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Giovedì 5 novembre 2026 - Numero 451

Addio a Mauro Pietronave, un nome entrato per sempre nella memoria collettiva di Chiavari con il ‘suo’ Defilla

Riproponiamo il ricordo del nostro editore Antonio Gozzi: “Con tanto lavoro, intelligenza e gentilezza ha consentito a un locale simbolo di arrivare sino a noi”
Mauro Pietronave, storico gestore del Defilla, è mancato qualche giorno fa
Mauro Pietronave, storico gestore del Defilla, è mancato qualche giorno fa
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(r.p.l.) Pochi giorni fa Mauro Pietronave ci ha lasciati improvvisamente. Con lui se ne va non soltanto un imprenditore apprezzato e competente, ma uno dei protagonisti di una stagione importante della storia economica e sociale di Chiavari.

Riproponiamo il ritratto che l’editore di ‘Piazza Levante’, Antonio Gozzi, gli aveva dedicato in occasione del quarantesimo anniversario di Defilla, storico punto di riferimento chiavarese che, sotto la sua guida, si è confermato simbolo del territorio.

Pietronave ha saputo interpretare con lungimiranza i cambiamenti del proprio tempo, accompagnando la crescita di un’azienda che, nel corso dei decenni, ha saputo evolversi senza mai smarrire le proprie radici. 

Defilla si è affermata come una vera eccellenza del Tigullio, un punto di riferimento per generazioni di chiavaresi e una realtà capace di coniugare tradizione, innovazione e profondo legame con la comunità.

La storia di Defilla si intreccia con quella di Chiavari: ne ha accompagnato lo sviluppo, ne ha condiviso le trasformazioni e ne ha custodito i valori più autentici. 

Per questo il suo nome è entrato a far parte della memoria collettiva della città, diventando molto più di un marchio commerciale.

Il percorso umano e professionale di Mauro Pietronave si fonde così con quello di un territorio che, anche grazie al suo contributo, ha saputo costruire la propria identità economica e produttiva ben oltre i confini del Tigullio.

Defilla e l’identità chiavarese

di ANTONIO GOZZI

Abbiamo festeggiato, qualche sera fa, i 40 anni della gestione di Defilla da parte di Mauro Pietronave e della sua famiglia.

Una serata di affetto della città verso un imprenditore che con tanto lavoro, intelligenza e gentilezza ha consentito a un locale simbolo come Defilla di arrivare fino a noi.

Mauro ha preso il locale in un momento difficile. Dopo una gestione pluridecennale della famiglia Torta si erano succedute gestioni transitorie e non all’altezza e, a un certo punto, vi era stato persino qualche sbandamento sulla vocazione e sulla formula del locale storico (ve la ricordate l’apertura del minimarket Vegè nell’ultima sala?).

All’inizio degli anni ’80 ero un giovane Assessore al Bilancio del Comune di Chiavari nella prima Giunta di centro-sinistra (con un accordo tra DC, PSI e PSDI) guidata dall’indimenticabile Ammiraglio Gatti. Erano Assessori con me Donato Donato, Martino Chiartelli, Roberto Levaggi, Emilio Cervini, e i miei compagni purtroppo scomparsi Tito Chella e Luciano Chiavaccini. Dal momento che il Comune è proprietario dei muri di Defilla, i civici amministratori di allora erano molto preoccupati, dopo un periodo così travagliato, di trovare l’imprenditore giusto cui affidare il prestigioso locale.

Ci fu discussione perché molti di noi non conoscevano Pietronave, non essendo lui di Chiavari, ma alla fine l’Ammiraglio Gatti disse: “Ragazzi fidatevi, è l’uomo giusto e vedrete che farà bene”.

Aveva ragione Gatti, che dall’alto della sua esperienza e della sua conoscenza degli uomini, parlando con Mauro, che si era presentato e aveva dichiarato al Sindaco la sua ferma volontà di rilanciare il locale, aveva capito di che pasta era fatto l’imprenditore.

Così è iniziata l’avventura imprenditoriale di cui stiamo parlando.

Mauro Pietronave ha colto da subito l’anima storica di Defilla e l’ha salvaguardata; ma ha avuto anche il coraggio di investire nel nuovo con il ristorante enoteca, con l’amore per il jazz che lo ha portato ad ospitare tanti musicisti anche molto importanti, la disponibilità ad accogliere nelle sue sale incontri e convegni di ogni tipo.

Parlando dell’identità chiavarese ho detto una volta (il copyright è mio, anche se vedo che la locuzione è molto utilizzata) che Chiavari ha 5 cose che la identificano profondamente: la Madonna dell’Orto, la Società Economica, Defilla, Luchin e l’Entella squadra di calcio.

Il Caffè Defilla è un luogo dello spirito. Ci abbiamo passato da giovani ore interminabili nelle sale da biliardo che erano dove oggi c’è il ristorante enoteca, ci abbiamo portato personaggi importanti, siamo stati per ore nelle sue sale da thé con gli amici e con qualche ragazza a cui facevamo la corte, circondati da quadri che raffigurano Chiavari, tutti di pittori illustri come Sturla, Ugolini, Perissinotti, Galbiati, Sanguineti.

Abbiamo sentito in quei locali, e ancora ce la sentiamo, l’atmosfera de ‘I giorni di Casimiro’ di Umberto V. Cavassa, che è la descrizione più magica e per me più sentimentale della nostra città.

Portici e orti-giardini, carruggi e piazzette, fontane e insegne votive, odori di osterie ed empori. Maestri e avvocati, artigiani e commercianti, intellettuali e giovani di belle speranze.

Un luogo, Chiavari, trasformato dai francesi in un importante centro della Liguria di Levante, che grazie alla modernità e alle istituzioni amministrative create nei dieci anni napoleonici sviluppò economia e società civile, istituzioni culturali, sistemi scolastici (sopra Defilla), giornali quotidiani e riviste settimanali, istituzioni benefiche, diventando importante nel Risorgimento, e crescendo alla fine dell’Ottocento e all’inizio del Novecento grazie alle ricchezze e alle rimesse degli emigrati nelle Americhe.

Altro che “paesello”, come si ostinano a dire amici miei foresti che non conoscono la storia e non comprendono lo spirito del luogo.

Una città sul mare, non una città di mare, che nella ottocentesca piazza detta delle Carrozze, oggi intitolata a Giacomo Matteotti, dove anche Defilla si affaccia, ha trovato all’ombra del monumento di Garibaldi uno dei suoi epicentri.

Le famiglie chiavaresi da più di un secolo si ritrovano nei locali del Caffè Defilla. Aperitivi, caffè, thé, dolci di ogni tipo, raccolte importanti di vini e champagne. Luogo di incontro e di discussioni, luogo per persone di tutte le età, luogo di amicizia e di affetti.

Tutte le domeniche da quasi quaranta anni compro le paste da Mauro. Fuori sul pennone all’angolo del palazzo sventola la bandiera dell’Entella.

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