Glocal… no social
Settimanale di attualità, economia e sport

Ultima edizione

Giovedì 15 ottobre 2026 - Numero 448

Ra Pria, il mulino di Belpiano torna a vivere dopo i lavori del Pnrr

Il complesso monumentale di Borzonasca sarà nuovamente protagonista sabato 26 e domenica 27 settembre in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio
Il mulino di Belpiano rinato grazie a Maria Grazia Sbarboro e Mario Costa
Il mulino di Belpiano rinato grazie a Maria Grazia Sbarboro e Mario Costa
Condividi su

di ALESSANDRA FONTANA

Un lungo cammino fatto di cura, passione e ostinazione, per conservare uno dei piccoli grandi tesori della Valle Sturla e permettergli non soltanto di sopravvivere, ma di tornare a funzionare. Il mulino monumentale Ra Pria di Belpiano, a Borzonasca, sarà nuovamente protagonista sabato 26 e domenica 27 settembre in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio. Un appuntamento che quest’anno ha un sapore particolare. 

Nei mesi scorsi si sono infatti conclusi i lavori finanziati attraverso il Pnrr, di cui ‘Piazza Levante’ aveva già raccontato l’avvio: un progetto articolato che ha consentito di recuperare il canale di adduzione dell’acqua e, con esso, l’originaria funzionalità del mulino. 

Ra Pria è una costruzione frutto dell’ingegnosità contadina, risalente almeno alla fine del Settecento. La sua particolarità sta soprattutto nel funzionamento: si tratta di un raro mulino a torre, con l’acqua che arriva dall’alto e aziona una turbina orizzontale collegata alla macina. Una soluzione costruttiva inconsueta in Liguria che nel 2010 gli è valsa il riconoscimento di importante interesse culturale. 

Negli anni Maria Grazia Sbarboro, vera anima e custode di Ra Pria, insieme a Mario Costa non ha mai smesso di lavorare alla sua valorizzazione, trasformandolo in un luogo capace di raccontare la storia e le tradizioni del territorio ma anche di ospitare iniziative, visite, incontri e l’ormai tradizionale presepe che ogni inverno torna ad animare Belpiano.

L’ultimo capitolo di questa storia è stato scritto con i lavori del Pnrr. Oltre alla realizzazione del canale per riportare l’acqua al mulino, gli interventi hanno riguardato l’impermeabilizzazione della torre e del locale turbina, la sistemazione dell’area circostante con pietra e legno di castagno e un sistema a circuito chiuso pensato per migliorare l’accessibilità del manufatto. Un recupero che non si è limitato quindi alla conservazione delle strutture, ma ha cercato di restituire vita e funzione a un luogo nato proprio intorno alla forza dell’acqua. 

Le aperture del 26 e 27 settembre saranno così una nuova occasione per entrare nel cuore di Ra Pria e scoprirne il funzionamento, ma anche per vedere dove è arrivato un percorso portato avanti per anni. Perché la storia del mulino di Belpiano è soprattutto quella di un patrimonio che ha rifiutato di diventare soltanto un ricordo. Pietra, acqua e legno tornano a raccontare il lavoro delle generazioni che sono passate da qui e quello di chi, oggi, continua a prendersene cura.

Ultimi video

Amt, il servizio è in crisi ma gli stipendi dei dirigenti aumentano: Federico Bairo denuncia le contraddizioni dell’azienda
Il rappresentante di Usb Trasporti: "Corse saltate e fermate senza orari: chiediamo più risorse per migliorare il servizio pubblico e tutelare i diritti dei lavoratori"
Sanità ligure, l’allarme del Comitato Malati Tigullio: meno servizi e più rischi per i pazienti
La vicepresidente Maria Giulia Mordini e il professor Michele Brignole sui rischi degli accorpamenti e sulla tenuta dell’assistenza sul territorio

Altri articoli

Turismo in Liguria, presenze in crescita del 4,1%: oltre 10 milioni di investimenti e tre strategie per rilanciare il territorio

Al TTG Travel Experience 2026 di Rimini, Regione Liguria presenta la propria strategia per un turismo sempre più destagionalizzato, sostenibile e accessibile. Al centro borghi, itinerari outdoor, innovazione digitale e collaborazione tra pubblico e privato

Portofino, i Suv non passano nella via dei Vip: e il Comune approva un piano da 320mila euro per sbloccare il traffico

Il caso al centro del dibattito riguarda la famosissima via San Sebastiano, una delle strade più esclusive, isolate e sorvegliate del borgo