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Giovedì 5 novembre 2026 - Numero 451

Borzonasca e Mezzanego, la sfida della fusione: “Insieme per dare più servizi ai cittadini”

L’obiettivo è arrivare all’accorpamento dei due enti, dando vita a un unico Comune che potrebbe chiamarsi Verdevalle. Una prospettiva di cui si discute da tempo e che ora comincia a prendere forma
Il centro di Borzonasca, paese dell'immediato entroterra del levante genovese
Il centro di Borzonasca, paese dell'immediato entroterra del levante genovese
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di ALESSANDRA FONTANA

Il futuro dei piccoli Comuni dell’entroterra passa anche dalla capacità di fare squadra. In un territorio dove le risorse economiche sono sempre più limitate e garantire i servizi diventa ogni anno più complicato, Borzonasca e Mezzanego hanno deciso di lavorare a un progetto che potrebbe cambiare l’organizzazione amministrativa della Valle Sturla. 

L’obiettivo è arrivare alla fusione dei due enti, dando vita a un unico Comune che potrebbe chiamarsi Verdevalle. Una prospettiva di cui si discute da tempo e che ora comincia a prendere forma, con l’avvio di un percorso destinato a coinvolgere amministratori, dipendenti e soprattutto cittadini.

A spiegare le ragioni dell’iniziativa è il sindaco di Borzonasca, Giuseppino Maschio. “I costi aumentano sempre di più e le entrate, quando va bene, rimangono le stesse, se non diminuiscono”. 

Una situazione particolarmente difficile per le amministrazioni dell’entroterra, che non possono contare sulle entrate garantite ai centri costieri da turismo, parcheggi e attività economiche. La fusione permetterebbe di razionalizzare le spese, eliminando alcune duplicazioni: un solo segretario comunale, un’unica organizzazione amministrativa e strumenti informatici condivisi. 

Ma il vantaggio, secondo i promotori, non sarebbe soltanto economico. Oggi, nei piccoli municipi, molte funzioni sono affidate a un unico dipendente. Quando quella persona è assente, diventa difficile garantire la continuità del servizio. Unendo gli organici si potrebbero distribuire meglio i compiti e migliorare l’efficienza degli uffici, senza necessariamente aumentare i costi. 

È proprio su questo aspetto che insiste anche il sindaco di Mezzanego, Danilo Repetto, convinto che la fusione possa rappresentare un’opportunità per l’intera vallata. L’obiettivo è “creare un soggetto nuovo più forte”, capace di ottimizzare le risorse e favorire una maggiore specializzazione dei dipendenti. Un’amministrazione unica, dunque, che nelle intenzioni dei due sindaci non significherebbe meno servizi, ma la possibilità di offrirne di migliori. 

Un elemento importante riguarda il mantenimento degli uffici nei due paesi. I cittadini continuerebbero a rivolgersi alle attuali sedi municipali per documenti, pratiche edilizie e altre necessità. A cambiare sarebbe l’organizzazione interna, non la presenza dei servizi sul territorio. 

C’è poi la questione dei finanziamenti. Repetto spiega che, a legislazione invariata, la nascita del nuovo Comune potrebbe garantire quasi 550mila euro aggiuntivi all’anno per diciassette anni. Risorse significative, che consentirebbero di programmare investimenti e rafforzare la struttura amministrativa. Un sostegno che, tuttavia, dovrebbe essere utilizzato anche per costruire un’organizzazione capace di funzionare quando gli incentivi saranno terminati. 

Il percorso richiederà tempo. Maschio conferma che è già stata predisposta una prima bozza di statuto e di organizzazione del futuro ente. Seguiranno incontri tra le amministrazioni, confronti con il personale e approfondimenti tecnici. L’ipotesi è arrivare al referendum nel 2028 e, in caso di esito favorevole, alla nascita del nuovo Comune nel 2029, alla scadenza degli attuali mandati amministrativi. 

Resta infine l’aspetto forse più delicato: l’identità delle due comunità. Borzonasca e Mezzanego hanno storie e tradizioni proprie, ma condividono da sempre una valle, rapporti familiari, attività e relazioni quotidiane. Repetto sottolinea che non esistono ragioni per una competizione tra i due territori, mentre Maschio invita a procedere con attenzione, spiegando ai cittadini ogni passaggio. L’esperienza della Valle Sturla potrebbe così fare da apripista ad altre fusioni tra piccoli Comuni dell’entroterra, alle prese con difficoltà simili. Una strada ancora tutta da percorrere, sulla quale saranno comunque i cittadini ad avere l’ultima parola. Con un obiettivo condiviso dalle due amministrazioni: mettere insieme le forze per garantire un futuro ai servizi e alle comunità della valle.

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