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Giovedì 15 ottobre 2026 - Numero 448

Portofino, i Suv non passano nella via dei Vip: e il Comune approva un piano da 320mila euro per sbloccare il traffico

Il caso al centro del dibattito riguarda la famosissima via San Sebastiano, una delle strade più esclusive, isolate e sorvegliate del borgo
Il borgo di Portofino, tra le principali mete turistiche
Il borgo di Portofino, tra le principali mete turistiche
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di ALBERTO BRUZZONE

Troppo grandi per le storiche e strette strade della Liguria. Nel celebre borgo di Portofino, le auto di ultima generazione – in particolare i Suv di grandi dimensioni – sono diventate un vero e proprio rompicapo per la viabilità locale. Una situazione al limite del paradossale che ha spinto l’amministrazione comunale a intervenire con un investimento pubblico da oltre 320.000 euro per sbloccare le criticità stradali.

Il caso al centro del dibattito riguarda la famosissima via San Sebastiano, una delle strade più esclusive, isolate e sorvegliate del borgo. La via è nota alle cronache per inerpicarsi sulla collina e ospitare le storiche e lussuose residenze di importanti nomi dell’imprenditoria e della finanza italiana, tra cui Pier Silvio Berlusconi (a Villa San Sebastiano), Marco Tronchetti Provera e la famiglia Malacalza.

Il nodo della viabilità: quando l’incrocio diventa un incubo millimetrico
Negli ultimi anni, l’evoluzione del mercato automobilistico verso veicoli sempre più larghi e imponenti si è scontrata duramente con l’architettura secolare del territorio ligure. Se un tempo la via era percorsa da utilitarie o piccoli mezzi agricoli, oggi è frequentata quotidianamente dai massicci Suv dei residenti, dei loro ospiti e dei fornitori.

A causa delle dimensioni ridotte della carreggiata, l’incontro tra due veicoli di stazza generosa provenienti da direzioni opposte significava inevitabilmente il blocco totale del transito. Senza lo spazio fisico per superarsi, i conducenti si trovavano spesso costretti a complesse, lunghe e stressanti manovre in retromarcia su pendenze elevate, con il rischio costante di danneggiare le carrozzerie o i muretti a secco storici. Una paralisi che non solo penalizzava i residenti, ma rappresentava anche un potenziale pericolo per il passaggio dei mezzi di soccorso e delle ambulanze.

Una “piazzola di interscambio” per tutelare il paesaggio
Trovare una soluzione non è stato semplice. Trattandosi di un’area immersa nel verde e sottoposta a rigidi vincoli ambientali e paesaggistici, un allargamento totale della sede stradale era un’ipotesi impraticabile, oltre che distruttiva per l’identità del luogo. Per questa ragione, il Comune ha optato per una strategia mirata e a basso impatto visivo: la creazione di una piazzola di interscambio in località Villa Grande.

Il progetto non modifica la classificazione originaria della strada, ma prevede uno slargo strategico. Questa area di sosta dedicata permetterà a una vettura di accostare temporaneamente in un punto sicuro, attendendo che il veicolo proveniente dal senso di marcia opposto sfili via senza toccarsi.

La sinergia tra pubblico e privato
L’approvazione del piano economico da 320.000 euro è il culmine di un percorso logistico che ha visto anche la collaborazione della comunità locale. Nei mesi scorsi, infatti, una cittadina ha donato al Comune un piccolo terreno di circa 35 metri quadrati. Questo fazzoletto di terra si è rivelato fondamentale per agevolare la progettazione dello spazio di manovra e per l’integrazione di sistemi di sicurezza, come l’installazione di un semaforo intelligente o di specchi parabolici per migliorare la visibilità.

Con questo intervento, Portofino cerca di trovare un difficile equilibrio tra le esigenze della modernità e la conservazione di un patrimonio storico e naturale unico al mondo, dimostrando che anche nel borgo più esclusivo d’Italia lo spazio è il lusso più difficile da conquistare.

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