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Giovedì 20 agosto 2026 - Numero 440

Pippo Lanata, quell’uomo inossidabile che fece grande Chiavari, partendo da zero

Il ricordo dei suoi discendenti: fu anche tra i fondatori della Virtus Entella e curava personalmente la sistemazione del campo in piazza Roma
Una fotografia storica della Armeria Lanata a Chiavari
Una fotografia storica della Armeria Lanata a Chiavari
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di ADRIANA e PINO LANATA

Lanata Giuseppe Giambattista detto Pippo nasce a Chiavari il 24/11/1877 da Giacomo Giovanni (1824-1898, figlio di Domenico del 1789, negoziante di stoffe, sposo di Ravenna Nicoletta del 1798) e da Sivori Maria Rachele (1841-1919).

È l’ultimo di sei fratelli e sorelle: Eugenia nata in California (USA) il 16/03/1863 deceduta a Chiavari il 23/10/1942; Clorinda nata un California (USA) il 24/10/1864, deceduta a Chiavari nel 1937; Palmira nata in California (USA) nel 1867 deceduta a Marysville-California nel 1901; Enrico nato nel 1870, deceduto 1890; e Francesco Carlo nato nel 1873 deceduto 1950, migrati in Argentina, senza famiglia e senza lasciar tracce significative.

Il padre di Pippo, Giacomo, intorno al 1858 emigra in California (ove sono già presenti dal 1850 gli zii Giuseppe e Agostino), con la moglie gestisce servizi di vettovagliamento per pionieri e cercatori d’oro. Vita difficile ma remunerativa: rientra a Chiavari ai primi del 1870 dopo aver girovagato per la Spagna e la Francia e porta un sacchetto di pepite d’oro. Il 5 aprile compra un “mezzano e un fondo” in Vico alla Concia (oggi Via dei Revello) ove avvia vendita di prodotti vari: fa studiare le figlie, Eugenia e Clorinda, presso una prestigiosa scuola di Genova e il figlio Pippo presso gli Scolopi di Chiavari

Dopo alterne fortune è colpito dalla crisi del commercio per il fallimento di banche chiavaresi; muore nel 1898 e la moglie, con le cognate, mantiene, con difficoltà, l’attività commerciale.

Pippo, dopo gli studi e dopo diversi anni di servizio militare (congedato con il grado di sottotenente) diventa anche rappresentante per tutta Provincia delle macchine da cucire Gritzner grazie a un benestante genovese che è titolare di un grande magazzino all’ingrosso, Sig. Bossoni; lo accomuna a lui anche la passione per la caccia.

Pippo frequenta quindi la più famosa Armeria di GenovaSigismondo Corte, e il Club Ginegetico Genovese che raccoglie allevatori di cani da caccia. E così, nel 1903, decide di specializzare la bottega familiare, trasferendola in un locale più ampio poco lontano, in Via Entella, 7; diventa l’unica “armeria” da Genova a La Spezia (normalmente in allora il commercio delle armi da caccia e delle cartucce era svolto da ferramenta; a Chiavari c’era Valle Giacomo – U Bertan, in Caruggio al n. 60).

Nel 1906 la famosa rivista Diana cita l’Armeria Lanata Giuseppe fra i negozi raccomandati. Pippo è molto presente nella vita quotidiana di Chiavari; uomo di grande personalità, forte, coraggioso, infaticabile organizzatore; nei primi anni del Novecento è notevole lo scontro fra esponenti cattolici-conservatori e quelli democratici-liberali. Pippo è fra questi ultimi in maniera attiva, tendenzialmente mazziniano/repubblicano; attivo sui quotidiani di allora; nel 1905 è tra i fondatori della Croce Verde Chiavarese (ove il colore verde è simbolo delle simpatie per le idee repubblicane ed emanazione di associazioni ex combattentistiche).

Pippo frequenta, data la sua grande passione per la caccia agli acquatici, la “macchia verde” della foce dell’Entella e nel periodo estivo è un “conoliano” con tutti i giovani della Chiavari bene che frequentano i Bagni Entella della famiglia Castagnino Emanuele, detto U Marscinna, gestore dei terreni della famiglia Rivarola (possiede una Greener, famosa doppietta da caccia inglese, e il figlio Giacomotto è abilissimo costruttore e utilizzatore di richiami per anatre). Nel 1907 il 16/12, ne sposa la figlia Angela (15/07/1887 – 28/10/1969). Nel 1908 per il commercio al minuto sorge qualche problema per le tassazioni imposte dal Regio Governo a seguito del devastante terremoto di Messina.

