di ALESSANDRA FONTANA
Bastano venticinque minuti per lasciare il mare alle spalle e ritrovarsi altrove. A circa settecento metri di quota, nel cuore della Val Graveglia, una castagneta secolare si prepara ad accogliere calici, produttori, cucina agricola e musica.
Sabato 5 e domenica 6 settembre debutta “Vermentino nel Bosco”, il nuovo wine festival organizzato presso l’agriturismo L’Arca di Noema, nel Comune di Ne. “Non una sagra, ma un piccolo festival enogastronomico immerso tra castagni secolari”, spiegano gli organizzatori. Un’esperienza pensata per raccontare il territorio attraverso uno dei vitigni più rappresentativi della Liguria e delle sue terre di confine. La formula mette insieme vino, prodotti locali e paesaggio, trasformando il castagneto, pulito, recintato e illuminato per l’occasione, in una piccola sala di degustazione a cielo aperto. Protagoniste saranno dieci etichette selezionate di nove aziende vinicole provenienti dal Levante ligure, dallo Spezzino, dai Colli di Luni e dalla Lunigiana. Tre punti di degustazione permetteranno di conoscere interpretazioni diverse dello stesso vitigno: dal Vermentino in purezza ai blend, passando per il Vermentino Nero e le versioni ottenute attraverso la macerazione sulle bucce.
A partecipare saranno Baia del Sole Federici, Villa di Negro, La Quinta Terra, La Ricolla, Cantine Levante di Sestri Levante, Casteldelpiano di Licciana Nardi, La Ghiaia di Sarzana, Cornice di Sesta Godano e Pascale-I Pilastri di Fosdinovo. Un mosaico di produttori e territori differenti, uniti dal desiderio di raccontare il vino non come un prodotto isolato, ma come il risultato di paesaggi, scelte agricole e storie familiari.
Il festival prenderà il via sabato alle 18. La degustazione sarà accompagnata da un piatto agricolo preparato con prodotti locali, mentre dalle 18.30 alle 23.30 il dj set di Sergio Campagna, in arte EssiJ, porterà nel castagneto sonorità chill out e deep house. La serata continuerà con la Cena della Cabannina, curata dall’Arca di Noema e dedicata alla razza bovina autoctona ligure. Anche il menù seguirà il filo della valorizzazione delle produzioni locali: crostini preparati con grano Tosella, creme di verdure di stagione, tagliatelle fatte a mano, carne Cabannina e una crostata con ricotta della stessa razza bovina. Ad accompagnare la cena sarà un calice di Vermentino Nero.
Domenica il festival riprenderà dalle 12 con la stessa formula di degustazione, questa volta senza accompagnamento musicale, e con la possibilità di partecipare al Pranzo della Cabannina. Degustazioni, cena e pranzo possono essere prenotati separatamente.
“Vermentino nel Bosco” prova così a indicare una strada possibile per l’entroterra: non imitare l’offerta della costa, ma valorizzare ciò che rende queste valli differenti. Il fresco dei boschi, la cucina agricola, le piccole aziende e un ritmo più lento possono diventare gli elementi di un turismo esperienziale capace di attirare visitatori anche oltre i mesi tradizionalmente più affollati.
“Non lontano. Altrove”: è lo slogan scelto per descrivere un luogo che dista appena venticinque minuti dalla costa, ma offre atmosfere e ritmi completamente differenti. Il mare rimane vicino, ma per qualche ora scompare dietro i castagni. Al suo posto restano le luci nel bosco, i profumi della cucina e i vini nati tra colline che raccontano una Liguria meno conosciuta, ma non per questo meno capace di sorprendere.