di DANILO SANGUINETI
A quelli della Tenuta Golfo Paradiso piace vincere facile. Un’occhiata al sito dove sorge e si comprende immediatamente che neppure avrebbero bisogno di avvalersi della fama del suo chef o vantarsi della eccellenza del ristorante, nucleo pulsante dell’intero complesso abbarbicato sulla pendice esposta a sud del monte Santa Croce, rilievo che accoglie gran parte della pieve tra le più antiche e giustamente più rinomate della Liguria.
Pieve Ligure, il più appartato e per questo invidiato tra i borghi del Golfo Paradiso. Spiegata la denominazione, va interpretato il sostantivo del marchio: tenuta perché nell’incantevole spiazzo – una serie di fasce collegate – trovano spazio non solo il ristorante ma anche l’orto, il giardino e l’azienda agricola, imperniata su terrazzamenti rimessi a nuovo dall’intervento dai nuovi proprietari genovesi, che cinque anni fa decisero di spostarsi un po’ a est per creare qualcosa di innovativo e bello ai cinque sensi, dalla vista al gusto, passando per olfatto (la cucina), udito (la pace dell’essere via dalla pazza folla della costa) e perché no, tatto (il poter toccare con mano i prodotti che vengono serviti a tavola, tra fiori e piante di ogni colore).
Una experience fuori del comune. Come direbbero i chef televisivi la location da sola fa la differenza per Tenuta Golfo Paradiso: essere a mezza costa, tra creuse che digradano con comprovata sapienza verso la sponda rocciosa al mar Ligure, vale da sola “il prezzo del biglietto” per questa questa azienda creata nel 2021 da Carlo Barile, il braccio esecutivo di una coppia che si completa con l’artista, Marco Visciola. Uno chef stellato, un cuoco per il quale parlano i locali da lui o creati o trasformati in qualcosa che si è guadagnato la difficilissima approvazione della Guida Michelin: è entrato nell’Haute Cousine con Il Marin (il ristorante nel capoluogo insignito con una stella Michelin), si è fatto un nome anche nella cucina popolare/street food grazie ai due locali, sempre a Genova, “Nonno Giuan 1 e 2”. Si occupa pure della Hospitality Sampdoria e ha gestito infiniti eventi speciali, dal catering, al pop-up, passando per le collaborazioni. Mancava solo il settore ospitalità e territorio e da un lustro la lacuna è stata colmata: con la Tenuta che ingloba il ristorante Ortica e Casa Vittoria.
Riassume il socio Barile, uno che gira come una trottola per organizzare il fittissimo calendario di impegni dello chef: “Marco Visciola ha creato un vero ecosistema gastronomico ligure, non una semplice collezione di ristoranti: un insieme che comprende ristorazione d’autore, street food, ospitalità, agricoltura e attività legate agli eventi. La mission per l’ultima nata, appunto Tenuta Golfo Paradiso, è quella di far conoscere una parte di Liguria che ingiustamente non gode della stessa notorietà, soprattutto all’estero delle Cinque Terre o Portofino o di alcune località della Riviera di Ponente”. Ha ragione il Golfo Paradiso, l’insenatura di costa tra Punta Chiappa e la foce del Torrente Nervi non teme confronti: non superiore ma neppure inferiore alle località prese d’assalto che dagli americani in primis e turisti stranieri in genere.
Barile ci fa da cicerone: “Basta scendere pochi metri da via Giovanni Migone che si allunga a mezza costa tra Pieve alta e il mare e troverete un luogo incantevole, che profuma di vacanza, relax e cose buone. Uno sguardo sul mare blu, immersi negli uliveti, nel cuore della Liguria più autentica, questo è Tenuta Golfo Paradiso”.
Dal 2021 ad oggi il successo della Tenuta è stato costante. “Diamo a chi ci viene a trovare il trio “Sale, terra, sole” perché godiamo sia dei benefici della campagna che del mare, il tutto condito dai raggi solari. Con un pizzico di orgoglio mi sia consentito dire che ritengo Tenuta Golfo Paradiso quello che mancava ad un magico angolo della Riviera Ligure, a pochi minuti da Genova”.