Nel 1909 è promotore di una Società di Caccia e Pesca che viene fondata il 2 agosto con Assemblea presso la Società Economica di Chiavari; ne è Presidente il Cav. Uff. Giovanni Lagomaggiore, personaggio di spicco nella civica amministrazione. Sono 64 i Soci nel primo anno; quota sociale lire 9 pagabile in tre rate. Lo scopo della Società è esclusivamente quello di cooperare all’osservanza delle leggi e regolamenti sulla caccia e sulla pesca nelle acque interne. L’organizzazione di numerose gare di tiro al piattello consente la costituzione di un notevole fondo cassa da utilizzare per la lotta al bracconaggio con premi in denaro per gli agenti preposti alla vigilanza (Reali Carabinieri compresi).

Da buon sportivo vende anche biciclette; nel 1910 è multato perché “circolava in bicicletta” sul marciapiede di Corso Dante! Nel 1911 l’Italia dichiara guerra alla Turchia e occupa la Libia; grandi scioperi dei metalmeccanici; nel 1912 il diritto di voto è esteso a tutti i cittadini maschi, alfabeti, oltre 21 anni.

L’attività dell’Armeria comunque gode di buona salute; la “bottega” di Via Entella comincia ad essere “stretta”; Pippo decide di fare il salto di qualità e, nell’agosto del 1912, di trasferirsi in Caruggio (Via Vittorio Emanuele, 9) poco lontano dal negozio di tessuti Cuneo, avviato dai cugini Luigi e Colomba Lanata (nata nel 1833 e deceduta nel 1910) sposa nel 1852 di Cuneo Luigi.

E intanto il giornale locale cattolico, La Sveglia, accusa Pippo Lanata di essere iscritto alla Massoneria: grande polemica sui quotidiani del tempo. Pippo Lanata è nella mischia elettorale del 26 ottobre 1913, sostiene alacremente il candidato liberale Attilio Vignolo che diventa Deputato al Parlamento trionfando, nel collegio di Chiavari, contro Francesco Casaretto, candidato dei conservatori.

Nel marzo del 1914 alcuni giovani (anche cacciatori) Guido Arzeno, Enrico Sannazzari, Emilio Delucchi, Zolezzi, G.B. Ravenna, Raggio, Martinelli decidono di formare una Società di calcio, si infervorano, tracciano un progetto, vanno di corsa nell’Armeria Lanata in Caruggio e là trovano l’indimenticabile Pippo, esuberante, cacciatore, giornalista al quale sottopongono l’idea. 

Nasce la Società Entella Football Chiavari (Entella come il fiume o come la locale Loggia Massonica? dilemma mai risolto); primo Presidente l’Avv. Gerolamo Filippini, Pippo Lanata consigliere. Così ricorda il famoso giornalista Dario Costa nell’opuscolo celebrativo del 50° dalla fondazione: “In Piazza Roma al sabato era di scena Pippo Lanata, con Nardin, Ronzoni, Ivaldi e quasi tutti i giocatori. Era necessario sistemare il campo; Pippo lavorava urlando, maniche di camicia, bretelle, scarpe e pantaloni con due dita di polvere e di calce addosso, misurava il terreno di gioco, allontanava i sassi, sistemava le seggiole”. E poi accompagnava la squadra nelle trasferte.

Purtroppo venti di guerra cominciano a spirare e la situazione economica ha qualche problema; l’Italia entra in guerra nel 1915 e Pippo Lanata alla fine del 1916 viene richiamato al servizio militare; inviato alla Scuola Ufficiali di Parma e poi incaricato, con il grado di Tenente, del Comando Deposito Militare di Ronco Scrivia, Mignanego (aveva moglie e tre figli in tenera età). Tempi cupi per l’Armeria, tutti i giovani sono al fronte e non c’è tempo per pensare alla caccia. Fra i nove componenti del Consiglio Direttivo dell’Entella la guerra del 15-18 farà tre morti. Pippo Lanata rientra a Chiavari nei primi giorni del 1919, profondamente deluso dal comportamento del Governo che non riconosce alcun aiuto a chi ha servito la Patria.

Attiva l’Armeria. La guerra aveva originato il decadimento del patrimonio faunistico stanziale e ridotto drasticamente gli uccelli migratori; pochi i cacciatori forniti di licenza (il costo era cresciuto notevolmente) e quindi aumentano quelli di frodo. Rilancia quindi anche la Società di Caccia e Pesca del 1909 per una incisiva lotta al bracconaggio.

Una profonda crisi colpisce il Regno d’Italia, tensioni sociali con tumulti, Governi deboli incapaci di affrontare la situazione con provvedimenti adeguati. A Chiavari la maggioranza dei conservatori liberali aderisce al fascismo emergente; la Civica Amministrazione è governata da Commissari. Pippo Lanata non è d’accordo sul lato violento del fascismo anche se crede nell’importanza di un Governo forte.

