotato il percorso di opportuna segnaletica e hanno realizzato un dépliant illustrativo per un’adeguata promozione.

“Abbiamo deciso di ripristinare questo sentiero – spiega Giorgio Alluzzi – perché era il percorso storico, che univa le frazioni della parrocchia di Camposasco, vale a dire Pian dei Cunei, Cian de Dria e Villa Oneto. Era la ‘spina dorsale’ che univa le piccole comunità, il sentiero che si percorreva per andare a scuola, alla chiesa per la Messa, il catechismo e le feste. Era il sentiero che percorrevano i nostri avi per raccogliere le castagne e fare legname nei tanti boschi della zona. E quando poi molti castagneti furono trasformati in noccioleti, a quei tempi più redditizi, lo percorrevano, verso sera, con pesanti sacchi pieni di nocciole in spalla, fino agli anni Ottanta del secolo scorso”.

Secondo Alluzzi, “ci è sembrato doveroso far conoscere le strade sulle quali i nostri padri, i nostri nonni, e chissà quante generazioni, hanno faticato e sudato, o le hanno percorse per l’ultima volta. Nel contempo, però, siamo riusciti a offrire, a chi vuole camminare, un piacevole itinerario che ha, specialmente nei ruderi dell’abbazia, anche un importante valore culturale. Proprio per questo lo abbiamo voluto denominare ‘Anello di Camposasco e dell’antica Abbazia’”. Un’altra bellezza del nostro entroterra riscoperta, adesso occorre andare avanti con convinzione, in questo percorso di rivalorizzazione.

Ultimi video

Cavi Arenelle ritrova il suo cuore verde. Inaugurati i giardini riqualificati e restituiti alla cittadinanza
Saranno spazio di incontro e aggregazione. Il Sindaco Alberto Mangiante: “Un intervento che guarda alla qualità della vita e al futuro della città"
La rotta del Dinamico: il viaggio di un gozzo tra mare, memoria e generazioni
Una storia che attraversa il tempo, nata dall’amore per il mare e custodita da chi ne ha saputo preservare il valore. Un patrimonio di passione e ricordi che continua il suo viaggio

Altri articoli

L’Italia e altri nove paesi chiedono una revisione del sistema Ets “che non penalizzi l’industria”

Tra le richieste, il prolungamento oltre l'attuale orizzonte del 2039 del percorso di azzeramento delle emissioni

La Madonnina del Mare di Zoagli spegne quaranta candeline e intanto è stata sottoposta a un’operazione di pulizia

L’intervento è stato eseguito dagli specialisti del Nucleo Carabinieri Subacquei di Genova, in collaborazione con il Comune e con il Comitato Madonnina del Mare