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Giovedì 16 luglio 2026 - Numero 435

A Santa Margherita il lavoro è sempre più smart: dipendenti comunali in ufficio… anche da casa

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di ALBERTO BRUZZONE

Un dipendente comunale che lavora da casa. In tempi di furbetti del cartellino, potrebbe sembrare il colmo, invece a Santa Margherita Ligure si tratta di un esperimento che s’intende vincere a tutti i costi, non solo perché lo smart working, secondo molte scuole di pensiero, consente di ridurre lo stress e di lavorare meglio e più sereni, ma anche perché rappresenta un notevole risparmio dal punto di vista economico e, specie per chi usa l’auto, un abbattimento delle emissioni atmosferiche.

Il Comune di Santa Margherita è una delle prime amministrazioni in tutta la Liguria a sperimentare, per i suoi dipendenti, il lavoro da casa. L’iniziativa è stata lanciata nei giorni scorsi e alcuni impiegati l’hanno già potuta provare, con notevole soddisfazione.

È un procedimento assai comune in molti paesi esteri, visto con ancora un po’ di scetticismo, per la verità, in Italia. Ma se i risultati saranno concreti, si potrà anche estendere, in termini di orario e di effettivi. Naturalmente, lo smart working non incide per nulla sul normale orario di apertura e di operatività degli uffici per il pubblico. Il regolamento per la disciplina del ‘lavoro agile’ è stato adottato con delibera della Giunta Comunale e fa sì che i dipendenti comunali possano meglio conciliare i propri tempi di vita e di lavoro. Dopo una prima fase sperimentale, il servizio di ‘smart working’ si potrà utilizzare a tutti gli effetti.

A seguire questo percorso, c’è una brillante neo consigliera comunale. Si chiama Arianna Sturlese (nella foto a destra), è stata eletta lo scorso maggio nella lista di Paolo Donadoni Sindaco e di professione è una HR Manager (specialista cioè in ‘risorse umane’) di una multinazionale che opera nella ricambistica navale. Il primo cittadino, proprio in virtù delle sue competenze, le ha affidato la delega al Personale e, di conseguenza, l’ha incaricata di seguire in prima persona lo sviluppo di questo percorso ‘moderno’.

“Tra le altre cose – racconta Arianna Sturlese – io rispetto allo smart working sono stata una sorta di precorritrice, in quanto l’azienda dove lavoro me lo ha concesso quasi vent’anni fa, il che mi ha permesso di riuscire a lavorare in un contesto multinazionale pur crescendo due figli, e quindi riuscendo a conciliare vita e lavoro, cosa che altrimenti non sarei stata in grado di fare”.

Il campo del pubblico, però, è la vera novità: “Credo che lo smart working – prosegue la consigliera comunale di Santa – in un’era di rivoluzione digitale rappresenti un’enorme potenzialità a livello organizzativo. Certamente, una scelta di smart working dev’essere ben regolamentata e supportata da una formazione. Lo smart working introduce flessibilità lavorativa e la valutazione del dipendente sarà basata sul raggiungimento di obiettivi che dovranno essere Smart, per l’appunto, ovvero: Specific, Measurable, Achievable, Relevant, Timed. Il tutto deve portare a una maggiore valorizzazione del dipendente, che potrà meglio conciliare i tempi di vita e di lavoro. Credo che anche sulle pubbliche amministrazioni l’introduzione di smart working possa avere un impatto significativo”.

Questa opportunità prevede che il dipendente, che rientra nei parametri, possa svolgere il proprio lavoro in parte all’interno e in parte all’esterno degli uffici comunali, per esempio nella propria abitazione. Le prestazioni lavorative rese fuori ufficio non potranno essere superiori alle quattro giornate al mese e non sono cumulabili nei mesi successivi, e queste giornate non possono essere autorizzate nei giorni in cui il lavoratore presta servizio per nove ore.

Il dipendente in ‘lavoro agile’ dev’essere reperibile telefonicamente, nonché tramite e-mail, tra le 8,30 e le 12,30, salvo diverse esigenze di servizio valutate dal dirigente responsabile e formalizzate nell’accordo individuale.

La prestazione può essere svolta esclusivamente con strumenti propri – pc, connessione a internet, telefono – e nessun onere potrà essere addebitato all’amministrazione.

Secondo il sindaco Donadoni, “in molte realtà europee il cosiddetto telelavoro è una realtà consolidata e uno strumento che dà risultati positivi. La possibilità di effettuare controlli specifici, inoltre, tutela il comune e il dipendente dal punto di vista della produttività”.

Primi commenti positivi anche da parte degli ‘sperimentatori’, molti dei quali non vivono a Santa Margherita e partono anche da molto lontano. E il segretario generale del Comune, Massimo Vallese, aggiunge: “Tutto questo serve, anzitutto, a responsabilizzare i dipendenti, con cui si rafforza il rapporto di fiducia. È un incentivo a fare anche più del dovuto, tra le mura domestiche, per dimostrare come la fiducia accordata sia ben riposta”.

Nessuna barzelletta quindi, ma molta, molta serietà. E migliori risultati in termini di produttività. Vincere questa sfida? Se si vuole, si può.

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