Riprende subito la sua attività di cronista per l’Entella Calcio, collabora con Ugo Campana, Presidente, un liberale schietto che critica le prepotenze (sarà spesso osteggiato).

Così ricorda ancora il giornalista Dario Costa: “Si metteva a cavalcioni di una seggiola all’altezza dell’area di rigore, con il suo panama bianco, il taccuino, la matita. I suoi pupilli erano Rino Brignole (centravanti) e Carlo Brignardello (formidabile ala sinistra) anche per affinità venatoria; tante le reti segnate sul grido “tira” di Pippo Lanata. A volte contestava l’operato dell’arbitro e ne parlava per settimane nella sua armeria che abbandonava alla distinta gentile consorte quando fuggiva per tracciare il campo o assistere agli allenamenti”.

Nel dopoguerra anche a Chiavari aumenta notevolmente la passione del gioco delle bocce, attività economica alla portata di tutti, praticata su campi improvvisati che in allora non mancavano certo.

Nel luglio del 1919 con Pietro Bonino, Costantino Piaggio, Carlo Gregori, Enrico Gregori e Zolezzi G., fonda l’Associazione Bocciofila Chiavarese (ABC) come struttura ufficiale locale dell’U.B.I. Unione Bocciofila Italiana. Pippo è anche un abile giocatore; assume per alcuni anni la presidenza dell’ABC; organizza gare della massima importanza.

Nel luglio del 1921 promuove una protesta contro le nuove tasse e contro l’aumento delle tariffe doganali che colpiscono le importazioni di fucili da caccia.

Nel 1919 la licenza di caccia costa 24 lire, nel 1923 ben 60 lire, cifre notevoli che contadini e operai non potevano permettersi; crolla il numero dei cacciatori legali.

Nel 1923 a seguito dell’entrata in vigore di nuovi provvedimenti in materia di caccia riordina l’attività della vecchia gloriosa Società Caccia e Pesca del 1909; nasce la Società Cacciatori del Circondario di Chiavari con Presidente il Magg. Poggi Giulio.

Oltre alle sue passioni “sportive” si dedica molto alla difesa degli interessi dei commercianti chiavaresi; nel 1925 entra a far parte della Confederazione Generale del Commercio Italiano; è Presidente degli Esercenti Chiavaresi e Vice Presidente dell’organizzazione provinciale. Attività non gradita ad esponenti del fascio locale, così ha sempre ricordato la moglie Angela.

Nel luglio del 1926 partecipa a una cena con molti commercianti e artigiani chiavaresi (diversi liberali antifascisti); molti vengono colpiti da una intossicazione misteriosa o un avvelenamento? Pippo Lanata ne è particolarmente contagiato; nonostante la sua forte fibra e l’interessamento di luminari del tempo, grazie all’amico fraterno Gen.le Sirombo, non dà cenni di miglioramento. Il 2 agosto redige il suo testamento con il quale da disposizioni per il funerale e chiede giustizia per la sua malattia (questa frase è sempre rimasta misteriosa, forse aveva capito qualche cosa accaduta durante la cena?). Incarica alcune persone di assistere la moglie nell’attività dell’Armeria a tutela dei tre figli minori; ringrazia gli amici, in particolare quelli della Bocciofila e del Circolo Chiavarese. E scrive testualmente: ai miei figli non lascio ricchezze, gli lascio un nome intemerato che quando raggiunta la maggiore età saranno orgogliosi di portare, ed ora muoio tranquillo accettando il mio destino così stabilito da Dio. E che Iddio protegga l’Italia, questo è il voto di un suo umile figlio.

Muore alle ore 22 del 19 agosto 1926 dopo giorni di atroci sofferenze; lascia la moglie Angela Castagnino (1887-1969) con tre figli minorenni: Enrico (1910-1978), Vittorio (1915-2002), Alfredo (1916-1996).

Il 20 agosto 1926, il Vice Presidente degli Esercenti Chiavaresi invia una lettera alla vedova e scrive testualmente: “I consoci tutti ricorderanno sempre l’interessamento vivissimo che il compianto Presidente prendeva alle sorti del commercio locale, tutelando efficacemente i diritti della classe nostra. Chiavari ha perduto con Giuseppe Lanata un figlio affezionato che in molte associazioni cittadine portò sempre il contributo dell’opera sua fervidamente operosa”. 

L’Armeria Giuseppe Lanata è ancora attiva, oggi 19 agosto 2026, in Chiavari Via Rivarola, 35.

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