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Giovedì 4 giugno 2026 - Numero 429

Filippo Montepagano, il mago del Long Casting

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di DANILO SANGUINETI

E’ un culturista? Un palestrato? Un bodybuilder? No, è un pescatore! Si stenta a crederlo ma nello sport che è considerato il più rilassante del mondo, ideale per chi non deve esibire fisici da copertina, c’è spazio anche per la potenza muscolare, per un’esibizione di destrezza mista alla capacità di generare energia propulsiva al massimo grado.
Il Lancio Tecnico o Long Casting (lancio a distanza) come è denominato dalla Federazione Internazionale sta rivoluzionando la pesca sportiva, dandogli un’immagine decisamente più giovane e vincente. E un colore particolarmente brillante a questa ‘istantanea’ lo aggiunge un atleta del Levante, un talento emergente che promette di diventare una superstar mondiale. Nell’ultima rassegna iridata ha dimostrato di poter insidiare il trono dell’asso degli assi. Il Long Casting consiste nel lanciare il più lontano possibile la lenza con amo, esche e piombini di peso variabili, ed è una specializzazione del Surf Casting, (lancio sull’onda) che si effettua dalla spiaggia con robustissime canne.

A Johannesburg in Sudafrica durante i Giochi Mondiali della Pesca, svoltisi dal 9 al 14 febbraio, Filippo Montepagano, portacolori della Fi.Ma Chiavari, è stato la punta e allo stesso tempo il trascinatore dell’Italia. Grazie ai suoi lanci ha portato gli azzurri a vincere il titolo italiano a squadre (formazione A composta da Monti, Del Nero, un altro giovanissimo del Levante, il sestrino Francesco Zama e Filippo che vive e lavora tra Riva Trigoso e Casarza).

La sua performance complessiva gli è valsa l’argento nella classifica individuale, a meno di 2 mt  dall’aggiudicarsi anche quel titolo iridato. È stato un duello epico con il ‘mostruoso’ (e assai più esperto) Salvador Bustos, argentino, tre volte Campione del Mondo individuale nelle ultime tre edizioni disputate, 1089,51 mt per il ligure e 1092,11 per il campione.
Il titolo di vicecampione mondiale è stato impreziosito da due record mondiali assoluti nelle categorie 150 gr di peso del complesso terminale di esca e piombo (281,19 metri) e 125 gr (280,69 mt). Riuscire a stare davanti in due sezioni all’argentino, il più forte lanciatore di tutti i tempi, è il segnale che la strada verso il trono assoluto è oramai segnata. Per dare un’idea delle prestazioni e dei miglioramenti di Montepagano, nel giro di soli dodici mesi va annotato che nella rassegna iridata del 2018, svoltasi in Italia a Castelvolturno, Bustos aveva liquidato la concorrenza, infliggendo distacchi abissali a tutti, compreso Montepagano lasciato a circa settanta metri di distanza nel totale dei lanci.

A livello di squadre, c’è poi da rimarcare il dominio assoluto dell’Italia, che ha piazzato sul secondo gradino del podio la formazione B. Il presidente della Fi.Ma Umberto Righi ha organizzato grandi festeggiamenti al rientro in Italia del casarzese: “Il futuro è suo, non ci sono dubbi. È un bambino in termini di pesca sportiva, e si dedica a questa specialità con la mentalità del professionista. Oltre a gestire il suo negozio di articoli da pesca, va in palestra almeno quattro volte la settimana per dodici mesi all’anno. È un’atleta con un fisico che gli consentirebbe di eccellere in diversi sport, ha scelto la pesca e ne siamo fieri”.

Una scommessa che potrebbe portarlo in territori inesplorati dai pescatori sportivi negli scorsi decenni. Righi pensa a un Montepagano che rappresenti l’Italia della pesca sportiva alle Olimpiadi, quelle con la O maiuscola: “È un asso. Ha tecnica e la verve agonistica per primeggiare a lungo nel Long Casting. E se, come si sente dire alla FIPSAS (Federazione italiana pesca sportiva e attività subacquee) sarà proprio questa disciplina a essere inserita negli sport olimpici con tutte le sue varie specialità, beh credo proprio che oltre a colmarci la bacheca di titoli, coppe e medaglie nazionali e internazionali, sarà anche il primo atleta Fi.Ma Chiavari a indossare una maglietta con i cinque cerchi…”.

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