Glocal… no social
Settimanale di attualità, economia e sport

Ultima edizione

Giovedì 22 gennaio 2026 - Numero 410

All’Istituto Comprensivo Sestri Levante ecco in scena ‘Odissea… nel Mondo’, uno spettacolo che ha coinvolto tutti gli studenti

“L’iniziativa – spiega la professoressa Stefania Verduci – è stata il frutto della ‘compagnia’ tutta intera, dove ognuno è assolutamente indispensabile e rende ciò che fa unico nel suo genere”
‘Odissea… nel Mondo’, dell’Istituto Comprensivo di Sestri Levante
‘Odissea… nel Mondo’, dell’Istituto Comprensivo di Sestri Levante
Condividi su

(r.p.l.) Grande successo per la quinta edizione del Progetto format ‘Creo, suono e canto’, quest’anno intitolato ‘Odissea… nel Mondo’, dell’Istituto Comprensivo di Sestri Levante. Protagonisti bambini della scuola d’infanzia e primaria con i loro insegnanti e gli studenti della scuola secondaria con i loro professori. Uno spettacolo, quello di quest’anno, che usa ancora di più un linguaggio multicodice, multidisciplinare e che ha intrecciato parole e gesti, musiche e atmosfere, pensieri ed emozioni, passato e presente, vero e finto: il tutto per gridare a gran voce la nostra umanità.

Racconta la professoressa Stefania Verduci: “Certo, il ‘fare teatro’, l’aspetto più importante, ha avuto la durata di un intero anno scolastico, in cui la partecipazione dei ragazzi, dei bambini e dei docenti tutti, in termini di impegno, dedizione, puntualità, responsabilità è stata vivida e costante. Prova dopo prova si costruisce e prende forma l’idea e, nella concretezza dell’esserci, si da solidità al progetto raggiungendo una forte intesa, aspetto imprescindibile per la riuscita. Anche questo è far scuola”.

La storia in breve: un gruppo di alieni, persisi nello spazio, atterrano sulla Terra e incontrano gli umani. Sono giovani, si parlano e si capiscono, vincendo ovvi pregiudizi frutto della paura: alla fine gli ospiti saranno guidati alla scoperta del nostro bellissimo pianeta e delle sue risorse naturali ed etnologiche.

In un tour virtuale, specchio di uno più interiore e profondo, i due gruppi si confrontano, riflettono e scoprono la portata reale della esistenza sulla Terra che contempla, ed è possibile, solo grazie alle emozioni: esse danno pienezza alla vita dell’essere umano a prescindere dalle culture di appartenenza, come dimostra il viaggio attraverso tutti i continenti.

“Lo spettacolo – prosegue Stefania Verduci – è stato il frutto della ‘compagnia’ tutta intera, dove ognuno è assolutamente indispensabile e rende ciò che fa unico nel suo genere. Sul palco e dietro le quinte, si vive infatti a infiniti livelli: c’è l’esperienza occasionale e quella fissa, e il buon artigianato delle scenografie, c’è l’attività commovente della recitazione e l’armonia dei suoni e dei tempi. Insomma, lo spettacolo vive al plurale e acquista respiro, valore e senso con il contributo di ciascuno singolarmente e del gruppo nella sua totalità. C’è anche bisogno di coesione, di stare bene insieme e di un obiettivo comune, chiaro nella mente di tutti: comunicare un’idea, un messaggio di valore. Un’ultima sfaccettatura: la ricerca della bellezza, attraverso queste esperienze, da molto presenti nell’istituto, tende ad affinare gli animi degli studenti, a orientarli, a costruire relazioni e a produrre benessere. Non è da poco”.

Questo è quello che è stato vissuto e costruito durante tutte le settimane di lavoro. “Aver a che fare con i più piccoli e giovani è sempre un’esperienza fertile e generativa nonché un privilegio del mestiere di noi docenti. E in questo hanno da sempre creduto le due responsabili dell’esperienza, le professoresse Elisa D’Agnessa e Chiara Costa. Per costruire progetti di questo tipo ci vuole fiducia nel fattore umano e tanta professionalità, saper progettare agendo sull’intelligenza, sulle emozioni e sul vissuto dei ragazzi, usando metodologie propositive e anche provocatorie. Avere pazienza, equilibrio. La soddisfazione che si prova al termine del lavoro ripaga di tutto. Per i docenti che, a vario titolo, hanno partecipato al progetto era chiaro il senso di quella ‘fatica’: mettersi in gioco gratuitamente, porre al centro il lavoro sulla relazione che non guarda esclusivamente né al docente né allo studente, ma di entrambi si sforza di cogliere motivazioni, aspettative e potenzialità, favorendo l’instaurarsi di una comunicazione empatica, utile all’apprendimento e alle relazioni efficaci all’interno della scuola. La scuola acquista credibilità in queste occasioni, soprattutto agli occhi dei ragazzi e di chi ha la mente aperta: la forza del sapere disciplinare, aspetto imprescindibile, da sola non può tutto nella prospettiva più ampia del fare scuola; apprendere a ‘contattare’ le proprie sensibilità, i propri stili educativi e formativi è un impegno professionale continuo e doveroso”.

Ultimi video

A Chiavari, l’omicidio di Nada Cella tra silenzi e insidie investigative. Le condanne in primo grado segnano una svolta
Ma la verità potrebbe non essere ancora completa. Intervista, alla criminologa Antonella Delfino Pesce: “Possibili nuovi sviluppi e testimonianze finora rimaste anonime”
Passaggio ufficiale dell’approdo di Lavagna a F2i. Il sindaco Gian Alberto Mangiante: “Non è una svendita”
E spiega: “Tra incassi, accolli e investimenti, il Comune riceverà circa 164 milioni senza alcun esborso, a beneficio di tutta la comunità. Ora una migliore e nuova pagina per la città"

Altri articoli

Referendum, parla il giornalista Ermes Antonucci: “Ecco come smonto tutte le ‘balle’ diffuse dai comitati del no”

"Attorno al referendum girano un sacco di bufale, ognuno poi la può pensare come vuole, può essere favorevole o contrario, l'importante però è confrontarsi sulla base di informazioni corrette"

A Recco è imminente l’apertura del cantiere per la sostituzione del ponte di raccordo al casello autostradale

È un’opera voluta per risolvere definitivamente una serie di criticità, legate non solo alla viabilità di tutta l’area, ma anche parte della rete di collegamenti con la Val Fontanabuona