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Giovedì 16 luglio 2026 - Numero 435

Camogli ospita ‘Terra e Ghiaccio: Habitat in trasformazione’: la mostra del fotografo genovese Marco Gaiotti

L’autore degli scatti nasce a Genova nel 1983; nel 2007 scopre, quasi per caso, gli ambienti selvaggi dell’Africa Australe, e, contestualmente, la passione per la fotografia naturalistica
La mostra di Marco Gaiotti allestita al Castel Dragone di Camogli
La mostra di Marco Gaiotti allestita al Castel Dragone di Camogli
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di ROSA CAPPATO

Raccontare la fragile bellezza e la straordinaria capacità di adattamento della fauna dei climi freddi, sospesa tra resistenza e trasformazione. Questo l’obiettivo di Marco Gaiotti, fotografo genovese amico dell’ambiente, tornato a Camogli, in mostra a Castel Dragone con ‘Terra e Ghiaccio: Habitat in trasformazione’, allestimento patrocinato dal Comune

All’inaugurazione di venerdì scorso si è riscontrata una grande affluenza di pubblico, lieto di questo ‘bis’ offerto dal professionista, nei confronti della città. Gaiotti, dopo il successo della prima mostra ‘Un mondo che scompare’, più di 12 mila visitatori a marzo 2025, è tornato con un nuovo ‘racconto fotografico’. 

Il fotografo nasce a Genova nel 1983; nel 2007 scopre, quasi per caso, gli ambienti selvaggi dell’Africa Australe, e, contestualmente, la passione per la fotografia naturalistica che lo spinge ogni anno a esplorare gli habitat più incontaminati del Pianeta. I risultati di queste ‘avventure fotografiche’ si traducono in pubblicazioni sui più importanti quotidiani internazionali, tra cui una stampa a doppia pagina sull’edizione cartacea di ‘The Guardian’ e in numerosi riconoscimenti nei principali concorsi internazionali di fotografia naturalistica, tra i quali il Sony wpa (Open Shortlist), il primo premio nella categoria ‘Conservation Story’ al Nature’s Best, Windland Smith Rice International Awards, e il premio assoluto al Memorial Maria Luisa. Altri riconoscimenti sono stati ottenuti ad Asferico, Gdt European Photographer of the Year, Montphoto, Oasis, Glanzlichter, SipA, Nature Photographer of the year. 

Gaiotti ora illustra come il riscaldamento climatico avanzi con particolare intensità nelle regioni fredde, dove anche piccoli aumenti di temperatura provocano cambiamenti profondi. Dalle isole Svalbard alla Groenlandia, dall’Alaska alla Patagonia cilena fino all’Himalaya, ghiacci e nevi si ritirano, alterando habitat millenari. In questi territori estremi gli animali devono adattarsi rapidamente: mutano le migrazioni, le fonti di cibo e i ritmi di vita. La nuova rassegna fotografica racconta la fragile bellezza e la straordinaria capacità di adattamento della fauna dei climi freddi, sospesa tra resistenza e trasformazione.

All’inaugurazione di questa seconda esposizione, in apertura sono intervenuti il sindaco Giovanni Anelli, il vicesindaco Lorenzo Ghisoli, l’assessora all’Ambiente Cristina Gambazza e l’assessore ai Lavori pubblici Francesco Olivari che hanno sottolineato come Marco Gaiotti, alla sua quarta mostra, inclusa la trasferta a Trani, in sinergia con il Comune, riesca sempre a catturare l’attenzione del grande pubblico: “Un fotografo-artista capace di unire al fascino degli scatti esposti, frutto di un lungo, paziente lavoro di osservazione dei paesaggi e degli animali negli ambienti estremi, il messaggio, forte, attuale, di denuncia sul cambiamento climatico che incalza e trasforma l’habitat, costringendo la fauna a mutare rapidamente ritmi di vita e fonti di cibo, pena la sopravvivenza”. 

Lo scorso anno a Trani l’assessora Gambazza aveva proposto di arricchire l’esposizione con una sezione speciale dedicata ai paesaggi, alle peculiarità ambientali e alle tradizioni culturali delle due città, Camogli e Trani. Un’idea accolta con entusiasmo, che ha trasformato l’evento in un ponte che unisce bellezza e impegno per la tutela del patrimonio di due territori: natura e identità, nella suggestiva cornice del monastero della Madonna di Colonna, affacciato sul mare, su iniziativa dell’associazione culturale ‘Forme’.

A dicembre, di nuovo a Camogli, in una Sala Cassiopea del Cenobio dei Dogi gremita di pubblico, si è svolto il ‘racconto fotografico’ di Gaiotti, un viaggio per immagini attraverso oltre vent’anni di lavoro sul campo, suggestiva sequenza di fotografie, in cui il protagonista ha ripercorso le tappe principali del proprio iter professionale, mostrando come la fotografia naturalistica possa andare oltre la semplice documentazione e trasformarsi in uno strumento capace di unire valore artistico e sensibilizzazione ambientale. Venerdì scorso tra le autorità presenti al vernissage alla Dragonara, c’era anche Alessandro Capretti, direttore dell’abbazia del Fai a San Fruttuoso e Paolo Corsiglia, della Camera di commercio. Nella squadra comunale che ha collaborato con l’Ufficio Ambiente per la nuova mostra ci sono: Maurizio CanessaEster CorradoGiada Fedeli e Nicolò Pozzo. Ringraziamenti sono stati espressi anche a Stefano Del Noce, che ha collaborato all’allestimento e agli sponsor Impresa Traversone e Pietra Serena Group. ‘Terra e Ghiaccio: Habitat in trasformazione’ sarà visitabile sino al 12 aprile nei seguenti orari: venerdì 16-18; sabato e domenica 10,30-12,30. e 15-18; giovedì 2 aprile 16-18; lunedì 6 aprile 10,30-12,30 e 15-18.

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