di ALESSANDRA FONTANA
Conoscere un sentiero, sapere dove porta e quali difficoltà può nascondere. Essere pronti a partire quando qualcuno ha bisogno, dedicare una giornata libera alla formazione o alla cura del territorio. La sicurezza in montagna passa anche da questo lavoro, spesso poco visibile, che in Val d’Aveto può contare sull’impegno di tanti volontari.
Da sabato 31 ottobre, a Santo Stefano, ci sono nuovi spazi dove incontrarsi e organizzare le attività. Nel palazzo comunale sono state inaugurate le sedi operative del CAI di Rapallo, sede distaccata di Santo Stefano d’Aveto, del Gruppo comunale di Protezione civile-Gruppo Lupo e del Soccorso alpino, stazione Tigullio-Val d’Aveto.
Il Comune ha messo gratuitamente a disposizione due locali riqualificati, scegliendo di accogliere queste realtà all’interno del municipio. Una collocazione che, come ha spiegato il sindaco Mattia Crucioli, vuole “simboleggiare una sinergia forte tra questi enti nell’interesse del territorio e dei cittadini”. L’obiettivo è consolidare la presenza delle associazioni, favorirne il coordinamento e rafforzare la tutela della comunità e del patrimonio naturale della valle.
Alla cerimonia ha partecipato anche una rappresentanza di Prociv-Arci Liguria, con alcuni volontari e il presidente regionale Celestino Moruzzi. Una presenza che si è aggiunta a quelle delle amministrazioni locali, delle associazioni e dei corpi impegnati nella sicurezza del territorio.
Per il CAI di Rapallo l’apertura segna “un nuovo piccolo passo in avanti per la nostra sezione”. Nel messaggio diffuso dopo l’inaugurazione, il Club alpino sottolinea il valore di una presenza stabile sul territorio montano, insieme al Soccorso alpino, per promuovere sicurezza e cultura della montagna. E rivolge un invito a chi desidera avvicinarsi alle sue attività: “Vi aspettiamo nella nuova sede”, per iscriversi e partecipare alla scoperta del territorio. Giorni e orari di apertura saranno comunicati dalla sezione.
La sede potrà quindi essere un luogo di incontro anche per chi comincia a camminare, cerca informazioni o vuole conoscere altre persone con cui condividere un’escursione. Un’occasione per avvicinare nuovi frequentatori alla vita associativa e alla preparazione necessaria per affrontare la montagna.

Durante la mattinata è stato presentato il progetto ‘Montagna Sicura’. Il presidente regionale del CAI ha definito l’iniziativa “una realtà veramente nuova” per la Liguria e indicato un possibile sviluppo: creare a Santo Stefano un centro di formazione del Club alpino, valorizzando la palestra indoor, le falesie e le pareti attrezzate. Una prospettiva sulla quale lavorare, che si lega alle possibilità offerte dalla zona e alla necessità di frequentarla con consapevolezza. “La montagna sicura, sicura, sicura è un po’ un sogno”, ha osservato. La formazione può però ridurre i rischi, aiutando a valutare un percorso, le condizioni in cui affrontarlo e le proprie capacità.
Quando arriva una richiesta di aiuto, invece, poter contare su persone del posto fa la differenza. Lo ha ricordato la consigliera comunale Sara Diana, che ha seguito il progetto dagli aspetti burocratici alla sistemazione dei locali e all’organizzazione della cerimonia. La conoscenza del territorio “ci garantisce una tempestività negli interventi di soccorso”, ha sottolineato, ringraziando chi mette il proprio tempo a disposizione degli altri.
Un impegno che coinvolge Protezione civile, Soccorso alpino, CAI, Croce Rossa e volontari del distaccamento dei vigili del fuoco di Rezzoaglio. Il Soccorso alpino dispone già da anni di una squadra avanzata a Santo Stefano, collegata alla stazione di Rapallo: trovare spazio nella sede CAI rafforza questa presenza.
Crucioli ha ricordato il valore del presidio durante tutto l’anno, dalle attività invernali sulle piste alle camminate e all’arrampicata. Su quest’ultima disciplina il Comune intende lavorare anche attraverso un progetto di riqualificazione delle pareti e dei versanti attrezzati.
A portare il saluto di Rapallo è stata la sindaca Elisabetta Ricci. Un rapporto tra costa ed entroterra che passa anche dalle associazioni e dalle persone che le fanno vivere. Le nuove sedi danno loro uno spazio in più; il lavoro quotidiano continueranno a mettercelo i volontari.