Il menù è ben più ampio di quello pur ricco della cucina: “Vi accogliamo per una cena al nostro Ristorante Ortica o, nei mesi estivi, per un aperitivo vista mare nel nostro giardino. Può essere la location ideale per un party outdoor, ma anche un’idea originale per passare la notte ad ammirare le stelle. Il ristorante è imperniato sui piatti della cucina agricola e su piatti brace. Il focus della nostra cucina spontanea è rappresentato dagli elementi: il fuoco della brace, la terra che ci regala i suoi prodotti, il mare con i suoi tesori. Il menù, pensato dall’executive chef, che è naturalmente Marco Visciola, e dal resident chef Davide Gullone, cambia ad ogni inizio stagione, ma spesso ci piace proporre qualche piatto fuori carta quando un ingrediente ci conquista”.

Una proposta studiata con cura ma costantemente affinata nei mesi. “Abbiamo avuto successo anche perché abbiamo costantemente affinato le proposte. La brace è il fulcro di Ortica: verdure dell’orto, i prodotti ittici del Mar Ligure, le carni più gustose incontrano il fuoco vivo senza cambiare forma. Il lavoro passa anche per la coltivazione aeroponica di alcune erbe, la frollatura dei pesci che diventano veri e propri salumi di mare. C’è cura in ogni elemento del piatto”.
Il riferimento all’orto permette di parlare di un’altra eccellenza della azienda. “Il nostro orto è frutto di un’altra sinergia: a prendersi cura dei nostri appezzamenti sono i ragazzi della rete agricola genovese “Ortobee” con i quali abbiamo stretto una solida collaborazione”.
E non è finita. “Sì perché abbiamo studiato i flussi del turismo e compreso che non bastava “prendere per la gola i clienti. Oggi serve una offerta a 360 gradi in campo per 24 ore, 7 giorni alla settimana, 12 mesi all’anno, che comprenda anche la permanenza in loco, in modo che i turisti abbiano tempo e modo di apprezzare il paese e le sue offerte. Ed abbiamo scelto di unire alla Tenuta, Casa Vittoria”.
Ecco la Expérience totale: “Casa Vittoria corrisponde al tipo di appartamento diffuso con terrazzo panoramico nel cuore del borgo, a pochi passi dal Ristorante Ortica. Affacciata sulla piazza centrale di Pieve. A soli 900 metri dal Ristorante Ortica, è un’elegante dimora con vista mare. Due camere finemente arredate, una cucina moderna e un soggiorno luminoso. Abbiamo inteso unire autenticità ligure e comfort contemporaneo”.
Il cuore della casa è il suo ampio terrazzo panoramico. Gli interni raccontano una storia fatta di dettagli: pavimenti originali, arredi naturali e ambienti pensati per meglio apprezzare il fascino della Riviera.
La Tenuta con ristorante e appartamento diffuso diventa così un punto di partenza: “Nel nostro intento deve diventare la base per scoprire la bellezza della Riviera: i borghi marinari, i sentieri panoramici e le atmosfere autentiche della nostra regione”.
Scelte pensate, decisioni coraggiose, una prospettiva che in tanti potrebbero, anzi dovrebbero imitare.
Tenuta Golfo Paradiso è anche una concreta risposta a chi sostiene (e sta diventando una parola d’ordine di certi circoli di economisti…) che un paese non può campare con il turismo, che il terziario non basta, senza industria e agricoltura forti si è destinati alla irrilevanza sulla scena mondiale. Discutibile guardando al dato oggettivo (siamo una nazione senza materie prime, saremo sempre dipendenti da qualcun altro), criticabile facendo riferimento al fattore storico-geografico. Fummo grandi perché avevamo i migliori mercanti e gli artisti più rinomati. Siamo un popolo che ci sa fare con le mani. Cuochi e fabbri ma di una classe e un’inventiva che gli altri si sognano.